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fitoterapia

ginepro

Pagina dedicata alle proprietà erboristiche, aromatiche ed agli usi degli estratti a base di ginepro

di Redazione

02 agosto 2011

Cos’è

Il ginepro comprende una serie di piante sia arbustive che erbacee, perenni, molto diffuse nelle zone montane e nella zona mediterranea. Il nome botanico di queste piante è Juniperus e appartengono alla famiglia delle Cupressaceae. Esistono molte varietà di ginepro, ognuna con precise caratteristiche morfologiche e usi altrettanto specifici. La più conosciuta è il ginepro comune, il cui nome botanico completo è Juniperus communis L. Questa varietà si presenta come un piccolo arbusto altro tra uno o dieci metri, con altezze medie di circa due metri. Le foglie sono molto strette e a forma di ago di colore verde, i fiori, sia maschili che femminili, sono gialli. I frutti del ginepro sono delle bacche che da verdi diventano viola scuro nella fase di piena maturazione. Le bacche del ginepro sono anche chiamate “galbuli”. Altre varietà di ginepro è il Ginepro sabina, nome botanico Juniperus sabina L, comunemente conosciuto come Sabina, si tratta di un cespuglio meno alto del ginepro comune, ma con le stesse caratteristiche botaniche. Rispetto al ginepro comune, però, possiede la caratteristica di essere velenoso e per tale motivo viene coltivato solo a scopo ornamentale. Stessi usi anche per il ginepro originario del Giappone e della Corea, Juniperus rigida e per le varietà ginepro liscio e rosso. Per produrre legname si usa il Juniperus virginiana conosciuto come il Cedro della Virginia, perché originario dell’America. Le specie ornamentali vengono anche usate per consolidare i terreni sabbiosi e per favorire il rimboschimento. Il ginepro comune è anche conosciuto per l’essenza aromatica contenuta nelle bacche, usata sia in cucina che in fitoterapia. Questa pianta fiorisce a marzo, richiede climi temperati e esposizioni soleggiate o a mezz’ombra. Il terreno del ginepro va innaffiato solo in caso di siccità e concimato ogni due anni. Le bacche si raccolgono in autunno e vanno fatte essiccare all’ombra.

Proprietà

Le bacche del ginepro comune, grandi quanto un pisello, hanno un sapore fortemente acidulo e contengono un olio essenziale da cui dipende proprio il tipico profumo della pianta. Si tratta della gineprina prodotta dalla canfora del ginepro. Altri principi attivi sono le resine, zucchero, acetato di calcio e di potassio. L’olio essenziale delle bacche si estrae per distillazione è ha proprietà antisettiche e battericide. Viene, infatti, usato per le affezioni delle vie respiratorie perché la gineprina agisce da sedativo per tosse e bronchiti e per le affezioni delle vie urinarie, come le cistiti. I principi attivi del ginepro si rivelano utili anche in caso di reumatismi, gotta e calcoli renali, poichè facilitano l’eliminazione dell’acido urico, favorendo la disintossicazione dell’organismo e l’eliminazione delle sostanze tossiche o di scarto. Gli estratti di ginepro comune si rivelano benefici anche per debolezza di stomaco, difficoltà digestive, mancanza di appetito, mestruazioni irregolari e coliche. Possiedono, inoltre, notevoli effetti diuretici. Gli estratti di ginepro hanno anche proprietà cicatrizzanti e lenitive.

Usi

Il ginepro comune si usa sia in cucina che in fitoterapia. Le sue essenze aromatiche sono molto utilizzate per insaporire arrosti di carni o altre pietanze, ma anche per preparare liquori come il gin. Mentre in fitoterapia, le bacche si assumono o fresche o sotto forma di infuso e decotto. L’infuso si prepara aggiungendo 15 grammi di bacche in acqua bollente: la dose consigliata è di 3, 5 tazze al giorno per ottenere effetti diuretici. Il decotto, invece, facilita la digestione, ma siccome può danneggiare i reni si consiglia di assumerlo sotto stretto controllo medico. Aggiunto alla vasca da bagno ha un effetto rinfrescante e tonificante. Le bacche fresche si usano per stimolare l’appetito, per i problemi di stomaco, per la digestione, per l’alito pesante e le afte. La dose è di 5 bacche al giorno. Esiste anche il dosaggio per una terapia settimanale in cui si aggiunge una bacca in più il giorno successivo fino ad arrivare a 15 bacche. Per eliminare i liquidi sottocutanei si usa anche il vino di ginepro o tintura vinosa che si ottiene facendo macerare per sei giorni, 60 grammi di bacche schiacciate, in un litro di vino bianco secco. La dose consigliata è di 10 grammi per due volte al giorno. In caso di gotta, reumatismi, calcoli, coliche, si usano bacche fresche pestate e cotte nell’acqua. Poi si spremono in un sacchetto per raccoglierne il succo che va cotto in un vaso fino a quando non diventa come il miele. La dose consigliata è di un cucchiaino, mattina e sera. Esiste anche lo sciroppo di ginepro, da assumere il caso di artrite: la dose consigliata è da due a cinque cucchiai al giorno. Con le bacche fresche schiacciate si possono fare anche degli impacchi esterni per lenire ferite, ulcere ed eczemi. Si può anche estrarre un unguento per curare la scabbia. Il ginepro bruciato si usa anche come deodorante per ambienti.

