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concime prato

Il concime giusto al momento giusto: quali concimi usare per un prato verde, rigoglioso e a prova di calpestio.

di Redazione

11 maggio 2012

Concime prato

La concimazione è una delle principali tecniche agrarie usate per garantire una crescita sana del prato. Il colore, la resistenza e la resa estetica del manto erboso dipenderanno, infatti, dal tipo di concime usato e dalla tecnica di fertilizzazione applicata. In commercio esistono concimi adatti a qualsiasi tipo di prato naturale, da quello sportivo, a quello all’inglese, a quello che dovrà nascere subito dopo la semina e a quello già cresciuto. I risultati estetici del prato dipenderanno essenzialmente dal tipo di concime scelto e utilizzato, per cui si può ben dire che la scelta del concime deve essere effettuata con estrema attenzione.

Concime prato semina

I concimi per la semina del nuovo prato devono essere complessi, cioè devono contenere una miscela di azoto, fosforo e potassio ( simbolo NPK) e microelementi in proporzioni ben definite. La concimazione della prima semina del prato dovrà essere prevalentemente a base di fosforo, che favorisce lo sviluppo dell’apparato radicale dell’erba. Il rapporto ideale del concime per la semina del nuovo prato è: 12% azoto, 20% fosforo e 8% potassio, oltre a un 12% di microelementi come il magnesio. I fertilizzanti per la prima semina del prato devono essere preferibilmente a lenta cessione, per consentire una migliore distribuzione e assimilazione dell’azoto. Questi vanno distribuiti da aprile a settembre, anche a mano, spargendo 25 grammi di concime per metro quadro. In caso di superfici molto estese si può usare un carrello spargiconcime. Seguendo la giusta periodicità e distribuendo la corretta quantità concime, si otterrà un nuovo prato verde, rigoglioso, uniforme e resistente al calpestio.

Concime mantenimento

Il concime di mantenimento si usa per mantenere il prato in buone condizioni di colore e salute. Il titolo di questi concimi è sempre NPK, con un rapporto pari al 20% di azoto, al 5% di fosforo e al 10% di potassio, oltre a microelementi quali il magnesio. I concimi chimici per prato vengono anche arricchiti da piccole quantità di triossido di zolfo che conferisce a questi prodotti anche proprietà diserbanti. Il guaio è che il triossido di zolfo è irritante e inquinante per l’atmosfera, per cui è consigliabile ricorrere a una fertilizzazione naturale. In ogni caso, la concimazione di mantenimento rafforza il prato, sia nel colore che nella fittezza dell’erba. Lo spargimento del fertilizzante va effettuato una o due giorni dopo il taglio e con prato asciutto. Subito dopo si procede all’innaffiatura, che va effettuata anche se il prato si presenta già umido. La concimazione di mantenimento del prato va effettuata due volte all’anno, a primavera e in autunno.

Concime contro diradazione

Se con il tempo il prato va incontro a una diradazione evidente è segno che non è riuscito ad assorbire tutte le sostanze nutritive. La diradazione dell’erba può essere dovuta anche al naturale logorio del manto verde o alle condizioni climatiche estreme che impediscono alle piantine di rigenerarsi. In tutti questi casi è necessaria una concimazione a base di ferro che, oltre a favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive del concime, rinfoltisce il prato evitando anche la comparsa del muschio. In commercio esistono concimi ferrosi in forma di granuli. Questi prodotti non vanno somministrati in periodi di forte freddo o di eccessiva siccità e nemmeno nei prati sviluppatesi appena dopo la semina. Dopo l’applicazione si deve procedere a un’irrigazione lieve, mentre i tagli vanno effettuati dopo circa tre, quattro giorni dalla concimazione. A seguito del taglio si può procedere a falciare l’erba per asportate il muschio e far arieggiare il prato. L’epoca di concimazione, anche nel caso dei composti a base di ferro, è sempre a primavera ed autunno. I concimi ferrosi possono essere ricompresi in quelli composti, ovvero quelli con titolo NPK o essere disponibili in formulazioni semplici a base di solfato di ferro. Quest’ultima sostanza è ammessa in agricoltura biologica ed è adatta per prati che insistono su zone particolarmente umide e ombreggiate. In queste condizioni, il tappeto erboso tende a diradarsi e ad essere infestato dal muschio. Il solfato di ferro consente di liberarsi facilmente di questo vegetale infestante e di ripristinare la naturale uniformità del prato. I concimi a base di solfato di ferro contengono una percentuale superiore di questo minerale rispetto ai concimi tradizionali. Per un buon risultato, il ferro deve essere pari ad almeno il 30% del prodotto. Il solfato di ferro si scioglie in acqua ed è prodotto con formulazione microgranulare. Il concime ferroso si distribuisce a marzo e ad ottobre. L’irrigazione va fatta dopo tre giorni dalla concimazione, mentre il prato non deve subire alcun calpestio almeno fino al prossimo taglio.

