pino marittimo

Domande e risposte giardino

Potatura pini marittimi

Silvia vuole sapere se può tagliare i suoi pini marittimi cimando l'apice delle piante

di Redazione

09 agosto 2012

Domanda : potatura pini marittimi

Ciao sono Silvia, nel mio giardino sono presenti da circa 30 anni tre pini marittimi ai quali sono stati tagliati soltanto i rami senza intervenire mai sulla chioma, ora mi trovo pini altissimi con poca chioma, posso tagliare la "testa" con la speranza che rigermogli?




Risposta : potatura pini marittimi

Buongiorno Silvia e grazie per averci scritto. La potatura dei pini è generalmente un'operazione sconsigliata in quanto i pini hanno uno schema di crescita molto rigido, monopodiale ed impostato secondo schemi precisi e sono completamente diversi dalle piante a portatura simpodiale come per esempio le querce, i platani e le altre latifoglie. La potatura dei pini può essere fatta solamente per alzare la chioma eliminando i rami più bassi, oppure per pulire la chioma da eventuali rami secchi, ma potature di formazione su queste piante sono caldamente sconsigliate. L'equilibrio interno delle forze che agiscono su una pianta di pino è delicato e frutto di una serie di forze e resistenze che nel loro complesso danno alla pianta la stabilità necessaria per stare in piedi e non cadere. Intervenire con la potatura su una pianta come il pino marittimo può essere la causa di gravi scompensi negli equilibri delle forze della pianta. Il taglio di cui lei parla, ovvero la cimatura dei pini, è un trattamento che a nostro avviso dovrebbe essere vietato. I pini non hanno, a differenza delle latifoglie, la capacità di ricacciare rami dopo il taglio ed una cimatura del pino eseguita in quel modo significherebbe privare per sempre il pino della sua porzione apicale. Un intervento simile, oltre che veramente ignobile dal punto di vista estetico, è il classico taglio eseguito dai giardinieri improvvisati che non conoscono minimamente la fisiologia delle piante e la botanica in generale. Un pino capitozzato non può rigermogliare, non è previsto nel suo DNA quindi è inutile tagliarlo e poi sperare che questo germogli. Nella progettazione dei giardini si dovrebbe pensare un minimo alle conseguenze che l'inserimento di determinate specie potrebbe avere quando si mettono a dimora le piante. I pini marittimi sono piante che crescono molto e al'epoca del trapianto si sarebbe dovuti pensare alle conseguenze nel futuro della crescita di queste piante. I pini marittimi inoltre hanno un apparato radicale che si sviluppa superficialmente e che moltissime volte provoca dei danni più che seri alle infrastrutture adiacenti e per questo motivo viene da sempre sconsigliato in giardini e strade. A questo punto non le resta che tenere la pianta così com'è oppure abbatterla e sostituirla con delle specie dallo sviluppo più contenuto. Una cimatura della testa del pino marittimo porterebbe ad avere un pino dalla forma inguardabile che potrebbe anche ammalarsi a breve a causa delle aperture provocate dal taglio.

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Domande frequenti

  • È possibile cimare un pino marittimo per ridurne l'altezza?
    No, la cimatura del pino marittimo è fortemente sconsigliata e biologicamente inefficace. A differenza delle latifoglie, i pini hanno una crescita monopodiale rigida e non possiedono la capacità fisiologica di emettere nuovi getti dall'apice tagliato. Eliminare la parte terminale priva definitivamente l'albero della sua porzione apicale, impedendo qualsiasi rigenerazione naturale. Inoltre, tale intervento crea gravi squilibri strutturali nelle forze di sostegno della pianta, aumentando il rischio di cedimenti. Non esiste alcun metodo che permetta al pino di 'ricacciare' dalla cima recisa; l'intervento risulta quindi dannoso, antiestetico e pericoloso per la stabilità dell'esemplare.
  • Quali tipi di potatura sono permessi sui pini marittimi?
    L'unica potatura accettabile sui pini marittimi è quella sanitaria o funzionale, limitata alla rimozione dei rami secchi, malati o spezzati per prevenire infezioni. È inoltre consentito l'alzamento della chioma, rimuovendo i rami inferiori per liberare il fusto, operazione utile per passaggio pedonale o visivo. Qualsiasi altro intervento, specialmente sulle parti verdi vitali o sull'apice vegetativo, deve essere evitato. I pini non tollerano tagli drastici e non guariscono facilmente le grandi ferite, rimanendo vulnerabili a patogeni e stress ambientali. Mantenere l'integrità strutturale della chioma è essenziale per la salute e la longevità della pianta.
  • Perché i pini marittimi sono sconsigliati nei piccoli giardini?
    I pini marittimi sono sconsigliati nei giardini residenziali principalmente per due motivi: la crescita eccessiva e lo sviluppo radicale superficiale. Possono raggiungere altezze fino a 50 metri, diventando ingestibili e pericolose vicino a edifici. Le loro radici, estese e poco profonde, tendono a sollevare pavimentazioni, danneggiare fondazioni e interferire con tubazioni sotterranee. Inoltre, la loro ombra densa limita la crescita di altre piante sottostanti. Per questi motivi, la loro coltivazione è adatta solo a grandi spazi aperti, parchi o aree rurali, dove possono svilupparsi senza creare conflitti con le infrastrutture umane.
  • Cosa fare se un pino marittimo ha già subito una cimatura?
    Se un pino marittimo è stato capitozzato, non ci sono interventi correttivi efficaci poiché la pianta non potrà mai rigenerare la chioma originale. L'unico rimedio è accettare la deformazione permanente o procedere all'abbattimento dell'albero, valutando attentamente la sicurezza data dalla compromissione strutturale. In alternativa, si può optare per la sostituzione con specie a portatura contenuta o a crescita lenta, adatte allo spazio disponibile. È fondamentale evitare tentativi di stimolare nuove ramificazioni dall'apice, poiché sarebbero vani. La priorità diventa gestire i rischi legati alla stabilità dell'albero e pianificare una nuova vegetazione appropriata al contesto.

Scheda Tecnica

FamigliaPinaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineMediterraneo occidentale
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, anche sabbioso o povero
IrrigazioneModerata, resistente alla siccità adulta
FiorituraConi maschili e femminili (impollinazione anemofila)
AltezzaFino a 50 metri
ConcimazioneNon richiesta, preferisce terreni poveri
PotaturaSconsigliata, solo pulizia rami secchi o alzamento chioma
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiSusceptibile a funghi da ferita, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia (crescita rapida, radici invasive)