Costi dei prodotti

Una confezione di liquore a base di ginepro, ovvero il gin, da un litro, costa circa 10 euro. L’olio essenziale di ginepro ha un costo abbastanza elevato, una confezione da 10 ml costa anche 12 euro. Prodotti a base di ginepro da usare per applicazioni esterne come rinfrescanti e tonificanti costano circa 27 euro.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà terapeutiche delle bacche di ginepro?
    Le bacche di ginepro comune, ricche di olio essenziale (gineprina), resine e zuccheri, esercitano potenti effetti diuretici e depurativi, favorendo l'eliminazione dell'acido urico e delle tossine. Sono indicate per contrastare ritenzione idrica, gotta, reumatismi e calcoli renali. Grazie alle proprietà antisettiche e battericide dell'olio essenziale, aiutano anche nelle affezioni delle vie urinarie (come la cistite) e respiratorie, agendo come sedativo per tosse e bronchiti. Inoltre, gli estratti supportano la digestione, stimolano l'appetito e hanno azione lenitiva sulle mucose.
  • Come si preparano e si assumono gli infusi e i decotti di ginepro?
    Per l'infuso diuretico, versare 15 grammi di bacche in acqua bollente e bere 3-5 tazze al giorno. Il decotto, ottenuto bollendo le bacche, favorisce la digestione ma può risultare aggressivo per i reni: va assunto esclusivamente sotto stretto controllo medico. Per uso interno generale, si possono consumare direttamente 5 bacche fresche al giorno. Esiste anche una terapia progressiva settimanale che prevede l'aggiunta di una bacca in più ogni giorno, fino a raggiungere 15 bacche quotidiane, sempre previa valutazione medica.
  • In quali ambiti culinari e domestici si utilizza il ginepro?
    In cucina, le bacche aromatiche sono essenziali per insaporire arrosti di carne selvaggina e domestica, piatti a base di cavoli e formaggi stagionati. Sono l'ingrediente fondamentale per la produzione del gin. Domestico, il legno di ginepro bruciato funziona come ottimo deodorante naturale per ambienti. In ambito erboristico, gli estratti vengono talvolta aggiunti ai bagni per un effetto rinfrescante e tonificante sulla pelle, sfruttando le proprietà antisettiche e lenitive della pianta.
  • Esistono controindicazioni o rischi legati all'uso del ginepro?
    Sì, l'uso del ginepro richiede cautela. Alcune specie, come il Ginepro sabino (Juniperus sabina), sono tossiche e non commestibili. Anche il ginepro comune, se usato in eccesso o per periodi prolungati, può irritare i reni, specialmente in caso di nefriti acute o insufficienza renale. Il decotto è particolarmente delicato e necessita di supervisione medica. Non è consigliato durante la gravidanza. È fondamentale distinguere tra le specie commestibili (come J. communis) e quelle ornamentali velenose per evitare intossicazioni.
  • Come si raccolgono e conservano le bacche di ginepro?
    La raccolta avviene in autunno, quando le bacche (galbuli) raggiungono la completa maturazione, assumendo un colore viola scuro. Una volta raccolte, le bacche devono essere essiccate all'ombra per preservarne i principi attivi e l'aroma. Possono essere conservate intere in recipienti ermetici per lunghi periodi. Per utilizzi immediati o specifici (come impacchi o consumo diretto), si possono usare anche fresche, ma la conservazione corretta garantisce una maggiore efficacia fitoterapica.

Scheda Tecnica

Juniperus communis L.

Nome scientificoJuniperus communis L.
FamigliaCupressaceae
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineZone montane e area mediterranea
EsposizioneSoleggiata o mezz'ombra
TerrenoPreferibilmente drenante, tollera la siccità
IrrigazioneSolo in caso di siccità
FiorituraMarzo
AltezzaDa 1 a 10 metri (media 2 m)
ConcimazioneOgni due anni
Difficoltà di coltivazioneFacile