Pesco nano

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Pesco nano

Il pesco nano è un piccolo albero in grado di regalare frutti gustosi occupando poco spazio: tutti i segreti per crescerne uno e gustare deliziose pesche.

di Redazione

22 dicembre 2016

Quanto annaffiare un pesco nano

Il pesco nano, disponibile in molte varietà, può crescere in vaso o essere messo a dimora in giardino, ma non raggiungerà mai altezze superiori ai 2 metri, il che lo rende un arbusto molto gestibile. Soprattutto nella fase in vaso, il pesco nano va annaffiato molto frequentemente nella stagione calda, quasi tutti i giorni, badando bene di far arrivare l'acqua fino alle radici: ci si può anche procurare un sottovaso che mantenga un'umidità costante nei pressi della radice della pianta. L'irrigazione non dev'essere mai svolta nelle ore più calde per non bruciare terreno e pianta, e bisogna ricordare che l'irrigazione va aiutata anche con prodotti specifici per l'acqua a base di minerali. Si può procedere anche con l'irrigazione goccia a goccia, ma è preferibile utilizzare la tecnica per aspersione con il classico innaffiatoio.

Come coltivare

La coltivazione del pesco nano richiede molta cura. Prima che la pianta inizi a produrre frutta ci vogliono almeno due anni, da accompagnare con una potatura frequente di tutti i rami in eccesso che piano piano sorgono dal tronco principale. A volte, infatti, dal ramo centrale nascono dei piccoli rami che presentano sia foglie che boccioli, ma mantenendo abbastanza basso il numero di rami e non rendendo troppo fitta la pianta si può massimizzare e migliorare la produzione fruttifera. Il terriccio nel quale coltivare il pesco nano dev'essere ricco di minerali come azoto e ferro e non dev'essere disposto troppo pressato nel vaso, ma inserito in esso con una soffice pressione delle mani e lasciando passare dell'aria. Nella messa a dimora in terra bisogna scavare una buca non troppo profonda, adagiando il pesco nano con tutta la zolla di terra prelevata dal vaso senza premere troppo. Se si innesta il pesco nano a terra si può irrigare con aspersione.

Come concimare un pesco nano

La concimazione del pesco nano è un momento molto importante per la sua crescita. Il prodotto migliore è il concime organico o stallatico, che va integrato però con dei concimi di tipo sintetico ricchi di minerali. La stagione migliore per concimare è la primavera: è consigliabile farlo con moderazione quando il pesco è ancora in vaso, evitando di appesantire il terreno, mentre è un'azione importantissima nel momento di messa a dimora. Nel primo caso lo stallatico può essere adagiato sul vaso aspettando che penetri nel terreno, mentre nel secondo caso può essere inserito direttamente nella buca quando la pianta viene trasferita dal vaso al suolo. Si può, alternativamente, anche concimare il terreno prima della messa a dimora del pesco, preoccupandosi però di bagnare il composto nel momento in cui si inserisce l'arbusto.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

Il pesco nano per produrre frutti gustosi e succosi ha bisogno di un clima mite e temperato, ma soprattutto dell'esposizione a molta luce. Questa, infatti, permette alle pesche di maturare meglio e più velocemente. La malattia più comune che può attaccare questa pianta è la bolla del pesco, una malattia che prevalentemente interessa il legno del fusto del pesco. Passando dal midollo ligneo questa malattia si espande anche alle foglie, compromettendo la capacità di crescita del pesco e seccandolo dall'interno. La malattia si manifesta dotto forma di bolle che somigliano alle pustole della peste umana, con dei rigonfiamenti dalla superficie irregolare e spessa. Per prevenire la bolla bisogna irrorare del verderame al pesco nano, specie in fase di sviluppo, e bisogna farlo due volte l'anno: a fine autunno e prima dell'inizio della primavera. La pianta non deve prendere acqua piovana per 24 ore dopo il trattamento.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente un pesco nano?
    L'irrigazione del pesco nano richiede frequenza, specialmente durante la stagione calda e se la pianta è coltivata in vaso. È fondamentale bagnare il terreno quotidianamente, assicurandosi che l'acqua raggiunga le radici profonde. Si consiglia di usare un sottovaso per mantenere un'umidità costante vicino alla base, oppure di adottare tecniche di aspersione con innaffiatoio piuttosto che l'irrigazione goccia a goccia. Attenzione a non irrigare nelle ore più calde della giornata per evitare ustioni al terreno e alle radici. Inoltre, l'uso di prodotti specifici arricchiti di minerali nell'acqua può supportare la salute della pianta.
  • Quali sono i passaggi essenziali per la messa a dimora del pesco nano?
    Per trapiantare il pesco nano in giardino, scava una buca non troppo profonda. Posiziona la pianta insieme alla zolla di terra originale estratta dal vaso, facendo attenzione a non compattare eccessivamente il terreno intorno alle radici; il substrato deve rimanere soffice per permettere il passaggio dell'aria. È cruciale integrare il terreno con concime organico, come lo stallatico, che può essere inserito direttamente nella buca prima o durante il posizionamento della pianta. Dopo il trapianto, assicurati di irrigare adeguatamente per favorire l'attecchimento.
  • Quando e come concimare il pesco nano?
    Il periodo ideale per concimare il pesco nano è la primavera. Utilizza principalmente concime organico o stallatico, eventualmente integrato con fertilizzanti sintetici ricchi di minerali come azoto e ferro. Se la pianta è in vaso, applica il concime con moderazione sulla superficie per non appesantire il substrato. In piena terra, invece, la concimazione è vitale: puoi interrare lo stallatico direttamente nella buca durante la messa a dimora o preparare il terreno precedentemente, ricordandoti di bagnare il composto subito prima di inserire l'arbusto per attivare i nutrienti.
  • Come prevenire e trattare la bolla del pesco?
    La bolla del pesco è una malattia fungina che colpisce legno e foglie, causando rigonfiamenti simili a pustole e secchezza interna. La prevenzione è chiave: irroga la pianta con verderame due volte l'anno, specificamente a fine autunno e prima dell'inizio della primavera, durante le fasi di sviluppo. Dopo aver trattato la pianta con il prodotto rameico, è essenziale proteggere il pesco dalle intemperie per almeno 24 ore, impedendo all'acqua piovana di lavare via il trattamento e garantire così l'efficacia della protezione contro la malattia.
  • Quanto cresce in altezza un pesco nano e come potarlo?
    Il pesco nano è caratterizzato da una crescita contenuta, non superando mai i 2 metri di altezza, il che lo rende adatto anche alla coltivazione in vaso. Per ottimizzare la produzione di frutti, è necessaria una potatura frequente che rimuova i rami in eccesso nati dal tronco principale. Mantenere la chioma non troppo fitta e controllare il numero di ramificazioni favorisce una migliore esposizione alla luce e un'aria circolo interno, migliorando la qualità e la quantità della raccolta. La prima produzione di frutta avviene solitamente dopo almeno due anni dalla messa a dimora.

Scheda Tecnica

FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero/Arbusto da frutto
OrigineAsia
EsposizionePieno sole / Luce intensa
TerrenoRicco di minerali, sciolto, ben drenato
IrrigazioneFrequente in estate, evitare ristagni
FiorituraPrimavera
AltezzaMax 2 metri
ConcimazioneOrganica (stallatico) e sintetica minerale, in primavera
PotaturaLeggera, eliminazione rami in eccesso
MoltiplicazioneInnesto
Malattie e parassitiBolla del pesco (prevenzione con verderame)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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