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Gelso

Coltivare il Gelso: quanto irrigare, quando e come concimare, malattie più comuni e rimedi per la pianta dai gustosi frutti neri, bianchi e rosa.

di Redazione

21 dicembre 2016

Quando annaffiare

Il Gelso appartiene al genere Morus, della famiglia delle Moracee e si divide in tre specie principali: Morus nigra, Morus alba e Morus rubra, rispettivamente conosciute come Gelso nero, bianco e rosso.Le tre specie di Gelso si differenziano soprattutto per il colore dei frutti generati dalle infiorescenze a sorosio, le grosse more che giunte a maturazione sono di colore rosso scuro, bianche e rosate. Robusto, resistente alle temperature e alla siccità, tuttavia nei primi anni di vita, una volta interrato in forma di giovane pianta, è necessario annaffiare il Gelso dalla primavera fino alla fine dell'estate. Quando la pianta inizierà a produrre i suoi frutti, cioè dopo tre o quattro anni, basterà annaffiare il gelso solamente durante la stagione estiva, in modo da garantire l'apporto idrico necessario al fitto fogliame e alla crescita delle more.

Come coltivare il Gelso

Il Gelso è una pianta generosa, utilizzata fin dai tempi più antichi per le sue molteplici qualità. Le sue foglie impiegate in bachicoltura, sono l'alimento principale dei bachi da seta. I frutti teneri, dolci e ricchi di vitamine, possono essere consumati sia freschi che essiccati. La pianta dal fogliame fitto e ombreggiante, è ideale in giardino per riparare dal sole.E' facile imbattersi in piante di Gelso cresciute spontaneamente in prossimità di fiumi e corsi d'acqua, ma anche in terreni poveri e aridi, infatti coltivare il Gelso è piuttosto semplice, data la capacità di adattamento della pianta a qualsiasi terreno.Tuttavia per coltivare il Gelso in giardino, condizioni migliori possono favorire di molto sia la sua crescita che la produzione dei frutti. La messa a dimora del giovane Gelso deve essere eseguita a fine inverno, in posizione soleggiata, unica accortezza, distante dalle abitazioni, il suo unico difetto è che i frutti giunti a maturazione, se non preventivamente raccolti, cadono a terra e sporcano il suolo.

Come potare e concimare

Grazie alla sua folta chioma, la pianta del Gelso coltivata nei parchi e nei giardini, regala aree fresche e ben ombreggiate. Nel recinto del pollaio ripara gli animali dal caldo e in più li alimenta con i suoi frutti caduti. Per coltivare il Gelso è necessario però tenere in considerazione che è una pianta molto vigorosa, perciò necessita di interventi di potatura già dal secondo anno dalla messa a dimora. Il periodo più idoneo è a fine inverno, in fase dormiente, quando l'emissione di lattice durante i tagli risulta inferiore rispetto a quella in fase vegetativa che andrebbe a indebolire la pianta. In materia di nutrimento, anche se la coltivazione del Gelso non ha particolari esigenze, come altre piante da frutto l'apporto di concime può essere vantaggioso. E' conveniente concimare il Gelso nel periodo invernale, con letame animale o composto organico maturi, da cospargere in modo uniforme sul terreno, in corrispondenza dell’apparato radicale per un area di qualche metro, effettuando una leggera sarchiatura.

Malattie più comuni e rimedi

Il gelso non è una pianta debole soggetta a particolari patologie o attacchi di parassiti, tuttavia tra le malattie del Gelso ce n'è una molto comune, la Mycosphaerella morifolia, nota come "fersa del gelso" che ne può provocare l'indebolimento e perfino la morte della pianta. Questa malattia fungina che si manifesta con delle macchie scure sulle foglie, sui piccioli e perfino sui frutti, si sviluppa in concomitanza di periodi caratterizzati da temperature calde, accompagnate da molta umidità. Il rimedio è di contenere e distruggere la diffusione del fungo, da eseguire in autunno quando si presenta in quantità maggiore sulle foglie che una volta cadute, vanno raccolte e bruciate. Alla ripresa vegetativa della pianta, è necessario intervenire per distruggere definitivamente la malattia con irrorazioni di poltiglia bordolese, l'anticrittogamico fungicida per uso agricolo, a base di solfato di rame.

