Ma quali sono le differenze tra il barbarum e il chinense? Quest’ultimo presenta foglie più larghe e arrotondante del lycium barbarum ( che ha foglie strette e allungate), quattro sepali invece di due e lobi della corolla fiorale che si piegano arrivando fino al calice. I sepali possono presentare singolarmente altri lobi che li dividono i due facendo credere che si tratti di lycium barbarum. La differenza più evidente tra il lycium chinense e il lycium barbarum si ha nei frutti: più grandi, grossi e succosi in quest’ultimo, piccoli, sottili e di colore arancio nel chinense. Questa pianta ha anche un numero inferiore di semi. I frutti del lyclim barbarum sono dolci e gustosi, mentre quelli del chinense sono quasi insapore e con un lieve gusto amaro. Le bacche del lycoum chinense sono più delicate e non resistono facilmente alle avversità. Le bacche di goji del lycium chinense non possono essere essiccate, perché tendono a perdere tutta la polpa. Il lycium chinense può essere una pianta da coltivare per scopi estetici, ma non produttivi. I risultati migliori si ottengono infatti solo con il lycium barbarum. L’unico vantaggio del lycium chinense è che tende a crescere e a fruttificare molto più velocemente. I benefici per la salute si ottengono però solo consumando le bacche di goji derivate dalla varietà di lycium barbarum e non dal lycium chinense. A volte, alcuni produttori vendono frutti di goji derivati dal lycium chinense. Il costo di questi frutti è generalmente abbordabile, ma è meglio evitare di acquistarli perché non posseggono le stesse proprietà di quelli ricavati dal lycium barbarum. I frutti di goji secchi acquistati in erboristeria sono solitamente ricavati dal lycium barbarum, perché quelli del lycium chinense, come già detto, non si prestano ad essere essiccati.
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