significato dei fiori

Significato Giglio

Il raffinato fiore di giglio – nella varietà dai petali bianco candido – dal portamento elegante ha assunto significati leggendari, religiosi e culturali presso molte culture antiche.

di Redazione

13 agosto 2010

Simbolismo e storia

Nelle rappresentazioni mentali più diffuse il raffinato fiore di giglio è quello bianco candido, dolcemente profumato in modo penetrante, eretto sull'alto stelo con portamento elegante, dai numerosi significati religiosi e culturali assunti in molte culture antiche, ma le varietà esistenti sono numerose e alquanto diverse per forma e per colore dei petali. Originario dei Balcani e dell'Asia occidentale, diffuso nel Mediterraneo orientale dai Fenici, è annoverato tra le più ancestrali coltivazioni di fiori ornamentali. Immagine presente sulle sculture assire e sulle tombe egiziane, presso questi due imperi il significato del giglio diventò l’emblema della sovranità reale e dell’innocenza verginale delle ragazze che si sposavano. Nell’antichità, tra i Greci e i Romani incarnò il grande amore sublime e la procreazione; il sacerdote poneva sul capo della sposa la rituale corona nuziale di gigli con inserite spighe di grano, simboli della purezza e dell’abbondanza. Perdurando l’associazione del giglio alla devozione e alla fede reciproca degli sposi, è continuò: ai giorni nostri è diventato il fiore tradizionale per festeggiare il 6° anniversario di matrimonio. Il giglio fu consacrato a Britomarti – dea cretese della fertilità, della natura e della caccia – e la civiltà minoica lo elesse motivo privilegiato e ricorrente nell’arte floreale sviluppatasi sull'isola all’incirca dal XXVII secolo a.C. al XV secolo a.C. Rappresentazioni di questo fiore, simbolo di uno stile di vita di alto rango, sono state infatti scoperte in alcuni affreschi cretesi risalenti all’incirca al 1580 a.C. Risalgono allo stesso periodo minoico anche i gigli stilizzati rappresentati come emblema del potere, insieme ai grifoni, sulle pareti nella sala del trono del Palazzo di Cnosso, inaugurandone così l’impiego nell’araldica perdurato nei secoli. Ad Akrotiri, sull’isola di Thera (o Santorini), è stata ritrovata la 'Camera del giglio' adibita al rituale nuziale: tre pareti sono interamente affrescate con un paesaggio roccioso in cui spiccano rondini che volano al di sopra di gigli rossi fioriti. In questo caso sono state combinate le fattezze e i colori di due diverse varietà floreali – una dai fiori bianchi eretti, l’altra da quelli rossi reclinati – probabilmente come rappresentativi dell’inizio dell’estate, della purezza della gioventù nel passaggio all'età adulta e del culto di Arianna, dea della vegetazione, protettrice della ricrescita, della prosperità, della fertilità e del raccolto. Il giglio come metafora di purezza e di innocenza spinse, in epoca vittoriana (1837-1901), a riproporne l’immagine in particolare sulle lapidi delle donne così come, ai nostri giorni, con questo fiore vengono adornate le tombe dei giovani.

