significato dei fiori

Fiore di mandorlo

Al centro di cultura, miti e folclore, i fiori di mandorlo, i primi a sbocciare in primavera, simboleggiano la speranza, la ripresa della natura, ma presto sfioriscono e, quindi, rappresentano anche la delicatezza e la fragilità.

di Redazione

14 luglio 2010

Simbolismo

I fiori di mandorlo sono i primi a sbocciare in primavera, talvolta nel tardo inverno, e per questo simboleggiano la speranza, oltre che il ritorno in vita della natura ma, sfiorendo nell’arco di un breve lasso di tempo, rappresentano anche la delicatezza e la fragilità. Il significato del fiore di mandorlo ha ispirato miti e leggende, promosso la nascita di tradizioni, diffuso parole sacre, cultura e folclore, che affondano le radici in tempi lontani nell’area geografica a clima mediterraneo in cui la pianta è coltivata. La fioritura precoce sul ramo di mandorlo appare come un segnale di rinascita al profeta Geremia, nella Bibbia; nell’Esodo, Dio indica a Mosè di prenderne i fiori a modello per forgiare l’oro con il martello in modo da ottenere l’antico candelabro ebraico (Menorah) a sette bracci. Nel testo biblico dell’Ecclesiaste, i fiori di mandorlo sono l’emblema di quanto la vita scorra velocemente fino all’invecchiamento. Entro poco più di una settimana mutano di tonalità dal bianco rosato al bianco candido prima di cadere dai rami. L’interpretazione del versetto è duplice: i petali bianchi rappresentano i capelli canuti oppure la vigilanza che accompagna la vecchiaia.

Mitologia e cultura

Nella mitologia greca, il mandorlo è collegato all'attesa del compimento di una speranza e della costanza. Diverse sono le versioni tramandate attorno alla vicenda della principessa Fillide (o Filli), figlia di Sitone, re della Tracia, trasformata in un mandorlo spoglio dalla dea Atena, per compassione, dopo essersi uccisa per il dolore temendo d'essere stata abbandonata da Demofonte (o Demofoonte, o suo fratello Acamante, o Acamante, figlio di Antenore e di Teano), figlio di Teseo e di Fedra, il quale non era ritornato da lei nel tempo stabilito per le nozze. L'albero rimase spoglio e sterile fino a quando l'eroe non ritornò in Tracia e venne a conoscenza del tragico destino di Fillide. Allora egli andò ad abbracciare il mandorlo piangendo e le sue lacrime di pentimento si trasformarono in una nube di candidi petali che adornarono i rami della pianta, che così finalmente fiorirono, ma rimasero privi di foglie, come poi continuò a succedere all’annuncio di ogni primavera. Quest'antica epopea greca di Fillide venne ripresa da Ovidio nell’opera erotico-mitologica intitolata ‘Eroidi’ (Heroides), composta tra il 25 a.C. e il 16 a.C., pubblicata tra l’8 a.C. e il 5 a.C. Si trattava di una raccolta di 21 lettere poetiche immaginarie, d'amore e di dolore, tra le quali 15 scritte da eroine abbandonate dai loro innamorati o mariti, tre da eroi con abbinate le tre risposte. Questa commemorazione di Ovidio venne ripresa dallo scrittore e poeta inglese Geoffrey Chaucer (circa 1343-1400) nel poema epico dal titolo ‘La Leggenda delle donne virtuose’ (The Legend of Good Women), nel quale narrò in forma onirica la tragica storia di Fillide, oltre a quella di altre protagoniste storiche e mitologiche rattristate per essere state lasciate dall’amato. Nel 1882, Fillide e Demofonte vennero rappresentati nella loro speranza appagata, abbracciati e nudi, davanti a un albero di mandorlo fiorito, nell’olio su tela dal titolo 'L'albero del perdono' (The Tree of Forgiveness), dipinti dall’inglese Edward Coley Burne-Jones (1833-1898), uno dei migliori Preraffaelliti in Inghilterra. L’opera, di notevole potenza espressiva, fu anticipata da un acquerello nel 1870, nel cui retro comparivano citate le ‘Eroidi’ di Ovidio. I fiori di mandorlo ispirarono anche più di una decina di quadri al pittore olandese Vincent van Gogh (1853-1890). Uno dei più famosi fu l’olio ‘Ramo di mandorlo in fiore’, dipinto a Saint Remy de Provence prima di morire, in occasione dell’annuncio della nascita del nipote Vincent Willem, figlio di suo fratello Theo. La posizione dei fiori e la precisione delle linee indicano che fonte di ispirazione per il pittore impressionista fu l’arte dell’incisione giapponese, mentre il soggetto simboleggia l’affacciarsi di una nuova vita.

