Salice piangente

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Il salice piangente

Una bellezza fuori dal comune e mille virtù terapeutiche. Questo è il biglietto da visita del Salice Piangente, una pianta rigogliosa e semplice da coltivare.

di Redazione

30 gennaio 2017

Quanto annaffiare

Capita molto spesso di vedere esemplari di Salice Piangente lungo corsi d'acqua o fiumi. Questo è il suo habitat naturale perché teme fortemente la siccità. Può vivere bene anche in altre zone, ma le annaffiature dovranno essere frequenti e abbondanti, soprattutto in presenza di esemplari giovani. Il terreno deve essere sempre umido per consentire alle foglie di crescere sane e forti. Per questo motivo, le irrigazioni vanno raddoppiate durante la stagione estiva. Nei periodi di siccità, infatti, il primo a risentirne è l'apparato fogliare. Il Salice Piangente è tra le poche piante che vivono bene in presenza di ristagni d'acqua. In virtù di questo, si può procedere ad una nuova annaffiatura anche in presenza di acqua stagnante.

Come coltivare

Il Salice Piangente si riproduce per talea legnosa durante il mese di aprile. Dopo aver eseguito con cura il taglio, la piccola talea andrà posta in un terreno sabbioso fino all'emissione delle nuove radici. Il Salice Piangente vive bene in terreni leggeri e poco drenati, tanto da essere piantato in luoghi dove il terreno è quasi fangoso. Non teme le temperature rigide ed è una pianta generalmente robusta e di media longevità che sopravvive anche in vasi molto grandi. Per fini puramente estetici, la potatura va effettuata all'inizio dell'inverno per ottenere in estate un fogliame ricco e lussureggiante. In caso contrario, vengono potati soltanto i rami preda di parassiti o danneggiati dalle condizioni atmosferiche, quali vento e freddo.

Come concimare

Prima della messa a dimora del Salice Piangente, il terreno va concimato con cura per migliorarne l'aspetto qualitativo e nutritivo. Durante la stagione autunnale, la pianta va aiutata con un concime organico in polvere che va opportunamente diluito in acqua. Il discorso cambia in primavera, quando la pianta inizia un forte sviluppo vegetativo. In questo caso, la scelta d'elezione sarà un fertilizzante a base di solfato di ferro, adatto a sostenere lo sviluppo sia delle radici che dell'apparato fogliare. Se la pianta cresce bene e non presenta particolari segnali di impoverimento, il concime può essere somministrato anche ogni due anni. In tal caso, si può scegliere anche lo stallatico naturale, adatto a migliorare la struttura del terreno soprattutto se troppo compatta e poco permeabile.

Esposizione e malattie

Il Salice Piangente ama la luce e l'esposizione diretta o a mezz'ombra. La sua durata media è di circa trent'anni in quanto è sostanzialmente un albero. Fragile, spesso preda di malattie e parassiti. Gli afidi e i bruchi spesso ne determinano la morte. È essenziale osservare bene i rami colpiti per procedere al taglio delle parti lese con cesoie ben affilate e disinfettate. La pianta può essere colpita anche da un'infezione fungina, la ruggine, che si manifesta attraverso macchie scure o bianche e polverose sulle foglie. Altra malattia temibile del Salice Piangente è il cancro che va combattuto con appositi prodotti. Particolare attenzione va posta al tronco della pianta poiché è la parte più fragile, quindi più soggetta a rotture e infestazioni parassitarie.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare il salice piangente?
    Il salice piangente ha bisogno di annaffiature frequenti e abbondanti, specialmente durante l'estate e per gli esemplari giovani. A differenza di molte piante, tollera perfettamente i ristagni idrici e preferisce un terreno costantemente umido, simile al suo habitat naturale lungo i corsi d'acqua. Evita assolutamente la siccità, poiché l'apparato fogliare soffre immediatamente la mancanza di acqua. Se il terreno tende ad asciugarsi rapidamente, aumenta la frequenza delle irrigazioni per mantenere l'umidità costante.
  • Quando e come potare il salice piangente?
    Per fini estetici e per garantire un fogliame ricco in estate, la potatura principale va eseguita all'inizio dell'inverno, quando la pianta è in dormienza. Questo intervento stimola una vigorosa ricrescita primaverile. Inoltre, puoi intervenire in qualsiasi momento per rimuovere i rami danneggiati dal vento, dal freddo o infestati da parassiti. Utilizza sempre cesoie ben affilate e disinfettate per evitare infezioni, prestando particolare attenzione alla fragilità del tronco e dei rami principali.
  • Quali sono le principali malattie del salice piangente?
    Questa pianta è sensibile ad attacchi di afidi e bruchi, che possono causare gravi danni o persino la morte della pianta se non trattati. Sono comuni anche infezioni fungine come la ruggine, riconoscibile da macchie polverose sulle foglie, e il cancro, una patologia grave che colpisce i rami e il tronco. È fondamentale ispezionare regolarmente la chioma e il tronco, rimuovendo subito le parti colpite e utilizzando prodotti specifici contro funghi e insetti per contenere le infestazioni.
  • Come si moltiplica il salice piangente?
    La moltiplicazione avviene principalmente per talea legnosa, da eseguire nel mese di aprile. Preleva i tagli con cura e interra le talee in un terreno sabbioso, mantenendolo umido fino alla formazione delle nuove radici. Questa tecnica sfrutta la grande capacità rigenerativa della specie. Il salice è inoltre una pianta robusta che può sopravvivere in vasi molto grandi, purché il substrato rimanga umido e fertile, facilitando la gestione anche in spazi limitati rispetto alla sua potenziale grandezza.
  • Che tipo di terreno e concimazione richiede?
    Predilige terreni leggeri, poco drenati e tendenzialmente fangosi, ricchi di umidità. Prima della messa a dimora, arricchisci il suolo per migliorarne la struttura. In autunno somministra concime organico in polvere diluito in acqua; in primavera, durante la forte crescita vegetativa, usa fertilizzanti a base di solfato di ferro per supportare radici e foglie. Se la pianta è vigorosa, la concimazione può avvenire ogni due anni, eventualmente usando stallatico naturale per terreni compatti.

Scheda Tecnica

FamigliaSalicaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia, Europa, Nord America
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoFertile, umido, argilloso o fangoso, mai arido
IrrigazioneAbbondante e frequente, tollera ristagni idrici
FiorituraPrimavera (amenti)
AltezzaFino a 8-10 metri (fino a 20m in natura)
ConcimazioneOrganica in autunno, solfato di ferro in primavera
PotaturaInizio inverno per forma, asportazione rami secchi/danneggiati
MoltiplicazioneTalea legnosa ad aprile
Malattie e parassitiAfidi, bruchi, ruggine, cancro batterico/fungino
Difficoltà di coltivazioneFacile (richiede solo molta acqua)

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