alchechengi

fitoterapia

alchechengi

L’alchechengi è una pianta che presenta proprietà diuretiche e depurative, che vengono utilizzate, in particolar modo, per combattere la ritenzione urinaria.

di Redazione

30 giugno 2011

Caratteristiche

L’Alchechengi (detto anche alchechengio) è una pianta perenne che presenta la particolarità di produrre delle bacche commestibili e fa parte famiglia delle Solanacee (la stessa del pomodoro e della patata). L’alchechengi ha delle origine europee ed asiatiche ed è coltivata fin dai tempi antichi per vai delle sue proprietà omeopatiche e medicinali. Questa pianta erbacea viene coltivata come annuale ed è ritenuta una delle migliori per uso ornamentale. Non è, infatti, una coincidenza che i fiori dell’alchechengi si possano conservare, nel corso della stagione invernale, all’interno di vasi senza acqua, in maniera tale da poter disporre di un’ottima decorazione per diversi ambienti della propria abitazione. Il fusto dell’alchechengi è particolarmente flessibile e può vantare la caratteristica di arrivare ad un’altezza anche pari a settanta centimetri; inoltre, le foglie hanno una forma a punta e sono ricoperte di una sottile peluria. L’alchechengi è una pianta che viene apprezzata anche per i suoi frutti, del tutto commestibili, ovvero delle bacche di colore rosso, che hanno le stesse dimensioni di una ciliegia, con una particolare forma a lanterna. I frutti dell’alchechengi vengono raccolti solamente ad avvenuta maturazione, ovvero nel corso del mese di agosto: il sapore di questi frutti, ricchi di vitamina C e carotenoidi, è piuttosto acidulo, ma del tutto gradevole. Inoltre, i frutti dell’alchechengi si caratterizzano per denotare notevoli proprietà rinfrescanti e diuretiche.

Coltivazione

L’alchechengi deve essere seminata nel corso del periodo compreso tra il mese di febbraio e quello di marzo e deve essere trapiantato in piena terra ad aprile. Lo sviluppo di questa pianta si deve essenzialmente all’esposizione non diretta ai raggi solari, ma riesce a sopportare ottimamente anche le stagioni in cui le temperature si abbassano: per quest’ultima ragione, può essere coltivata anche all’interno di ambienti esterni. Dato che l’alchechengi , come detto in precedenza, è una pianta erbacea perenne, si adatta molto bene anche alla coltivazione all’interno di piccoli giardini. L’alchechengi deve, per forza di cose, subire una concimazione nel corso della stagione vegetativa: tale operazione deve avvenire con la somministrazione di fertilizzante (per piante fiorite) ad intervalli mensili; non dobbiamo dimenticare come questa pianta abbia bisogno di un’irrigazione piuttosto frequente nel corso della stagione estiva.

Principi attivi

All’interno dell’alchechengi possiamo trovare l’acido citrico, mucillagini, tannini e altri principi amari, ma è anche una fonte di ferro, niacina e provitamina A. Dell’alchechengi si utilizzano soprattutto i frutti secchi, mentre quelli freschi devono essere consumati con una certa attenzione e, soprattutto, moderazione.

Proprietà

L’alchechengi è una pianta che presenta proprietà diuretiche e depurative, che vengono utilizzate, in particolar modo, per combattere la ritenzione urinaria, ma risulta molto utile anche in tutti quei casi di nefriti, gotta, calcoli renali e vescicali e in ogni forma e malessere che interessa l’apparato urinario. Per tutte le preparazioni erboristiche viene sfruttato il frutto essiccato dell’alchechengi, ma ogni tipo di parte verde non deve assolutamente essere utilizzato per la concentrazione eccessiva di alcaloidi. All’interno dei frutti di alchechengi si può trovare una quantità davvero molto elevata di vitamina C, al punto che è in grado di sostituire senza particolari problemi gli integratori di vitamina C che vengono fatti assumere ai bambini. Inoltre, per merito della presenza dei tannini, si tratta di frutti che permettono di svolgere un’azione ancora più astringente in tutti quei casi di diarrea, soprattutto nel corso delle prime epidemie di influenza che coinvolgono anche l’intestino.

