Un albero di pesco carico di frutti

alberi da frutto

Albero di pesco

L'albero di pesco ha una crescita veloce e produce frutti già a partire dal terzo anno d'impianto. Ha una splendida fioritura primaverile con fiori di un rosa più o meno intenso. Con le dovute cure ed attenzioni la pianta è in grado di offrire un'abbondante raccolto di apprezzati e dolci frutti.

di Redazione

07 gennaio 2015

Caratteristiche dell'albero di pesco

L'albero di pesco (Prunus persica) appartenente alla famiglia botanica delle Rosaceae è originario della Cina, da dove si è diffuso, prima in Persia e quindi in Europa. Le pianta ha un portamento eretto ed una crescita veloce. Raggiunge un'altezza media di 3-5 metri, con radici superficiali, rami divaricati e radi, di colore marrone rossastro, corteccia bruno-grigiastra e foglie strette, dentellate e lanceolate. I fiori, di colore rosa, hanno 5 petali, ed il frutto, la pesca, è una drupa tonda e carnosa, con un solco laterale. La buccia giallo-rossastra è vellutata oppure liscia (pesca noce o nettarina), la polpa, bianca o gialla, è succulenta, dolce e più o meno acidula. Nel nostro Paese si coltiva soprattutto nelle regioni Emilia-Romagna (30% della produzione), Campania (25%), Veneto e Lazio.

Coltivazione del pesco: clima, terreno ed irrigazione

La coltivazione del pesco è favorita da un clima temperato, tuttavia la pianta ha anche bisogno di un periodo di riposo di almeno un mese, con temperatura inferiore a 7°C. In questo modo potrà avvenire la fioritura e la fruttificazione. Quest'ultima è però bloccata da eventuali gelate primaverili, che possono bruciare i fiori. Il terreno indicato per l'albero di pesco è sciolto e profondo come anche il suolo sabbioso ben fertilizzato ed irrigato. Occorre evitare substrati argillosi, troppo compatti o soggetti a ristagno d'acqua, che possono provocare marciume radicale. Non sono adatti alla coltivazione nemmeno i terreni calcarei perché il pesco è soggetto a clorosi. L'irrigazione deve essere abbondante, in particolare con clima caldo, poiché la carenza d'acqua ostacola la vegetazione e fa produrre pochi frutti piccoli.

Concimazione ed impianto dell'albero di pesco

L'impianto di un nuovo frutteto prevede di concimare il suolo con letame, anche nella buca dove sarà interrata la piantina. Non bisogna far entrare in contatto le radici con il concime organico ma ricoprirlo con della terra prima di inserire la pianta. La concimazione sarà poi ripetuta in ogni stagione autunnale. In primavera occorre somministrare ai giovani alberi del concime minerale a base di azoto. Per piante adulte è più indicato un concime ternario NPK. Generalmente la pianta è innestata sul franco però, in caso di terreni calcarei e sassosi, si preferisce l'innesto sul mandorlo selvatico. L'impianto del pesco, invece, si può effettuare con piantine a radice nuda, tra ottobre e marzo, o alberello in vaso, in autunno o primavera, fino ad aprile-maggio. Il pesco comincia a produrre frutti a partire dal terzo anno dalla messa a dimora.

