Esemplare adulto di bruco americano.

parassiti delle piante

Bruco americano

Il bruco americano è un coleottero molto infestante originario dell’America. Questo parassita, se non si seguono regole ben precise, difficilmente, si riesce a debellare. Appena si nota la sua presenza sul fogliame delle latifoglie occorre intervenire tempestivamente.

di Redazione

25 settembre 2014

Bruco americano: origine e diffusione

Il bruco americano noto anche con il nome di Hyphantria cunea è origine delle regioni canadesi e degli stati uniti. Nel 1940 la sua diffusione arriva in Olanda e nel 1984 in Italia. Questo lepidottero aggredisce innumerevoli specie vegetali tra cui: acero, noce, gelso, pioppo, salice, platano, sambuco, tiglio, olmo, albero di giuda etc. le specie che invece non ne vengono colpite sono l’ippocastano e le robinie. È bene sapere che la diffusione di questo lepidottero è avvenuto attraverso i mezzi di trasporto, e ha causato danni e la morte di innumerevoli latifoglie. Il bruco americano è un infestante molto dannoso e talvolta difficile da debellare. Ciò è dovuto al fatto che, esso presenta innumerevoli stati, tutti presenti sull'albero infestato (uova, larva, crisalide ed adulto).

Bruco americano: caratteristiche generali

È bene sapere che durante i suoi attacchi, il bruco americano non si presenta in una sola forma ma in quattro stadi principali. Le uova sono di colore verde e sono deposte dagli esemplari adulti in gruppetti e nella parte sottostante del fogliame. La larva presenta una colorazione tipicamente gialla e marrone, con la testa nera, il dorso grigio e tutto il corpo ricoperto da una lunga peluria grigia e nera. Quando la larva arriva alla maturazione, le sue dimensioni sono di circa 30/35 centimetri. Al bruco fa seguito la crisalide dal colore marrone lucente, con la parte finale dotata di spine. L’esemplare adulto invece è una sorta di farfalla bianca con dei puntini neri, ha delle antenne molto fini e la sua apertura alare può arrivare a massimo 30 millimetri.

Bruco americano: lotta chimica e meccanica

La lotta contro l’infestante bruco americano può essere di tipo meccanico o chimico. La lotta meccanica consiste nel tagliare e bruciare i nidi dei parassiti non appena le larve iniziano ad avviare la propria attività. Questa pratica deve seguire delle cadenze ben precise in modo tale da eliminare tutte le larve di tutte le generazioni presenti sugli alberi infestati. La prima azione si mette in atto verso il mese di maggio, mentre la seconda si pratica verso la fine di agosto. La lotta chimica è determinata dall’uso di feromoni sessuali in modo tale da conoscere l’andamento dei voli e la condizione d’infestazione. I prodotti indispensabili per debellare questi coleotteri sono: piretro idi di sintesi, diflubenzuron, tebufenzide, piretrine naturale e feflubenzuron.

Bruco americano: lotta biologica

Oltre alla lotta meccanica e a quella chimica, per debellare il bruco americano si può attuare una lotta biologica. Essa si mette in atto, in modo particolare per curare alberi presenti in ambienti pubblici, e consiste nell’uso di un particolare batterio chiamato Bacillus thuringiensis. Si tratta di uno sporigeno non tossico per l’essere umano e neanche per gli insetti utili. Deve essere utilizzato quando le larve sono giovani e iniziano a cibarsi della vegetazione (almeno 20 giorni dopo la schiusa). Ciò è dovuto al fatto che il bacillus dopo che viene ingerito dai parassiti, porta alla distruzione del loro apparato digerente portandoli alla morte. La pianta deve esserne cosparsa quando il sole sta calando perché il bacillus è molto sensibile ai raggi solari. Per quanto riguarda le dosi da utilizzare occorre tener conto dello sviluppo delle larve (dai 100 ai 300 g/hl circa) e inoltre, bagnare per bene la vegetazione con circa 10/15 litri d’acqua, prima di cospargere la spora.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche distintive del bruco americano?
    Il bruco americano (Hyphantria cunea) è un lepidottero originario del Nord America, arrivato in Europa negli anni '40 e in Italia nel 1984. Le larve presentano una colorazione variabile tra giallo e marrone, con testa nera, dorso grigio e corpo ricoperto da lunga peluria grigia e nera. In fase adulta diventano farfalle bianche con puntini neri e antenne sottili. Sono particolarmente dannose perché attaccano numerose latifoglie come aceri, platani e tigli, causando defogliazione e morte degli alberi se non intervenuti tempestivamente.
  • Come si effettua la lotta meccanica contro il bruco americano?
    La lotta meccanica prevede l'eliminazione fisica dei nidi costruiti dalle larve. È fondamentale agire con cadenza precisa: la prima operazione va eseguita verso maggio, la seconda verso fine agosto, per intercettare le diverse generazioni. Bisogna tagliare e bruciare i nidi non appena si nota l'inizio dell'attività delle larve. Questo metodo è efficace solo se applicato rigorosamente sui tempi indicati, altrimenti le generazioni successive continuano a danneggiare la vegetazione.
  • Cos'è il Bacillus thuringiensis e come si usa?
    Il Bacillus thuringiensis è un batterio usato per la lotta biologica, sicuro per umani e insetti utili. Distrugge l'apparato digerente delle larve dopo l'ingestione. Va somministrato quando le larve sono giovani (almeno 20 giorni dalla schiusa) e preferibilmente al tramonto, poiché i raggi solari lo degradano. Le dosi variano dai 100 ai 300 grammi per ettolitro, diluiti in 10-15 litri d'acqua per bagnare bene la vegetazione. È ideale per aree pubbliche dove i metodi chimici sono sconsigliati.
  • Quali prodotti chimici sono efficaci contro il bruco americano?
    Per il controllo chimico si utilizzano insetticidi specifici come piretroidi di sintesi, diflubenzuron, tebufenzide, piretrine naturali e feflubenzuron. Spesso si affiancano all'uso di feromoni sessuali, che servono a monitorare i voli degli adulti e valutare il livello di infestazione. Questi prodotti agiscono sulle varie fasi vitali del parassita. L'uso deve essere mirato e rispettoso delle indicazioni per evitare resistenze e proteggere l'ambiente circostante.
  • Su quali piante attacca il bruco americano?
    Il bruco americano colpisce un'ampia gamma di latifoglie, tra cui acero, noce, gelso, pioppo, salice, platano, sambuco, tiglio, olmo e albero di giuda. Non attacca invece l'ippocastano e le robinie. La sua capacità di nutrirsi su molte specie diverse lo rende un parassita estremamente pericoloso per boschi, parchi urbani e giardini privati, potendo causare gravi danni estetici e strutturali agli alberi colpiti.