camomilla romana

fitoterapia

Camomilla romana

La camomilla romana presenta notevoli proprietà terapeutiche, in alcuni casi possono risultare simili a quelle della camomilla comune, ma che si differenziano per un'attività meno pesante

di Redazione

06 giugno 2016

Caratteristiche

La pianta di camomilla romana fa parte della famiglia delle Asteracee e il suo nome scientifico è “Anthemis nobilis L.”. Si tratta di una pianta erbacea poliennale che presenta un fusto estremamente ramificato e che raggiunge un'altezza massima di 30-40 centimetri. Le foglie presentano una forma appuntita e sono piuttosto sottili e brevi; i fiori, invece, si sviluppano sotto forma di capolini con un tradizionale colore giallo al centro, mentre diventano bianchi nella parte esterna e possono vantare un notevole odore aromatico. La camomilla romana viene utilizzata sopratutto nell'industria liquoristica e anche in erboristeria. Infine, bisogna sottolineare come la camomilla romana non è in alcun modo originaria della campagna romana, non presentano nemmeno una provenienza dalla flora italica. Infatti, il nome “romana” è stato attribuito in virtù della sua qualità superiore in confronto alla camomilla volgare.

Coltivazione

La camomilla romana predilige tutti quei luoghi particolarmente soleggiati, mentre, al contrario, non sopporta in alcun modo le correnti d'aria o i venti eccessivi invernali. La camomilla romana presenta una particolare predilezioni per i terreni freschi (sia moderatamente asciutti sia quelli umidi), ma al contrario non riesce proprio a sopportare i terreni aridi, compatti e a reazione acida. Si tratta di una pianta che riesce a vegetare con ottimi risultati sui terreni sciolti, sabbiosi e ben drenati. La camomilla romana non sopporta le stagioni troppo calde e asciutte, mentre i fiori temono l'umidità notturna. La coltura di camomilla romana presenta la necessità di ricevere un buon numero di irrigazioni, che si devono effettuare sopratutto prima del momento in cui avviene la fioritura o, in ogni caso, in seguito alla raccolta dei capolini.

Principi attivi

I principali componenti della camomilla romana sono i seguenti: olio essenziale, esteri acido angelico, tigilico, isobutirrico, lattoni sesquiterpenici (ovvero delle sostanze particolarmente amare) polifenoli, acido caffeico e derivati, flavonoidi e cumarine.

Proprietà

La camomilla romana presenta notevoli proprietà terapeutiche, che in alcuni casi possono risultare simili a quelle della camomilla comune, ma che si differenziano per un'attività meno pesante; inoltre, pare che sia anche in grado di svolgere una notevole azione emmenagoga. La camomilla romana può vantare un'azione farmacodinamica, nonostante sia meno evidente rispetto ad altre specie, e indicazioni praticamente analoghe a quelle della camomilla Matricaria (antiflogistica, antispasmodica, carminativa). Si tratta di un ottimo spasmolitico nella dismenorrea. La camomilla romana può essere utilmente sfruttata nel trattamento che combatte la dispepsia e il meteorismo, come ottimo spasmolitico degli stati spastici del sistema gastrointestinale (fondamentale l'azione dei flavonoidi). Inoltre, per merito dell'ottima azione antibatterica e sfiammante, permette di svolgere un ruolo molto utile per quanto riguarda il lavaggio di ferite (infuso al 3%) e anche come collutorio. L'acqua distillata di camomilla romana si caratterizza per essere sfruttata per dei bagni oculari e lozioni palpebrali o cutanee. L'olio di camomilla romana, invece, viene realizzato dopo avere scaldato a b.m. Per qualche ora circa 30 g di capolini in 100 g di olio: svolge essenzialmente una funzione frizionante nei confronti dei dolori articolari, nevralgie e coliche. E' particolarmente facile intuire come l'azione antinfiammatoria svolta da questa pianta, per via del basso quantitativo presente di azulene e per l'assenza di bisabololo nell'olio essenziale, sia sostenuta essenzialmente dai flavonoidi e dai germacranolidi.

Uso

Il fiore della camomilla romana viene utilmente sfruttato per la preparazione di infusi, che si devono assumere mezz'ora prima dei pasti, sopratutto nel caso in cui sia necessario curare gastriti croniche con atonia e pesantezza postprandiale. Si tratta di una pianta che è in grado di stimolare l'appetito e gli estratti di camomilla romana possono trovare un largo impiego elettivo all'interno di prodotti cosmetici che sono essenzialmente dedicati al trattamento di pelli delicate. Tra i vari prodotti presenti in erboristeria, possiamo trovare anche le gocce di camomilla romana, che si possono assumere per via interna con due gocce accompagnate da miele o zucchero di canna sotto la lingue e per tre vole al giorno nei casi disturbi nervosi e di parassitosi a livello intestinale. Nei casi di stress o anche in quelle situazioni di choc emotivo, il consiglio è quello di assumere tre gocce di camomilla romana sul plesso solare, che aiuteranno a far scomparire rapidamente il disturbo nervoso.

