margheritina

fitoterapia

Margheritina

Pagina dedicata alle proprietà della margheririna

di Redazione

06 settembre 2011

Cos’è

La margheritina, conosciuta anche come la margherita dei campi, è una pianta erbacea spontanea che cresce praticamente ovunque: dalle zone alpine a quelle marine, in collina, nei prati e nei terreni incolti. Il suo nome botanico completo è Bellis perennis L. Viene anche comunemente chiamata “Pratolina”. La pianta si presenta con un piccolo fusto rizomatoso interno, alto appena venti centimetri, foglie picciolate larghe, lievemente pelose e fiori composti da singoli capolini di colore giallo con numerosi petali di colore bianco, giallo e bianco rosato. La singolare caratteristica dei capolini è che si chiudono di notte, specie nelle giornate piovose e prive di sole, per riaprirsi di giorno e seguire la direzione della luce solare. Questi fiori non sono particolarmente profumati, anzi si può ben dire che non profumano affatto, ma sono stati molto conosciuti e apprezzati in epoca rinascimentale quando vi si attribuivano proprietà medicinali poi bandite perché si credeva che avessero effetti abortivi. Ci sono voluti gli studi della moderna omeopatia per riportare la margheritina al centro dell’attenzione per quanto riguarda le sue proprietà officinali. A questo scopo si usano la radice, le foglie e i fiori che si possono raccogliere praticamente tutto l’anno. Alcune fonti suggeriscono di raccogliere i fiori all’inizio della fioritura, compresa tra marzo e giugno. Dopo la raccolta, fiori e foglie si fanno essiccare all’ombra e si conservano in recipienti di vetro o di porcellana.

Proprietà

La margheritina come pianta officinale è stata a lungo trascurata e ciò perché in passato (XVIII secolo) si credeva che avesse proprietà abortive. Successivamente queste “cattive” proprietà furono smentite lasciando il posto ad altre proprietà officinali, come quelle toniche, diuretiche, antinfiammatorie, depurative, espettoranti, sudorifere e cicatrizzanti. La margheritina contiene saponine ( a cui in passato erano attribuiti gli effetti abortivi), olio essenziale, mucillagini, tannini, un principio amaro, acidi organici e resina. I fiori contengono anche cosmosiine che sono dei flavonoidi. Tutti questi costituenti permettono di usare gli estratti di margheritina per ottenere effetti diuretici, per depurarsi e per regolare le funzioni intestinali. Esternamente la margheritina ha dimostrato proprietà cicatrizzanti, tanto che in passato veniva esclusivamente usata per questo motivo. Associata agli estratti di altre piante ( da abbinare solo dietro consiglio del medico) sembra aiuti a stimolare la funzionalità epatica e favorire la digestione. La moderna omeopatia utilizza la margheritina con gli stessi scopi dell’Arnica, ovvero per curare traumi e contusioni del seno, del piccolo bacino e del coccige.

Usi

Gli estratti di margheritina si assumono sotto forma di infuso e di tintura madre. Quest’ultima si ricava dalla lavorazione della pianta intera fresca. L’infuso si prepara aggiungendo due grammi di fiori in 100 ml di acqua. La dose consigliata per via sistemica è di una, due tazzine a digiuno. L’infuso di fiori si beve per depurare l’organismo, per ottenere un blando effetto lassativo e per stimolare la diuresi. L’infuso si può usare anche per delle applicazioni esterne in caso di ferite della cute e mucose arrossate. In tal caso la dose di fiori per l’infuso è di cinque grammi in 100 ml di acqua. Per curare le parti interessate si applicano delle compresse imbevute di infuso. Per applicazioni esterne e sempre per avere effetti cicatrizzanti, lenitivi e astringenti si può usare anche la polpa di fiori o di foglie. Le parti della pianta si mettono in una garza e si poggiano sulle zone interessate. Le proprietà rinfrescanti e disintossicanti della margheritina trovano impiego anche nella cosmesi, applicando gli estratti della pianta per detergere la pelle macerata dal sudore, schiarirla e decongestionarla. Le foglie ancora giovani e fresche si possono anche mangiare ad insalata, anche se il sapore è un po’ insipido e va condito con altre essenze. Gli estratti di margheritina si possono assumere anche sotto forma di tintura madre. La dose ideale è di 30 gocce diluite in acqua per tre volte al giorno. La tintura madre di margheritina si assume per stimolare la funzione fisiologica del microcircolo. La tintura madre si può usare anche per applicazioni esterne, cioè per fare degli impacchi. La dose consigliata è di una soluzione di tintura madre al 20, 30% in acqua sterile o soluzione fisiologica.

