arbutus unedo

Alberi

Corbezzolo

Il corbezzolo pianta mediterranea sempre verde che produce gustosi frutti utilizzati per confetture, di facile coltivazione si ammala difficilmente.

di Redazione

26 giugno 2018

Il corbezzolo

Il Corbezzolo, nome volgare di Arbutus Unedo, è originario della regione mediterranea, ma anche delle Canarie e dell'America nord-occidentale. Appartiene alla famiglia delle Ericacee ed è'classificato come albero o arbusto sempreverde: raggiunge altezze che possono arrivare ai 12 metri, vantando rami eretti, rosati i più giovani, più squamati e scuri quelli più vecchi. La sua chioma è tondeggiante e le foglie, che denotano un margine dentato, sono lunghe dai 5 agli 8 centimetri. Queste si presentano di colore verde scuro nella parte superiore e più chiare in quella inferiore.

Fiori e frutti del Corbezzolo

Il corbezzolo ha piccoli fiori di vario colore: dal bianco, al rosato al verde, con la corolla distinta in cinque denti , sorretta da un calice a cinque lobi corti. Produce un frutto dal colore vivace: una bacca rossa e tonda dal sapore gradevole, per quanto nell'etimologia del suo nome latino Arbutus unedo, coniata, stando alle tradizioni da Plinio il Vecchio, la seconda parola “un-edo” avrebbe il significato di: mangialo una sola volta, ossia un invito ad evitare il suo sapore poco gratificante.. In realtà questo piccolo frutto, largo uno o al massimo due centimetri, ha una superficie granulosa e una polpa succosa da cui si produce un miele raffinato, per quanto poco conosciuto.

Ambiente ed esposizione

Il Corbezzolo, si è detto, è pianta mediterranea, resistente alla siccità e al tipico clima marino. La sua preferenza va ai terreni silicei e sabbiosi, aridi e non eccessivamente acidi, mentre molto poco graditi sono i terreni calcarei. Importante, poi, che i terreni in cui cresce siano ben drenati, porosi e molto fertili. Predilige il pieno sole fino alla mezza ombra: il clima adatto alla sua coltivazione non deve essere troppo freddo, in particolare è meglio che la temperatura del suo habitat non si abbassi oltre i 5° C. Nei mesi più rigidi, che possono recare facilmente danni ai fiori che si aprono da Ottobre a Febbraio, è consigliabile far vivere la pianta in una serra o riparare con della paglia le piante più piccole.

Innaffiature e concimazione

Sono da effettuarsi annaffiature piuttosto scarse, data la facile adattabilità della pianta a lunghi periodi di siccità. La pianta si adatta bene a vivere anche in contesto urbano, coltivata in vaso, mostrando un'ottima resistenza all'inquinamento che spesso domina nelle città. Per la sua coltivazione in vaso un consiglio da tenere a mente è evitare il più possibile i ristagni d'acqua e non lasciare quindi troppa acqua nel sottovaso. Tuttavia è importante annaffiare con moderazione, perché, in stato prolungato di aridità, il corbezzolo durerebbe solo pochi giorni: è consigliabile quindi innaffiare ogni due o tre settimane con 1-2 secchi d'acqua e stabilire una pausa di due giorni tra un'innaffiatura e la successiva. Per quanto riguarda la concimazione, è importante concimare la pianta periodicamente per garantirle una crescita sana e forte: il concime da utilizzare in questo caso è un concime universale per piante ornamentali. Nutrire il corbezzolo con un concime ad alto tasso di azoto e potassio aiuterà la vegetazione e i fiori a svilupparsi. Concimi liquidi e in polvere, poi, possono essere aggiunti all'acqua usata per le innaffiature ogni 20-25 giorni per apportare un effetto galvanizzante alla pianta.

Potatura

La potatura del corbezzolo può avvenire nel momento in cui è evidente che la sua vegetazione sta diventando progressivamente più rada, presentando rami terminali che vanno a seccarsi. L'azione avrà in questo caso un effetto di ringiovanimento per la pianta, privandola della parte secca. Bisogna ridurre, inoltre, la chioma nel periodo che coincide con la fine dell'inverno, quando diventa troppo fitta.

Moltiplicazione.

La moltiplicazione del corbezzolo avviene per margotta, per propaggine, ma soprattutto per seme e talea. La riproduzione per seme è da effetturasi ancora sul finire dell'inverno, in un terriccio da mantenersi sempre umido in cui vanno mischiate sabbia e torba: è consigliabile in questo caso mantenere i contenitori del terriccio in luoghi riparati e luminosi. Per quanto riguarda la moltiplicazione per talea, il periodo propizio è ancora l'inverno e le piantine di corbezzolo cresciute sono da trapiantare in piena terra dopo due anni.

Parassiti.

Il corbezzolo è una pianta forte che teme poche malattie: gli afidi neri sono tra i pochi e più frequenti parassiti che possono recare qualche danno alla pianta.