Magia, leggende e folclore

Antichi riti e pratiche di magia, tra i quali è incluso un elisir d'amore a base di fiori di mandorlo da offrire in dono all'oggetto del proprio desiderio, venivano praticati in Sardegna. Il periodo della fioritura di questa pianta era propizio e coincideva con la stagione dei fidanzamenti. Alle tradizioni arcaiche folcloristiche della Spagna appartiene una leggenda araba secondo la quale il califfo musulmano Abd al-Rahman III fece piantare dei mandorli sul terreno collinare attorno al suo palazzo nel villaggio di Madinat-al-Zahra (Medina Azahara), nei pressi di Cordova. Egli voleva restituire il sorriso all’amata moglie Azahara, che soffriva di nostalgia, alla vista dei fiori bianchi assomiglianti al candido manto di neve della Sierra Nevada, che lei un tempo poteva ammirare dalla propria abitazione a Granada. In Italia, una tradizione popolare siciliana rinnova ogni anno, dal 1934, i festeggiamenti per la fioritura dei mandorli, che preannuncia l’inizio del tepore della stagione primaverile, in arrivo anticipato nella provincia di Agrigento. E’ il periodo in cui tutto il paesaggio della zona si ammanta di un suggestivo velo di fiori bianchi leggermente profumati che sembrano ricoprire come una coltre l’antica Valle dei Templi e quella del Paradiso, oltre al soprastante paese di Naro. Questo contesto, tra la prima e la seconda domenica di febbraio, si anima con la ‘Sagra del Mandorlo in Fiore’, una manifestazione culturale di ragguardevole successo che si svolge in contemporanea con il ‘Festival Internazionale del Folclore’ nell’intento socio-culturale di onorare la pace tra tutti i popoli. In Germania sono popolari le numerose iniziative dirette a promuovere la pianta di mandorlo a scopo ornamentale e turistico. Nello Stato meridionale della Renania-Palatinato, il paesaggio attorno alla pittoresca città di Neustadt an der Weinstrasse diventa spettacolare per la nuvola fiorita, dal colore bianco-rosaceo, che preannuncia l’arrivo della primavera. Nella regione del Palatinato, è famosissima la ‘Sagra dei Fiori di Mandorlo’ (Gimmeldingen Mandelblütenfest), organizzata a ricorrenza annuale dal 1935, tra la metà di marzo e l’inizio di aprile (a data variabile fissata tre o due settimane prima) nel villaggio di Gimmeldingen, nella regione del Palatinato, lungo la turistica ‘Strada del Vino’ (Weinstraße), la più antica del genere in Germania. Mentre prende il via il primo di più di un migliaio di festival del vino locale della stagione offrendo degustazioni, i visitatori passeggiano procedendo lungo un percorso educativo dedicato alle mandorle gustando i tipici biscotti a forma di questo fiore decorato con glassa di zucchero rosa. Non manca neppure l’elezione della ‘Reginetta dei fiori di mandorlo’ dell’anno. Nel sud del Marocco, lo spettacolo effimero della bellezza naturale dello sbocciare dei fiori viene festeggiato ogni anno, nel mese di febbraio, con il ‘Festival del Fiore di Mandorlo’. Musicisti, , ballerini e cantastorie allietano per l’occasione il villaggio di Tafraoute, tra le montagne Anti-Atlas, al centro della Valle Ameln, famosa per la produzione di mandorle. Da prima del XIV secolo, nel periodo tra marzo e aprile, una folla di persone provvista di samovar e di manicaretti arrivava a Srinagar, nel nord dell’India, da tutta la valle del Kashmir, per godersi lo spettacolo incantevole del famoso giardino storico ‘Badamwari’ (Alcova di mandorle) con i primi fiori di mandorlo sbocciati appena scomparso il gelo dell'inverno. Fino agli anni ‘70, venivano anche organizzati spettacoli culturali e festival apposta per dare il benvenuto alla fioritura di mandorlo e alla primavera con un tripudio di colori, canzoni popolari e tanta allegria. Ma l’appuntamento annuale, che riuniva i partecipanti senza alcuna barriera di casta, di credo e di religione, si interruppe per l’avanzata dell’urbanizzazione nel parco secolare. Rimasto in stato di abbandono per anni, degradandosi sempre di più, nel 1991 fu chiuso, finché la Banca statale dello Jammu & Kashmir si è presa in carico i lavori di ripristino di un’area all’interno, non ancora fagocitata dall’ondata edilizia, e ha fatto piantare più di 1.500 piante di mandorle nel giardino. Salvate tradizione e cultura di questo patrimonio naturale dal glorioso passato, nel 2008 finalmente è stata riaperta questa attrazione turistica tanto popolare.

