frutti di bosco

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Coltivazione frutti di bosco

I frutti di bosco, chiamati anche piccoli frutti, sono quei frutti che nascono spontaneamente nel sottobosco con qualche accortezza possiamo coltivare facilmente anche nei nostri giardini.

di Redazione

18 aprile 2016

Scelta terreno

I frutti di bosco (che vengono chiamati anche piccoli frutti), sono tutti quei frutti che crescono spontaneamente nel sotto bosco. Stiamo parlando, in gran parte dei casi, di specie che sono caratterizzate da una forte rusticità, che offre la possibilità di adattarsi anche ad ambienti estremamente differenti tra loro, sia dal punto di vista climatico, sia per quanto concerne l'altitudine. Ad ogni modo, il consiglio è quello di evitare l'impianto all'interno di luoghi eccessivamente alti, dal momento che le riduzioni di temperature troppo drastici potrebbe generare delle complicazioni dal punto di vista della maturazione dei frutti. La scelta ideale per la coltivazione frutti di bosco, quindi, dovrebbe essere quella di optare per un terreno che sia posizionato ad un'altitudine massima pari a circa 1000 metri (1500 per la pianta del lampone), ma che al contempo possa contare su un'ottima esposizione e sia riparato dai forti venti. E' necessario, ad ogni modo, preparare in modo ottimale il terreno, in relazione alle specie che si ha intenzione di coltivare, per poi scegliere l'impianto di irrigazione più adeguato e realizzare una struttura di sostegno adatta. Dobbiamo sottolineare come anche un'adatta struttura di copertura può svolgere un ruolo molto importante per garantire la miglior produzione possibile dagli agenti climatici più intensi.

Lampone

Il lampone si caratterizza per essere un arbusto a portamento cespuglioso, che si sviluppa in modo orizzontale, con un apparato radicale perenne. Ogni anno possiamo trovare dei getti nuovi, che vengono chiamati polloni. Il lampone, come abbiamo detto, è una pianta a sviluppo orizzontale e, per tale ragione, ha bisogno di un adeguato spazio e sostegno, per poter sorreggere meglio i rami di nuova formazione. Stiamo parlando, ad ogni modo, di una pianta estremamente rustica e, quindi, in grado di adattarsi ad un gran numero di tipologie di terreno, nonostante chi abbia intenzione di ottenere un buon livello di produzione è sempre meglio che predisponga un terreno piuttosto concentrato di sostanze organiche, ma in cui ci sia anche poco calcare e abbia un'ottima capacità di drenaggio, per evitare la formazione di pericolosi ristagni idrici.

Mirtillo gigante americano

Il mirtillo gigante americano si caratterizza per essere un arbusto dal portamento cespuglioso ed eretto, in grado di sviluppare un gran numero di bacche dalla colorazione blu, con un gusto estremamente dolce ed acidulo. La coltivazione del mirtillo deve verificarsi all'interno di terreni che siano poco profondi, dal momento che sono più che sufficiente 40 centimetri di profondità, ma è importante che il sottosuolo sia ben drenato e con un'elevata concentrazione di sostanza organica. Il terreno su cui vengono coltivate le piante di mirtillo gigante americano devono anche avere un livello di acidità piuttosto elevato, altrimenti la produzione potrebbe subire dei contraccolpi piuttosto pesanti. Complessivamente, il mirtillo gigante americano viene considerato come un arbusto piuttosto resistente anche alle basse temperature, tranne nel momento in cui i frutti stanno attraversando la fase di maturazione, dal momento che durante questo periodo è sempre meglio cercare di garantire delle temperature elevate. Proprio per tale ragione, il consiglio è quello di coltivare il mirtillo gigante americano sotto i 100 metri di altitudine. Prima di cominciare con la messa a dimora delle piantine, il consiglio è quello di effettuare la miglior preparazione possibile per il terreno e provvedere al suo livellamento. Il periodo migliore per poter eseguire l'impianto del mirtillo gigante americano è senz'altro quello compreso tra la fine della stagione invernale e l'inizio di quella primaverile, sfruttando delle piantine che abbiano almeno due anni di vita. All'interno della buca di trapianto, il consiglio è quello di aggiungere del compost a reazione acida, in modo tale che si possa mischiare ottimamente al terreno.

