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manto erboso

In questa pagina, informazioni e consigli utili alla creazione e realizzazione di un manto erboso durevole ed esteticamente gradevole

di Redazione

07 marzo 2013

Manto erboso

Il manto erboso è la parte esteticamente più rilevante del giardino. Assieme ad altri elementi, questa parte tende ad arricchire il valore decorativo del giardino e ad esaltarlo. In tal senso i migliori risultati si ottengono con il manto erboso naturale, cioè ricavato dalla semina. Il manto erboso, con il suo colore intenso e brillante, è in grado di avvolgere non solo il substrato, ma anche lo sguardo di chi lo ammira. In teoria è possibile creare un’infinità di manti erbosi, anche se, nella pratica, questi devono essere adattati all’uso che se ne farà e alle condizioni climatiche della zona che dovrà ospitarli. Creare un manto erboso vuol dire, dunque, impegnarsi a scegliere le sementi adatte e a lavorare il terreno per prepararlo alla semina. Ma non solo, il manto erboso, una volta che si sarà sviluppato, dovrà essere curato, innaffiato e concimato come tutte le altre piante del giardino. Se, dunque, si è pronti e preparati ad affrontare le sfide che la gestione di un prato naturale comporta, ci si può tranquillamente dedicare alla creazione del manto erboso.

Caratteristiche

Con il termine manto erboso si intende solitamente un prato ottenuto dalla semina, quindi un prato naturale. La creazione del manto erboso comprende varie fasi: preparazione del terreno, semina, primo taglio, irrigazione e concimazione. Tutte queste fasi vanno eseguite periodicamente e con una cadenza che cambia in base alle sementi scelte e alle condizioni climatiche della zona che ospiterà il prato. La creazione del manto erboso presuppone, dunque, la scelta delle sementi. Questa scelta è legata non solo al clima della zona su cui dovrà nascere il prato, ma anche all’uso che se ne farà. I una zona fresca e ombreggiata sono preferibili sementi a base di microterme, cioè resistenti al fresco e all’umidità, mentre in una calda e secca sono preferibili sementi a base di macroterme, resistenti al caldo e alla siccità. La scelta delle sementi cambia anche in base all’uso a cui sarà sottoposto il manto erboso. Un prato con funzione estetica potrà essere formato da erbe delicate, sottili, basse e di un colore verde intenso. Queste erbe, tipiche del prato inglese, sono molto belle da vedere, ma poco calpestabili e vanno bene solo per manti erbosi con puro valore estetico e decorativo. Un manto erboso calpestabile, e adatto al passaggio e ai giochi dei bambini, richiede, invece, erbe più rustiche e grandi. Questo prato sarà magari esteticamente poco attraente, ma durevole e utile per soggiornarvi a scopo ludico o per fare sport.

Preparazione e manutenzione

Dopo la scelta dei semi, l’altra fase rilevante di creazione del manto erboso è rappresentata dalla preparazione del terreno. Il substrato che dovrà accogliere i semi va zappato, vangato e rivoltato per ammorbidirlo e aerarlo, ma anche per eliminare residui, detriti, resti di altre piante e di erbe infestanti. Dopo la lavorazione, il terreno va concimato con un fertilizzante organico, meglio se letame maturo, che stimola la crescita radicale del prato e la germinazione dei semi. Per evitare la comparsa di erbe infestanti o dannose per il prato, si possono aggiungere dei diserbanti ad ampio spettro. Si tratta di prodotti selettivi solo per alcune tipologie di erbe infestanti, ma non dannosi per quelle del prato. La preparazione del terreno va fatta con un certo anticipo rispetto alla semina, in modo che il substrato abbia il tempo di assorbire le sostante nutritive del concime. La semina, invece, va praticata o in autunno o a primavera. Durante queste due stagioni, infatti, il grado di umidità e la temperatura permettono una migliore e veloce germinazione dei semi. La semina in autunno, se le condizioni climatiche lo consentono, è quella che produce i migliori risultati, perché lo sviluppo delle erbe avverrà proprio a primavera, quando le condizioni climatiche consentono di avere un manto erboso più uniforme e brillante. Superata la fase della semina, si procede con l’annaffiatura, abbondante e regolare. La comparsa delle erbe confermerà lo sviluppo del manto erboso, che va tagliato quando l’erba ha raggiunto o superato i dieci centimetri. La cura del manto erboso già sviluppato prevede le irrigazioni e le concimazioni, da calibrare in base al tipo di erbe e alla condizione climatica. I manti erbosi a base di alcune erbe microterme, ad esempio, non hanno alcun bisogno di concimazione, mentre altre tipologie di prati possono richiedere annaffiature abbondanti o per almeno due volte a settimana e concimazioni da ripetere tre volte l’anno.