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Domande frequenti

  • Qual è il significato simbolico dei fiori di mandorlo?
    I fiori di mandorlo simboleggiano principalmente la speranza e la rinascita della natura, poiché sono tra i primi a sbocciare in primavera, talvolta già a fine inverno. Tuttavia, dato il loro rapido appassimento, rappresentano anche la delicatezza, la fragilità della vita e la fugacità del tempo. Nella tradizione biblica, il mandorlo è associato alla veglia e alla rapidità con cui scorrono gli anni, arrivando alla vecchiaia, come descritto nell'Ecclesiaste.
  • Come nasce la leggenda greca di Fillide e il mandorlo?
    Secondo la mitologia greca tramandata da Ovidio nelle 'Eroidi', la ninfa Fillide si suicidò per il dolore dell'abbandono da parte di Demofonte. La dea Atena, per compassione, la trasformò in un mandorlo spoglio. Quando l'eroe tornò e piansi sulla pianta, le sue lacrime si trasformarono in una nube di petali bianchi, facendo fiorire l'albero senza foglie. Questa storia è stata ripresa da autori come Geoffrey Chaucer e artisti come Edward Coley Burne-Jones.
  • Perché Van Gogh ha dipinto il Ramo di mandorlo in fiore?
    Vincent van Gogh realizzò quest'opera nel 1890, poco prima della sua morte, durante il soggiorno a Saint-Rémy-de-Provence. Il quadro fu commissionato per celebrare la nascita del suo nipotino, Vincent Willem, figlio del fratello Theo. Per Van Gogh, i fiori di mandorlo simboleggiavano l'affacciarsi di una nuova vita. Lo stile mostra l'influenza dell'arte dell'incisione giapponese, con linee precise e composizioni bilanciate.
  • Dove si svolgono le principali celebrazioni per la fioritura del mandorlo?
    Numerose feste celebrano questo evento: in Sicilia si tiene la 'Sagra del Mandorlo in Fiore' ad Agrigento/Naro; in Germania, a Gimmeldingen (Palatinato), si celebra il 'Mandelblütenfest'; nel sud del Marocco, a Tafraoute, si festeggia il Festival del Fiore di Mandorlo; in India, nel giardino Badamwari a Srinagar, un tempo si radunava la popolazione per accogliere la primavera. Queste manifestazioni uniscono turismo, cultura e tradizioni locali.
  • Quali sono le caratteristiche botaniche principali del mandorlo?
    Il mandorlo (Prunus dulcis) è un albero deciduo della famiglia delle Rosacee, originario dell'Asia occidentale e del Mediterraneo. Fiorisce precocemente, spesso prima di emettere le foglie, producendo fiori bianchi o rosati molto profumati. È sensibile al gelo tardivo che può danneggiare i boccioli fiorali. Richiede pieno sole e terreni ben drenati, preferibilmente calcarei, per svilupparsi correttamente e produrre frutti.

Scheda Tecnica

Prunus dulcis

Nome scientificoPrunus dulcis
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineAsia occidentale / Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, leggero, calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraFine inverno/inizio primavera (feb-marzo)
Altezza4-8 metri
ConcimazionePrimavera, concime organico o specifico per agrumi/fruttiferi
PotaturaLeggera, per rimuovere rami secchi e formare la chioma
MoltiplicazioneInnesto su portainnesto specifico (es. GF 677, Marianna 26-5)
Malattie e parassitiMonilia, ticchiolatura, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia (sensibile al freddo tardivo e ai ristagni)

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