Mora

La mora si caratterizza per via del fatto che si sviluppa su un arbusto, che viene chiamato rovo, che si può coltivare fino ad un'altitudine pari a 900 metri. Il terreno migliore per la coltivazione della mora è quello con una scarsa concentrazione di calcare, ma anche con un livello di acidità medio-alto e, come al solito, con un ottimo livello di drenaggio, i maniera tale da scongiurare il pericolo relativo alla formazione di ristagni idrici. Lo spazio che sarà necessario mantenere tra una fila e quella successiva è pari a circa 3 metri. Durante il primo anno, sarà necessario effettuare una potatura di formazione, provvedendo alla cimatura di due polloni vigorosi, mentre tutti gli altri germogli devono essere rimossi. Nel corso del secondo anno, sarà necessario provvedere ad eseguire la potatura dei nuovi polloni che si andranno a legare ad un filo di sostegno che deve essere collocato più in alto. Nel corso del terzo anno, infine, dovranno essere aggiunti altri due polloni, considerando che il numero ideale per ogni pianta è pari a sei polloni. Le tre specie più conosciute di frutti di bosco, quindi, sono la mora, il lampone e il mirtillo gigante americano, anche se spesso si può provare a coltivare anche ribes, uva spina, fragolina e tante altre specie ancora.

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Domande frequenti

  • Qual è il pH ideale del terreno per coltivare i frutti di bosco?
    La maggior parte dei frutti di bosco, come mirtilli e lamponi, richiede un terreno fortemente acido, con un pH compreso tra 4,5 e 5,5. Un pH errato può causare carenze nutrizionali, specialmente di ferro, portando a clorosi fogliare e riduzione della produttività. È fondamentale testare il terreno prima dell'impianto e correggerlo utilizzando torba bionda, zolfo elementare o concimi specifici per acidofile. Evitare assolutamente terreni calcarei o arricchiti con gesso, poiché questi aumentano il pH rendendo il suolo inadatto alla crescita sana di queste piante.
  • Come si effettua la potatura corretta del lampone?
    La potatura del lampone dipende dalla varietà (estiva o autunnale). In generale, i lamponi producono sui rametti del secondo anno (floricani), mentre i polloni dell'anno corrente (primocani) fioriranno l'anno successivo. Dopo la raccolta, i rami che hanno fruttificato vanno tagliati alla base, vicino al suolo, per favorire lo sviluppo dei nuovi getti. È essenziale fornire un sostegno strutturale, come fili metallici o tutori, poiché i rami carichi di frutti tendono a piegarsi e rompersi sotto il peso. Una gestione accurata assicura una produzione abbondante e piante sane.
  • A quale altitudine è consigliabile coltivare il mirtillo gigante americano?
    Per il mirtillo gigante americano, si consiglia un'altitudine massima di 100 metri sopra il livello del mare. Questa limitazione è dovuta alla sensibilità dei frutti durante la fase di maturazione alle basse temperature. A quote superiori, il rischio di gelate tardive o freddo intenso durante la maturazione può compromettere gravemente la qualità e la quantità del raccolto. Al contrario, il lampone mostra una maggiore tolleranza, riuscendo a svilupparsi bene fino a 1500 metri, purché l'esposizione sia favorevole e protetta dai venti freddi dominanti.
  • Quale distanza bisogna rispettare tra le file di frutti di bosco?
    Una distanza adeguata tra le file è cruciale per garantire una buona aerazione, ridurre il rischio di malattie fungine e facilitare le operazioni di manutenzione e raccolta. Per specie come la mora, si raccomanda una spaziatura di circa 3 metri tra una fila e l'altra. Questo spazio permette allo sviluppo orizzontale degli arbusti di avvenire senza sovrapposizioni eccessive. Inoltre, una corretta ventilazione aiuta ad asciugare rapidamente la rugiada e la pioggia dalle foglie, prevenendo la proliferazione di patogeni come l'oidio o la muffa grigia, comuni in ambienti umidi e chiusi.
  • Quando è il periodo migliore per impiantare il mirtillo gigante americano?
    Il periodo ideale per la messa a dimora del mirtillo gigante americano va dalla fine dell'inverno all'inizio della primavera, quando il rischio di gelate intense è diminuito ma le piante sono ancora in dormienza o iniziano appena la vegetazione. Si consiglia di utilizzare piantine già consolidate, di almeno due anni di età, per accelerare l'insediamento e la prima produzione. Prima dell'impianto, è vitale preparare il terreno livellandolo e incorporando compost a reazione acida nella buca di trapianto, assicurando così un ambiente radicale immediatamente adatto alle esigenze nutrizionali della pianta.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaArbusti perenni (es. Rubus, Vaccinium)
OrigineSpontanei nel sottobosco europeo/america settentrionale
EsposizioneSoleggiata, riparata dai venti forti
TerrenoAcido, ricco di sostanza organica, ben drenato, povero di calcare
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile (da 0,5m a oltre 2m)
ConcimazioneCompost acido, letame maturo, concimi specifici per acidofile
PotaturaPotatura di formazione e mantenimento (rimozione polloni vecchi)
MoltiplicazionePiantine in vaso (almeno 2 anni), polloni
Malattie e parassitiMarciume radicale, afidi, ragnetto rosso, funghi fogliari
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede terreno specifico e pH controllato)

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