Controindicazioni

La letteratura, fino a questo momento, non ha segnalato alcun tipo di effetto secondario e tossico per quanto riguarda le dosi terapeutiche, tranne nel caso in cui non sia presente una particolare sensibilità a livello individuale. Infatti, si deve sottolineare come solamente in soggetti predisposti, per somministrazioni prolungate e posologie elevate, la pianta può provocare numerosi disturbi dal punto di vista gastrico da iperacidità.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra camomilla romana e comune?
    La camomilla romana (Anthemis nobilis) si distingue dalla comune (Matricaria chamomilla) principalmente per la sua attività terapeutica meno 'pesante' e per la presenza di principi attivi diversi. Mentre la comune è nota per l'azulene e il bisabololo, la romana contiene flavonoidi e germacranolidi che ne sostengono l'azione antinfiammatoria. Inoltre, la romana è una pianta perenne con portamento più cespuglioso e fiori leggermente diversi, ed è storicamente considerata di qualità superiore, tanto da averle valso il nome 'romana', pur non essendo originaria della regione.
  • Come si coltiva correttamente la camomilla romana?
    Questa pianta richiede posizioni soleggiate ma riparate dai venti invernali freddi. Il terreno ideale deve essere fresco, sciolto, sabbioso e perfettamente drenato; evita assolutamente terreni compatti, aridi o acidi. È fondamentale fornire irrigazioni regolari, specialmente prima della fioritura e dopo la raccolta dei fiori, poiché la pianta teme la siccità estrema e l'eccessiva umidità notturna sui fiori. Non tollera bene le ondate di calore intenso e secco.
  • Per quali problemi di salute è indicata la camomilla romana?
    È un valido spasmolitico utilizzato contro la dismenorrea (dolori mestruali), la dispepsia, il meteorismo e i disturbi gastrici come gastriti croniche e atonia. Grazie alle sue proprietà antiflogistiche e antibatteriche, è efficace per il lavaggio di ferite superficiali e come collutorio. In ambito cosmetico, lenisce le pelli delicate. Le gocce sublinguali aiutano contro disturbi nervosi, stress e parassitosi intestinali, mentre l'olio è usato per massaggi contro nevralgie e dolori articolari.
  • Come si preparano e usano i rimedi a base di camomilla romana?
    Gli infusi vanno assunti mezz'ora prima dei pasti per migliorare la digestione. Per uso interno nervoso, si impiegano 2-3 gocce di estratto liquido sotto la lingua, 3 volte al giorno, eventualmente con miele. Per shock emotivi, si applicano 3 gocce sul plesso solare. Per uso topico, esiste acqua distillata per bagni oculari e lozioni, oppure un olio ottenuto macerando i fiori in olio vegetale per frizioni su dolori muscolari. L'infuso al 3% è indicato per lavaggi antisettici.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali?
    In genere, la camomilla romana è ben tollerata e la letteratura non segnala effetti tossici alle dosi terapeutiche normali. Tuttavia, soggetti particolarmente sensibili potrebbero avvertire disturbi gastrici da iperacidità se assumono la pianta per lunghi periodi o a dosi elevate. Come per molte piante officinali, è consigliata cautela in caso di gravidanza, allattamento o terapie farmacologiche concomitanti, consultando sempre un professionista sanitario.

Scheda Tecnica

Anthemis nobilis L.

Nome scientificoAnthemis nobilis L.
FamigliaAsteracee
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineNon originaria della Campania/Italia; nome dovuto a qualità superiore rispetto alla volgare
EsposizioneSoleggiata, riparata da venti invernali forti
Temperatura minimaNon sopporta stagioni troppo calde e asciutte; teme l'umidità notturna sui fiori
TerrenoFresco, sciolto, sabbioso, ben drenato; pH neutro o alcalino (non ama acido/compatto)
IrrigazioneRegolare, soprattutto prima della fioritura e dopo la raccolta
FiorituraCapolini gialli centrali e bianchi esterni; aroma aromatico
Altezza30-40 cm
PotaturaTaglia dei capolini dopo la raccolta per favorire nuova vegetazione
Malattie e parassitiTema marciumi radicali per ristagno idrico; sensibile a condizioni aride
Difficoltà di coltivazioneMedia - richiede terreno specifico e protezione da vento/calore eccessivo

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