Costi dei prodotti

Il costo dei prodotti a base di margheritina varia in base alla loro forma farmaceutica. Una confezione di gocce di tintura madre in soluzione alcolica costa circa 24 euro. In commercio si trovano anche numerose preparazioni “omeopatiche” a base di estratti di margheritina, ( compresse, gocce) il cui costo va da sei a undici euro. Più accessibile il costo dei fiori secchi per tisane, che si trovano in farmacia ed erboristeria. Confezioni in bustine costano da cinque a sei euro. I composti per tisane si possono anche comprare nei siti di e-commerce, anche se trovare fiori secchi di margheritina è più difficile rispetto ad altre specie vegetali e ciò perché l’uso fitoterapico della margheritina è caduto in disuso, mentre è più diffuso l’utilizzo omeopatico.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà officinali della margheritina?
    La margheritina (Bellis perennis) possiede spiccate proprietà diuretiche, depurative, antinfiammatorie, espettoranti e cicatrizzanti. Contiene saponine, mucillagini, tannini e flavonoidi come la cosmosiina. In fitoterapia viene utilizzata per stimolare la diuresi, depurare l'organismo e regolare le funzioni intestinali. Esternamente, grazie alle sue capacità cicatrizzanti e lenitive, è efficace nel trattamento di ferite cutanee, arrossamenti e infiammazioni delle mucose. Inoltre, in ambito omeopatico, trova impiego simile all'arnica per curare traumi, contusioni e dolori a livello del bacino o del coccige.
  • Come si prepara e si assume l'infuso di margheritina?
    Per preparare l'infuso depurativo e diuretico, versare 100 ml di acqua bollente su 2 grammi di fiori secchi di margheritina. Lasciare in infusione per alcuni minuti, filtrare e bere una o due tazzine a digiuno. Per uso esterno, contro ferite o arrossamenti, aumentare la dose a 5 grammi di fiori per 100 ml di acqua. Una volta preparato e raffreddato, applicare sull'area interessata utilizzando compresse imbevute. Questo decotto aiuta a disinfettare, lenire e accelerare la guarigione delle piccole lesioni cutanee grazie alle proprietà astringenti e antisettiche della pianta.
  • Come si usa la tintura madre di margheritina?
    La tintura madre si ottiene dalla lavorazione della pianta intera fresca. Per l'assunzione interna, la dose raccomandata è di 30 gocce diluite in acqua, da ripetere tre volte al giorno. Questo preparato è indicato per stimolare la funzionalità del microcircolo e favorire la digestione. Per uso esterno, creare una soluzione al 20-30% di tintura madre in acqua sterile o soluzione fisiologica e applicare mediante impacchi sulle zone colpite da traumi o gonfiori. È fondamentale consultare un medico prima dell'uso, specialmente in associazione con altre piante officinali.
  • Si possono mangiare le foglie di margheritina?
    Sì, le foglie giovani e fresche di margheritina sono commestibili e possono essere consumate crude, ad esempio in insalata. Tuttavia, il loro sapore risulta piuttosto insipido e neutro. Per renderle più gradevoli al palato, è consigliato condirle con altre essenze aromatiche, erbe o condimenti forti. Oltre all'uso culinario, questa pratica rientra nell'utilizzo tradizionale della pianta come alimento selvatico, sfruttandone le proprietà nutrienti e digestive, purché la raccolta avvenga in aree incontaminate e sicure.
  • Quando e come raccogliere la margheritina per uso officinale?
    Le parti utilizzabili sono radici, foglie e fiori, raccoglibili praticamente tutto l'anno. Tuttavia, le fonti specializzate suggeriscono di raccogliere i fiori preferibilmente all'inizio della fioritura, tra marzo e giugno, per garantirne la massima concentrazione di principi attivi. Dopo la raccolta, fiori e foglie vanno fatti essiccare all'ombra, al riparo dalla luce diretta, per preservarne le proprietà. Una volta asciutti, conservarli in recipienti ermetici di vetro o porcellana per mantenerli integri e protetti dall'umidità nel tempo.

Scheda Tecnica

Bellis perennis L.

Nome scientificoBellis perennis L.
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaErbacea perenne spontanea
OrigineEuropea, diffusa in Italia
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoQualsiasi, anche incolto
IrrigazioneModerata, tollera la siccità
FiorituraMarzo-Giugno (primavera)
AltezzaFino a 20 cm
ConcimazioneNon necessaria, terreno povero
PotaturaAsportazione fiori appassiti
MoltiplicazioneSemina o divisione dei cespi
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, afidi occasionali
Difficoltà di coltivazioneFacile coltivazione e cura