Altre specie.

Sono da ricordare, tra le altre specie di corbezzolo, l'arbutus andrachne, tipico della Grecia, che dispone di foglie maggiormente larghe e margine intero e presenta, inoltre, frutti più piccoli di colore arancione. C'è poi l'arbutus andrachnoides, ibrido che nasce in natura tra le due specie menzionate, che vanta una maggior resistenza al freddo e corteccia tendente al rosso. Infine l'arbutus menziesii, originario del Nord America, dove è più diffuso, con dimensioni decisamente più elevate. Può arrivare infatti ai 30 metri d'altezza, contro i dodici delle altre specie e produce anch'esso frutti commestibili parimenti al corbezzolo.

Curiosità

Chi non ha mai sentito parlare dell’espressione “Corbezzoli!”? La pianta del corbezzolo, oltre ad aver ispirato leggende e racconti fin dall'antichità, è conosciuta appunto come un'antica esclamazione oggi ormai considerata arcaica! I toscani però la utilizzano tuttora per indicare meraviglia, stupore, incredulità in sostituzione ad una parola riferita all'attributo maschile e per addolcire l’espressione completa “non mi rompere i corbelli!” Nel linguaggio dei fiori il significato attribuito alla pianta è quello dell’ ospitalità. Nell'antichità, greci e romani consideravano la pianta del corbezzolo un arbusto nocivo in quanto se consumate, le bacche del corbezzolo provocavano mal di testa e di stomaco all'individuo.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del frutto del corbezzolo?
    Il corbezzolo produce bacche rotonde, rosse e dalla superficie granulosa, grandi circa 1-2 cm. Nonostante il nome latino 'unedo' (mangialo una sola volta) suggerisca un sapore sgradevole, il frutto ha una polpa succosa e un gusto gradevole. È utilizzato per produrre confetture e un miele raffinato, sebbene quest'ultimo sia poco noto. Storicamente, il consumo eccessivo poteva causare disturbi gastrointestinali, ma oggi è apprezzato in cucina.
  • Come si coltiva il corbezzolo in vaso?
    Il corbezzolo si adatta bene alla coltivazione in vaso, anche in ambienti urbani e inquinati. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio per evitare i ristagni idrici nel sottovaso, che potrebbero danneggiare le radici. Le annaffiature devono essere moderate: ogni due o tre settimane con 1-2 secchi d'acqua, facendo sempre una pausa di due giorni tra un intervento e l'altro per permettere al terreno di asciugarsi leggermente.
  • Quando e come potare il corbezzolo?
    La potatura principale si esegue alla fine dell'inverno, specialmente se la chioma risulta troppo fitta. Si procede eliminando i rami secchi o terminali che stanno morendo, operazione che favorisce il ringiovanimento della pianta. Inoltre, se si nota che la vegetazione diventa progressivamente rada, è il momento giusto per intervenire rimuovendo il legno secco per stimolare una nuova crescita vigorosa.
  • Quali cure richiedono irrigazione e concimazione?
    Essendo una pianta mediterranea resistente alla siccità, richiede annaffiature scarse. In caso di prolungata aridità, tuttavia, potrebbe soffrire, quindi è necessario innaffiare regolarmente ma con parsimonia. Per la concimazione, somministrare ogni 20-25 giorni un concime liquido o in polvere specifico per piante ornamentali, preferibilmente ad alto contenuto di azoto e potassio, da diluire nell'acqua di irrigazione per sostenere vegetazione e fioritura.
  • Quali sono le condizioni ideali di luce e temperatura?
    Il corbezzolo predilige il pieno sole ma tollera anche la mezza ombra. È una pianta robusta che resiste bene al clima marino e alla siccità. Tuttavia, soffre il freddo intenso: la temperatura ideale non dovrebbe scendere sotto i 5°C. Durante i mesi rigidi, i fiori (che sbocciano da ottobre a febbraio) possono subire danni; per le piante giovani o in zone molto fredde, si consiglia di proteggerle con paglia o spostarle in serra.

Scheda Tecnica

Arbutus unedo

Nome scientificoArbutus unedo
FamigliaEricacee
Tipo di piantaAlbero o arbusto sempreverde
OrigineRegioni mediterranee, Isole Canarie, America nord-occidentale
EsposizionePieno sole o mezza ombra
TerrenoSilicei, sabbiosi, ben drenati, aridi, non calcarei
IrrigazioneScarsa, ogni 2-3 settimane, evitare ristagni
FiorituraOttobre - Febbraio
AltezzaFino a 12 metri
ConcimazioneConcime universale per ornamentali, ricco di azoto e potassio, ogni 20-25 giorni
PotaturaFine inverno per diradare chioma; rimozione rami secchi per ringiovanimento
MoltiplicazioneSeme (fine inverno), talea (inverno), margotta, propaggine
Malattie e parassitiAfidi neri (rari); pianta generalmente resistente
Difficoltà di coltivazioneFacile

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