Simbolismo religioso

Nella tradizione ebraica e cristiana, il giglio era sinonimo di gioventù, verginità e fertilità. Con l’avvento del Cristianesimo, il fiore bianco ‘Lilium candidum’ – che sbocciava nella tarda primavera e fioriva in estate – diventò conosciuto come ‘giglio della Madonna’, ‘giglio di San Luigi’, o ‘giglio di Sant’Antonio’, sinonimo di castità, purezza e virtù, come testimoniano le scritture della letteratura e l’iconografia religiosa. Fu quindi strettamente associato a numerosi Santi martiri, tra i quali Sant'Antonio da Padova, protettore del matrimonio e patrono della procreazione, rappresentato con questo fiore in mano in nome della sua purezza, nel corpo e nell'anima, e della battaglia che condusse contro il demone fin dall'infanzia. San Giuseppe venne raffigurato tradizionalmente con Gesù Bambino in braccio, mentre teneva in mano un bastone da viandante dal quale sbocciavano dei gigli bianchi, l’unico fiorito miracolosamente tra quelli posti sull'altare, e quindi decisivo per designare lo sposo di Maria, secondo quanto tramandato dal Protovangelo di Giacomo. I tre petali del giglio vennero anche ritenuti simbolici delle tre virtù – fede, speranza e carità – e quindi allusivi alla Sacra Trinità. Simbolo della Passione di Cristo sulla croce e della Santa Rinascita nella primavera della Pasqua cristiana, il giglio fu considerato candido quanto era puro il Salvatore e simile alla tromba dell’Angelo Gabriele che gioioso annuncia la Resurrezione per la sua forma a cono. I gigli rientrarono nel simbolismo religioso floreale delle piante e dei fiori che rappresentarono la vita e le virtù della Madonna nei ‘Giardini di Maria’ medievali. In alcune opere d’arte religiosa di quest’epoca comparve anche il giglio nelle tonalità arancio acceso e rosso brillante che incarnavano l’amore di Dio, anche se talvolta la varietà in giallo venne identificata con la luce divina e quella in viola come sinonimo di umiltà e di castità. Ma era comunque comunemente condivisa l’interpretazione secondo il linguaggio dei fiori: il giglio bianco – sinonimo di innocenza, purezza, rettitudine, fede, santità – venne inserito in numerosi quadri per rappresentare la Madonna e l'Angelo dell'Annunciazione nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento. ‘L'Annunciazione’ – tempera all'uovo su tavola a lunetta dipinta da Fra Filippo Lippi negli anni 1450-1453 – presentò le due figure di profilo. Maria era seduta a testa china, in segno di umile accettazione, nel porticato di un giardino all’italiana recintato e raccolto, conosciuto come ‘hortus conclusus’ per pregare, simbolo artistico della Sacra Verginità perpetua. Un vaso con gigli bianchi, come quelli in mano all’Angelo Gabriele, si stagliava in primo piano sulla balaustra in pietra. Al culmine del Rinascimento, Leonardo da Vinci dipinse ad olio e tempera l‘Annunciazione’ (ca. 1472-1475) dell’Angelo Gabriele che recava il messaggio divino in uno scenario all’aperto, reggendo un giglio bianco con la mano sinistra, simbolo di purezza, mentre con la destra benediceva la Vergine Maria. Anche Sandro Botticelli raffigurò il giglio ne ‘L’Annunciazione’ (1489-1490), una tempera su tavola ambientata in uno spazio interno, seguendo la tradizione. Pare che la Chiesa cattolica romana avesse adottato questo fiore per rappresentare la Beata Vergine Maria sia per il candore dei petali, indicativi di tanta purezza, sia per il colore dorato diffuso al loro interno, che rimandavano a valori supremi. Ma, secondo un’altra versione, questo significato religioso conclamato del giglio in rapporto alla Madonna avrebbe compreso anche il profumo del fiore quale riferimento alla divinità, lo stelo per la fede e le foglie per l’umiltà.

Leggende e usi

Una leggenda tramandava che inizialmente i gigli fossero gialli finché un giorno la Vergine Maria si chinò a raccoglierne uno che, al suo tocco, immediatamente cambiò colore e diventò bianco candido. Del fiore del giglio rosso del Caucaso si narrava invece che fosse bianco puro in origine ma, di colpo, avesse mutato colore e avesse chinato il capo arrossendo dalla vergogna quando Cristo gli si era fermato davanti guardandolo con sorpresa e imbarazzo nel giardino del Getsemani: aveva peccato di presunzione e di orgoglio non inchinandosi a Lui in segno di riverenza, come tutti i suoi simili, proprio per farsi notare per la bellezza straordinaria e per l’intenso profumo. Il Lilium fu citato al primo posto in un elenco di 73 piante ritenute utili per le proprietà medicamentose in un ordine proclamato da Carlo Magno per i palazzi imperiali nell’anno 812. I contadini ponevano i fiori freschi di giglio sotto spirito per ottenere una lozione efficace contro le contusioni. Si preparavano anche delle acque distillate non profumate, visto che non si riusciva ad estrarre dal giglio l’olio essenziale dalla fragranza di mandorle. Il bulbo inodore era impiegato per le proprietà assai emollienti e moderatamente astringenti: allo stato fresco risultava vantaggioso in caso di edemi; bollito in acqua o latte veniva utilizzato ad uso esterno come cataplasma emolliente su infiammazioni e ulcere; era l’ingrediente principale di unguenti disinfiammanti e di antidolorifici da applicare su scottature, ustioni e callosità, ma anche in caso di tendini contratti. L’infusione ottenuta dalla radice del giglio bianco nel vino veniva data da bere per qualche giorno di seguito agli appestati. I bulbi freschi di diverse varietà di giglio sono rimasti nella tradizione culinaria orientale: una volta cucinati assumono un sapore dolciastro che risulta molto gradito soprattutto tra i cinesi e i giapponesi.