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Domande frequenti

  • Quando e come bisogna annaffiare il gelso?
    Nei primi anni di vita, dopo la messa a dimora, il gelso richiede annaffiature regolari dalla primavera all'autunno per favorire l'attecchimento. Una volta stabilita e iniziata la produzione di frutti (solitamente dopo 3-4 anni), la pianta diventa molto resistente alla siccità: basteranno irrigazioni solo durante i periodi estivi più caldi e secchi. È fondamentale evitare ristagni idrici, poiché il gelso teme i terreni troppo bagnati. L'obiettivo è mantenere il substrato leggermente umido ma mai zuppo, garantendo così la salute del fitto apparato radicale.
  • Quali sono le principali specie di gelso e come si distinguono?
    Esistono tre specie principali distinte principalmente dal colore dei frutti. Il Morus nigra (gelso nero) produce frutti scuri, quasi neri, molto dolci. Il Morus alba (gelso bianco) genera bacche bianche o rosate, spesso usate per l'allevamento dei bachi da seta grazie alle foglie nutrienti. Il Morus rubra (gelso rosso) offre frutti di colore rosso scuro. Tutte condividono la stessa famiglia (Moracee) e caratteristiche colturali simili, adattandosi bene a diversi climi, ma la scelta dipende prevalentemente dal gusto preferito per i frutti e dall'uso ornamentale o produttivo desiderato.
  • Come e quando si pota il gelso per controllarne la crescita?
    Il gelso è una pianta molto vigorosa che necessita di potature per mantenerne le dimensioni e la forma, specialmente in giardino. Gli interventi principali avvengono a fine inverno, durante la fase di dormienza vegetativa. Questo periodo è cruciale perché riduce al minimo la fuoriuscita di lattice, che potrebbe indebolire la pianta se effettuata in estate. Si eliminano i rami secchi, quelli malati o incrociati, e si sfoltisce la chioma per migliorare l'aerazione. Non potare mai in piena vegetazione per evitare stress eccessivi e perdite di linfa significative.
  • Come si combatte la 'fersa del gelso' (Mycosphaerella morifolia)?
    La fersa del gelso è una malattia fungina che causa macchie scure su foglie, piccioli e frutti, favorita da caldo e umidità. Per contrastarla, in autunno è essenziale raccogliere e bruciare tutte le foglie cadute a terra, dove il fungo sverna. All'inizio della primavera successiva, alla ripresa vegetativa, si devono effettuare trattamenti preventivi con poltiglia bordolese (a base di solfato di rame). Questa azione distrugge le spore fungine residue e protegge i nuovi germogli, impedendo la diffusione della patologia e salvaguardando la salute generale dell'albero.
  • È vero che il gelso sporca il giardino con i suoi frutti?
    Sì, questa è l'unica vera controindicazione nella coltivazione domestica. I frutti maturi, specialmente quelli delle varietà nere, tendono a cadere al suolo rapidamente una volta raggiunta la piena maturazione, creando macchie scure su pavimentazioni, auto e prato. Per mitigare il problema, è consigliabile raccogliere i frutti tempestivamente oppure posizionare l'albero lontano da aree di passaggio pedonale o spazi abitativi. Inoltre, scegliere varietà a frutto bianco o rosa riduce la visibilità delle macchie, rendendo la gestione del giardino meno impegnativa.

Scheda Tecnica

Morus spp.

Nome scientificoMorus spp.
FamigliaMoracee
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia ed Europa
EsposizionePieno sole
TerrenoQualsiasi, ben drenato, adattabile
IrrigazioneRegolare nei primi anni; ridotta dopo l'attecchimento
FiorituraPrimavera (infiorescenze poco appariscenti)
AltezzaFino a 10-15 metri
ConcimazioneLetame o compost maturo in inverno
PotaturaFine inverno, per controllare la vigoria
MoltiplicazioneSemi, talee o margotte
Malattie e parassitiMycosphaerella morifolia (fersa del gelso)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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