Vantaggi e svantaggi

Il manto erboso naturale non ha solo un vantaggio estetico, ma anche pratico. La sua presenza, infatti, migliora l’ossigenazione dell’ambiente e la quantità di ossigeno quotidianamente necessaria alla respirazione umana. Ma non solo, le erbe del manto erboso favoriscono anche l’equilibrio idrico del suolo, perché assorbono l’acqua piovana in profondità, convogliandola nelle falde acquifere sotterranee. Gli svantaggi del manto erboso naturale possono essere legati alla fatica di seminare o all’eventuale risemina dovuta alla presenta di spazi vuoti e non omogenei, o alla presenza di erbe infestanti. Spesso gli svantaggi del manto erboso sono legati a errori colturali o a un errato spargimento dei semi o a un terreno poco adatto alla germinazione degli stessi. In genere, il substrato adatto alla semina è leggero, soffice e ben drenato, mentre i terreni argillosi, duri e compatti, sono poco adatti alla radicazione dei semi e alla durata del manto erboso. Questi terreni, infatti, tendono a inaridirsi e a formare delle spaccature. Prima della semina, questi suoli vanno lavorati e parzialmente modificati con sostanze ammendanti e con miscele di sabbia e torba che ne aumentano la morbidezza e il drenaggio.

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Domande frequenti

  • Come si sceglie il mix di semi giusto per il mio giardino?
    La selezione delle sementi dipende principalmente dall'esposizione e dall'uso previsto. Per zone fresche e ombrose, opta per miscela a base di microterme, resistenti a freddo e umidità. Per aree calde e soleggiate, scegli macroterme tolleranti alla siccità. Inoltre, valuta l'utilizzo: se il prato è puramente estetico, prediligi erbe delicate e dal colore intenso; se deve sopportare il calpestio di bambini o animali, seleziona varietà rustiche e robuste, sacrificando leggermente l'eleganza visiva in favore della durabilità.
  • Qual è il periodo migliore per seminare il prato?
    Le finestre temporali ideali sono la primavera e l'autunno, poiché temperatura e umidità favoriscono una rapida germinazione. L'autunno è spesso considerato il periodo ottimale: permette alle radici di stabilirsi prima del gelo e garantisce uno sviluppo rigoglioso e uniforme in primavera. Evita la semina nei periodi di forte caldo o gelo, che potrebbero compromettere la nascita dei semi o stressare le giovani piantine.
  • Come devo preparare il terreno prima della semina?
    La preparazione è cruciale per il successo. Innanzitutto, zappa o vanga il terreno per renderlo soffice e aerato, eliminando contemporaneamente pietre, detriti e radici di erbe infestanti. Successivamente, apporta letame maturo o fertilizzante organico per nutrire il suolo e stimolare la germinazione. È fondamentale eseguire questi lavori con anticipo rispetto alla semina, dando tempo al terreno di assestarsi e assorbire i nutrienti. Se il suolo è troppo compatto, aggiungi sabbia o torba per migliorarne il drenaggio.
  • Quando e come bisogna tagliare il nuovo prato?
    Il primo taglio va effettuato quando l'erba raggiunge o supera i dieci centimetri di altezza. Tagliare prima potrebbe indebolire le plantule appena nate. Una volta stabilito il manto erboso, mantieni l'altezza di taglio costante, rimuovendo sempre non più di un terzo della lunghezza totale del fusto. Questo stimola una crescita densa e sana. Regolarità nel taglio è essenziale per ottenere un aspetto ordinato e prevenire la formazione di muschi o malattie fungine.
  • Quanto spesso va irrigato un prato appena seminato?
    Durante la fase post-semina, l'irrigazione deve essere abbondante e regolare per mantenere il terreno costantemente umido, favorendo la germinazione dei semi. Non lasciare mai asciugare completamente il substrato in questa fase critica. Una volta che il prato è attecchito e sviluppato, l'irrigazione può essere ridotta e calibrata in base alle condizioni climatiche e al tipo di specie: alcune microterme richiedono meno acqua, mentre altre necessitano di annaffiature frequenti, specialmente durante i periodi secchi.

Scheda Tecnica

FamigliaPoaceae (Graminacee)
Tipo di piantaComposizione vegetale (macroterme/microterme)
OrigineVaria in base alle specie selezionate
EsposizioneSole o ombra (dipende dal mix scelto)
TerrenoLeggero, soffice, ben drenato; correggere argilloso con sabbia/torba
IrrigazioneAbbondante e regolare dopo la semina; poi in base al clima e specie
FiorituraNon applicabile (coltivato per il fogliame)
AltezzaDa mantenere sotto i 10 cm prima del taglio
ConcimazioneOrganica (letame maturo) in fase di preparazione; periodica successivamente
PotaturaTaglio quando supera i 10 cm; frequenza variabile
MoltiplicazioneSemina (primavera o autunno)
Malattie e parassitiErbe infestanti; problemi legati a errori colturali o terreno inadatto
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede preparazione accurata del terreno e costanza nella manutenzione

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