Potatura dell'albero e raccolta delle pesche

L'albero di pesco richiede una potatura secca ed una verde. La prima si esegue in primavera o in autunno, se l'inverno non è molto freddo. Bisogna eliminare succhioni, polloni, rami danneggiati, malati e la metà dei rami misti (con gemme a legno ed a fiore). Nella potatura verde, oltre a polloni e succhioni, vanno rimossi foglie e rametti che oscurano i frutti. In base alle varietà, le pesche vanno raccolte tra la fine di maggio ed ottobre ed i primi giorni di novembre per le più tardive. Gli indici di maturazione sono il colore della buccia e la durezza della polpa. Una raccolta anticipata darà frutti con scarse caratteristiche organolettiche mentre la raccolta ritardata, con frutti troppo maturi, non permetterà una giusta conservabilità. Poiché le pesche non giungono a maturazione tutte nello stesso tempo, la raccolta sarà effettuata in 3 o 4 passate successive.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di terreno ed esposizione per coltivare il pesco?
    Il pesco predilige terreni sciolti, profondi e ben drenati, evitando assolutamente quelli argillosi, compatti o soggetti a ristagni idrici che causano marciume radicale. È inoltre sensibile al calcare attivo, che provoca clorosi fogliare, quindi i suoli calcarei richiedono innesti specifici su portainnesti tolleranti come il mandorlo selvatico. L'esposizione ideale è a pieno sole, fondamentale per garantire una corretta fotosintesi e la maturazione dei frutti. Un suolo sabbioso ben fertilizzato rappresenta spesso la soluzione ottimale per questa specie, garantendo un buon sviluppo radicale e una produttività costante.
  • Quando e come si effettua la potatura del pesco?
    Il pesco richiede due tipi di intervento: la potatura secca e quella verde. La potatura secca si esegue in primavera o in autunno (se l'inverno non è rigido) eliminando succhioni, polloni, rami secchi o malati e circa la metà dei rami misti per favorire la fruttificazione. La potatura verde avviene durante l'estate e consiste nell'asportare foglie e rametti che ombreggiano i frutti, migliorando l'illuminazione interna della chioma e la qualità della pesca. Questi interventi sono cruciali per mantenere la struttura dell'albero e prevenire malattie fungine favorite dall'umidità stagnante.
  • Come si gestisce l'irrigazione e la concimazione del pesco?
    L'irrigazione deve essere abbondante e regolare, specialmente nei periodi caldi, poiché la carenza idrica riduce la vegetazione e produce frutti piccoli. Evitare stress idrici è vitale per la qualità del raccolto. Per la concimazione, in autunno si apporta letame maturo interrato, facendo attenzione a non far toccare le radici direttamente al concime organico. In primavera, sui giovani alberi si consiglia un concime azotato per stimolare la crescita vegetativa, mentre sulle piante adulte è preferibile un concime ternario NPK bilanciato per supportare sia la vegetazione che la fase di allegagione e ingrossamento dei frutti.
  • Quali sono gli indicatori di maturazione e quando raccogliere le pesche?
    La raccolta varia da maggio a novembre a seconda della varietà. I principali indici di maturità sono il cambiamento del colore della buccia e la leggera morbidezza della polpa al tatto. Una raccolta anticipata risulta in frutti insipidi e privi di aromi, mentre un ritardo eccessivo compromette la conservabilità e può portare a fermentazioni indesiderate. Poiché i frutti non maturano tutti contemporaneamente, è necessario effettuare 3-4 passaggi successivi di selezione manuale. Si raccoglie solo quando il frutto stacca facilmente dal ramo, garantendo così le migliori caratteristiche organolettiche e una maggiore durata post-raccolta.
  • Quanto tempo aspetta prima di dare i primi frutti?
    L'albero di pesco inizia a produrre frutti a partire dal terzo anno dalla messa a dimora. Questa velocità di entrata in produzione è uno dei suoi punti di forza rispetto ad altre specie da frutto. Tuttavia, la resa piena si ottiene generalmente dopo qualche anno in più. La precocità di fruttificazione dipende anche dalla qualità dell'innesto, dalla salute della pianta e dalle cure agronomiche ricevute, specialmente nei primi anni di allevamento. Una corretta potatura di formazione nei primi due anni aiuta a strutturare la chioma per ottimizzare la futura produzione.

Scheda Tecnica

Prunus persica

Nome scientificoPrunus persica
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineCina
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, profondo, ben drenato; evita calcare e ristagni
IrrigazioneAbbondante, regolare, specialmente in estate
FiorituraPrimavera (rosa, 5 petali)
Altezza3-5 metri
ConcimazioneLetame in autunno; NPK o azoto in primavera
PotaturaInvernale/primaverile (secca) e estiva (verde)
MoltiplicazioneInnesto (su franco o mandorlo selvatico)
Malattie e parassitiClorosi ferria, marciume radicale, afidi, ticchiolatura
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile a ristagni e clorosi)

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