Trifoglio spontaneo

prato

Trifoglio

Il Trifoglio è una graziosa piantina utilizzata a scopi ornamentali per creare verdi tappeti erbosi, compatti ed esteticamente belli.

di Redazione

08 febbraio 2017

Quanto e quando irrigare il trifoglio

Il Trifoglio è uno degli esemplari maggiormente utilizzati per la creazione di giardini ordinati e compatti. Questa pianta deve essere irrigata con molta attenzione: durante la stagione fredda è possibile coprirlo in modo da non sottoporlo alle lunghe e abbondanti piogge ma piuttosto tenerlo inumidito, praticando dei pratici fori sul telo di copertura. Durante la primavera e l'estate invece, i tappeti di Trifoglio gradiscono essere innaffiati almeno una volta ogni due settimane e abbondantemente; è sconsigliata la pratica di annaffiare poco e ogni giorno, perché anche se le radici del Trifoglio sono abbastanza superficiali, il terreno tende ad asciugarsi molto in fretta soprattutto a causa di agenti atmosferici come il vento. Per non provocare danni al tappeto di Trifoglio è consigliabile irrigare in una maniera non troppo aggressiva per non sfaldare il terreno in alcuni punti nevralgici e dare origine a pozze acquitrinose.

Come coltivare il trifoglio

Il Trifoglio viene coltivato a partire dalle sementi: occorre preparare il terreno rimestando una porzione abbastanza superficiale in modo da rendere il substrato sufficientemente morbido per l'attecchimento delle radici. I semi devono essere semplicemente sparsi in maniera ordinata e in abbondanza, in modo da ricreare un prato molto compatto. Le annaffiature devono essere delicate nella prima fase della coltivazione, poiché un getto d'acqua molto forte può staccare le radici dal terreno e impedire completamente l'attecchimento del Trifoglio così come la sua propagazione. Il Trifoglio attecchito si replica ovunque trova spazio e non è raro che invada anche le fessure attraverso pietre e rocce. Per questo motivo, quando si procede alla falciatura per regolarizzare l'altezza del prato è consigliabile utilizzare anche delle forbici da giardino per recidere anche le parti più difficili da raggiungere.

Come e quando concimare il prato

Il Trifoglio è una pianta estremamente resistente e proprio per questa ragione, negli ultimi anni è diventato una validissima alternativa al più noto prato erboso. Se le irrigazioni possono renderlo forte, le concimazioni lo rendono più lucente e implementano la sua capacità di propagazione. Il prodotto fertilizzante più adeguato per il mantenimento di un tappeto di Trifoglio può essere liquido o granulare e a lenta cessione; anche del comune letame può essere un valido apporto nutritivo così come il compost domestico. Miscelato nel primo e morbido strato di terra o diluito nell'acqua delle irrigazioni, il fertilizzante deve essere fornito al prato sin dall'inizio della primavera, alla quale corrisponde la piena ripresa vegetativa e quindi, la fioritura. La frequenza ideale segue quella delle annaffiature: un Trifoglio sano può essere concimato una volta ogni due settimane.

Esposizione, malattie e rimedi

Nonostante sia una pianta estremamente resistente alle malattie, il Trifoglio teme particolarmente la Ruggine.Questa patologia si manifesta tra l'inizio della stagione primaverile e l'estate: i fattori scatenanti sono la temperatura e il ristagno d'acqua. Se nel terreno sono presenti avvallamenti che creano pozze stagnanti e la temperatura dell'ambiente si aggira intorno ai venti gradi, è possibile che questa subdola malattia si manifesti: i sintomi sono visibili e si manifestano a partire dalla comparsa di piccole macchie gialle sulla superficie dorsale delle foglie. L'andamento di questa malattia è potenzialmente fatale. Le macchie gialle corrispondono a ferite sulla parte palmare delle foglie e tendono a diventare sempre più scure fino ad annerirsi, danneggiando profondamente la struttura della pianta. Le foglie malate sparse sul terreno possono contaminare direttamente le sottili radici. Il prodotto ideale è un anticrittogamico contenente zinco o rame: preventivamente è consigliabile utilizzarlo ogni sei mesi per scongiurare la comparsa della malattia.

Domande frequenti

  • Come devo irrigare il trifoglio per evitare problemi?
    Il trifoglio richiede un'irrigazione attenta ma non eccessiva. In primavera ed estate, innaffia abbondantemente almeno una volta ogni due settimane, evitando piccoli getti quotidiani che lasciano il terreno secco in superficie. In inverno, proteggi il tappeto con un telo forato per mantenerlo umido senza esporlo a piogge eccessive. È fondamentale usare un flusso d'acqua delicato, specialmente nelle fasi iniziali, per non spostare le radici superficiali. Evita assolutamente i ristagni idrici, poiché favoriscono malattie fungine come la ruggine.
  • Quali sono i sintomi della ruggine nel trifoglio?
    La ruggine si manifesta principalmente tra la primavera e l'estate, specialmente se ci sono temperature intorno ai 20°C e ristagni d'acqua. I primi sintomi sono piccole macchie gialle sulla superficie superiore delle foglie. Col progredire della malattia, queste aree diventano più scure e poi nere, danneggiando irreparabilmente la struttura fogliare. Le foglie infette cadendo a terra possono contaminare le radici sane. Si tratta di una patologia potenzialmente fatale per il tappeto erboso se non trattata tempestivamente.
  • Come si concima correttamente il prato di trifoglio?
    Il trifoglio beneficia di concimazioni leggere per mantenere lucentezza e capacità di propagazione. Puoi utilizzare fertilizzanti liquidi o granulari a lenta cessione, oppure letame e compost domestico. L'applicazione ideale inizia in primavera, durante la ripresa vegetativa e la fioritura. La frequenza dovrebbe seguire quella delle annaffiature, ovvero circa una volta ogni due settimane. Incorpora il fertilizzante nello strato superficiale del terreno o diluiscilo nell'acqua di irrigazione per un assorbimento ottimale.
  • È difficile coltivare il trifoglio partendo dai semi?
    No, la coltivazione è semplice. Prepara il terreno rendendolo soffice e superficiale per favorire l'attecchimento. Spargi i semi in modo uniforme e abbondante per garantire un tappeto compatto. Nelle prime fasi, le annaffiature devono essere molto delicate per non dislocare i semi o staccare le giovani radici. Una volta attecchito, il trifoglio è vigoroso e tende a diffondersi naturalmente, arrivando persino a infiltrarsi tra le pietre. Richiede solo un controllo manuale con forbici per le zone irraggiungibili dal tagliaerba.
  • Quanto cresce in altezza il trifoglio e come va tagliato?
    Il trifoglio forma un tappeto compatto e basso, generalmente compreso tra i 10 e i 30 centimetri di altezza. Per mantenerne l'aspetto estetico e ordinato, è necessario procedere a regolari falciature. Poiché la pianta tende a espandersi anche in fessure e tra le rocce, il tagliaerba potrebbe non raggiungere tutte le parti. Si consiglia di integrare il taglio meccanico con l'uso di forbici da giardino per rifilare manualmente le zone più difficili e irregolari, garantendo uniformità all'intero prato.

Scheda Tecnica

FamigliaFabacee
Tipo di piantaPiante erbacee perenni
OrigineEurasia
EsposizioneSoleggiata o parzialmente ombreggiata
TerrenoFresco, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza10-30 cm
ConcimazioneLeggera, con prodotti specifici o compost
PotaturaTaglio leggero per mantenere il tappeto compatto
MoltiplicazionePer seme
Malattie e parassitiRuggine (Puccinia trifolii)
Difficoltà di coltivazioneFacile