Concime per erbe infestanti

In caso di elevata presenza di erbe infestanti, la concimazione può essere effettuata con concimi complessi a effetto diserbante. Si tratta di fertilizzanti chimici che, oltre ai nutrienti classici e ai microelementi ,contengono sali dimelitamminici. I concimi diserbanti per prato si applicano solo in caso di effettiva necessità, a primavera e con temperature notturne superori ai 10 gradi. Nei prati di nuova costituzione vanno usati solo dopo tre mesi dalla semina. Le stesse sostanze necessarie a una buona concimazione del prato si possono reperire attraverso concimi naturali derivati da altre sostanze vegetali o dai lombrichi. Il periodo di concimazione è identico a quello dei prodotti chimici, ma con minori rischi di inquinamento ambientale e ottimi risultati dal punto di vista della qualità del prato.

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Domande frequenti

  • Qual è il miglior concime per la prima semina del prato?
    Per la prima semina è fondamentale utilizzare un concime complesso a lenta cessione ricco di fosforo, essenziale per lo sviluppo dell'apparato radicale. Il rapporto ideale NPK dovrebbe essere 12% azoto, 20% fosforo e 8% potassio, integrato da microelementi come il magnesio. Questo mix garantisce una radicazione solida fin dall'inizio. La distribuzione avviene da aprile a settembre, spargendo circa 25 grammi per metro quadro manualmente o con carrelli spargitori per aree vaste.
  • Quando e come applicare il concime di mantenimento?
    Il concime di mantenimento, con un titolo NPK tipico di 20-5-10, va applicato due volte l'anno: in primavera e in autunno. È cruciale sparare il fertilizzante uno o due giorni dopo il taglio dell'erba, assicurandosi che il prato sia asciutto. Subito dopo l'applicazione, bisogna irrigare abbondantemente per attivare i nutrienti, anche se il terreno risulta già umido. Questa procedura mantiene il colore verde intenso e aumenta la fittezza del manto erboso.
  • Come risolvere il problema della diradazione e del muschio?
    La diradazione indica carenze nutrizionali o stress climatico. La soluzione efficace è l'uso di concimi a base di ferro, come il solfato di ferro (almeno 30%), che rinfoltisce l'erba e contrasta il muschio, specialmente in zone umide e ombrose. Il trattamento si esegue a marzo e ottobre. Dopo l'applicazione, attendere tre giorni prima di irrigare leggermente e evitare il calpestio fino al successivo taglio. Successivamente, falciare per rimuovere il muschio morto e aerare il suolo.
  • Si possono usare concimi diserbanti nel prato?
    Sì, esistono concimi complessi contenenti sali dimetilaminici con effetto diserbante, utilizzabili solo in caso di forte infestazione. Vanno impiegati a primavera, quando le temperature notturne superano i 10°C. Nei prati nuovi, l'uso è consentito solo dopo tre mesi dalla semina. Come alternativa ecologica e sicura, si preferiscono concimi naturali derivati da piante o lombrichi: seguono gli stessi tempi di applicazione ma riducono drasticamente l'impatto ambientale e i rischi di inquinamento atmosferico.