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Domande frequenti

  • Qual è il significato simbolico del giglio nel Cristianesimo?
    Nel Cristianesimo, il giglio bianco, noto come 'giglio della Madonna', simboleggia la purezza, la castità, la verginità e la virtù di Maria. La sua forma a tromba ricorda l'annuncio dell'Arcangelo Gabriele, mentre i tre petali rappresentano le virtù teologali: fede, speranza e carità. È spesso associato a santi come Sant'Antonio da Padova e San Giuseppe, diventando un'icona centrale nell'arte sacra, specialmente nelle scene dell'Annunciazione.
  • Come si coltiva correttamente un giglio in giardino?
    I gigli preferiscono terreni sciolti, ben drenati e ricchi di humus, poiché temono i ristagni idrici che possono far marcire il bulbo. Vanno piantati in posizioni soleggiate, idealmente con le radici all'ombra e la cima esposta al sole per favorire la fioritura. Durante il periodo di crescita attiva e fioritura richiedono irrigazioni regolari, mentre dopo la fioritura bisogna ridurre l'acqua. È fondamentale lasciare che le foglie ingialliscano naturalmente prima di tagliare lo stelo, per permettere al bulbo di accumulare energie per l'anno successivo.
  • Il giglio ha proprietà medicinali o tossicità?
    Storicamente, il bulbo di giglio era usato in medicina popolare per le sue proprietà emollienti e astringenti, applicato esternamente su infiammazioni, ulcere e scottature sotto forma di cataplasmi o unguenti. Tuttavia, oggi l'uso interno è sconsigliato: molti gigli ornamentali contengono alcaloidi tossici. Inoltre, il giglio è estremamente pericoloso per i gatti, causando insufficienza renale acuta anche con piccole ingestioni di parti della pianta. Per gli umani, il contatto può causare dermatiti in soggetti sensibili.
  • Perché il giglio è legato al sesto anniversario di matrimonio?
    La tradizione attribuisce al giglio il significato di devozione, fedeltà e amore sublime, valori fondamentali per un matrimonio duraturo. Poiché nell'antichità greco-romana il giglio era parte integrante delle corone nuziali a simboleggiare purezza e abbondanza, questa associazione è perdurata nei secoli. Di conseguenza, regalare gigli al sesto anniversario di matrimonio diventa un gesto che celebra la purezza dei sentimenti originali e la stabilità del legame coniugale raggiunto dopo sei anni.
  • Esistono varietà di giglio commestibili?
    Sì, alcune specie orientali e asiatiche hanno bulbi commestibili, particolarmente apprezzati nella cucina tradizionale cinese e giapponese. I bulbi, una volta cotti, assumono un sapore dolce e una consistenza simile alle noci. Tuttavia, è cruciale identificare correttamente la specie, poiché molte varietà occidentali e ibride moderne sono tossiche. Inoltre, i bulbi raccolti in natura potrebbero contenere contaminanti ambientali, quindi è preferibile acquistarli da fonti certificate per uso alimentare.

Scheda Tecnica

Lilium spp.

Nome scientificoLilium spp.
FamigliaLiliaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineBalcani, Asia occidentale, Mediterraneo orientale
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra
Temperatura minimaVariabile in base alla specie (generalmente rustica)
TerrenoSciolto, drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare durante la fioritura, ridotta dopo
FiorituraPrimavera-Estate (tarda primavera/estate per Lilium candidum)
AltezzaDa 60 cm a oltre 150 cm
ConcimazioneOrganica prima della messa a dimora o fertilizzante specifico per bulbose
PotaturaAsportazione dei fiori appassiti, taglio dello stelo dopo l'appassimento fogliare
MoltiplicazioneBulbilli, scale del bulbo, semi
Malattie e parassitiTripidi, afidi, acari, funghi (botrite, marciume del bulbo)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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