Utilizzo

La pianta di alchechengi viene sfruttata, in modo particolare, nella sua varietà commestibile coltivata, che si può trovare con relativa facilità all’interno dei negozi di frutta. Le proprietà benefiche dell’alchechengi si caratterizzano per concentrarsi soprattutto nella specie spontanea, che presenta dei frutti di colore diverso. Per uso interno i frutti dell’alchechengi si caratterizzano per essere un ottimo diuretico, antiurico e depurativo; inoltre, si può sfruttare anche l’infuso (3 grammi in 100 ml di acqua) da assumere due volte al giorno (mattino e sera), mentre la tintura vinosa (3 grammi in 100 m di vino bianco, con una macerazione di 10 giorni), deve essere assunta con un bicchierino ogni giorno, nella mattinata, rigorosamente a digiuno. Per quanto riguarda l’uso esterno, si sfruttano molto le compresse imbevute di decotto di alchechengi per combattere le pelli arrossate. Per il momento, si possono trovare dei prodotti a base di alchechengi nel campo della cosmetica, come ad esempio delle particolari creme che permettono di svolgere un trattamento per gli occhi e, nella maggior parte dei casi, il loro costo va da un minimo di 15 euro, fino ad un massimo di 30-40 euro per ciascun prodotto.

Domande frequenti

  • Quali parti dell'alchechengi sono sicure da usare?
    Si utilizzano esclusivamente i frutti secchi o, con molta cautela, quelli freschi. È fondamentale evitare qualsiasi parte verde della pianta, inclusi fusti e foglie, poiché contengono alcaloidi tossici in concentrazioni elevate. I frutti maturi, racchiusi nel calice cartaceo, sono commestibili e ricchi di vitamine, ma il consumo deve essere moderato per evitare effetti collaterali dovuti agli acidi presenti.
  • Come si prepara l'infuso di alchechengi per le vie urinarie?
    Per preparare l'infetto diuretico e depurativo, utilizzare 3 grammi di frutti secchi di alchechengi per ogni 100 millilitri di acqua bollente. Lasciare in infusione per qualche minuto, filtrare e assumere due volte al giorno, preferibilmente al mattino e alla sera. Questo preparato aiuta a contrastare la ritenzione idrica, le nefriti lievi e favorisce l'eliminazione delle scorie metaboliche attraverso le urine.
  • A cosa serve la tintura vinosa di alchechengi?
    La tintura vinosa si ottiene lasciando macerare 3 grammi di frutti secchi in 100 millilitri di vino bianco per dieci giorni. Si assume un bicchierino al giorno, rigorosamente a digiuno al mattino. Questa preparazione sfrutta l'alcol come solvente per estrarre i principi attivi, risultando efficace come antiurico e depurativo, utile in caso di gotta e calcoli renali o vescicali.
  • Quali benefici offrono i frutti freschi di alchechengi?
    I frutti freschi sono ricchi di vitamina C, carotenoidi e acido citrico, offrendo proprietà rinfrescanti e digestive. Grazie ai tannini contenuti, esercitano un'azione astringente utile contro la diarrea, specialmente nelle fasi iniziali di influenze intestinali. Tuttavia, il loro sapore acidulo richiede un consumo moderato. Possono anche essere usati esternamente sotto forma di decotto per lenire le pelli arrossate.
  • Quando e come si coltiva l'alchechengi?
    La semina avviene tra febbraio e marzo, con successivo trapianto in piena terra ad aprile. La pianta tollera bene il freddo e non necessita di sole diretto, adattandosi anche a posizioni parzialmente ombreggiate. Richiede irrigazioni frequenti d'estate e una concimazione mensile con fertilizzante per piante fiorite durante la stagione vegetativa. Pur essendo perenne, viene spesso trattata come annuale nei giardini domestici.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaErbacea perenne (coltivata spesso come annuale)
OrigineEuropa e Asia
EsposizioneNon diretta ai raggi solari, tollera il freddo
TerrenoAdatto a piccoli giardini
IrrigazioneFrequente, specialmente in estate
FiorituraPrimavera-Estate (frutti maturano ad agosto)
AltezzaFino a 70 cm
ConcimazioneMensile con fertilizzante per piante fiorite durante la stagione vegetativa
MoltiplicazioneSemina (febbraio-marzo) e trapianto (aprile)
Difficoltà di coltivazioneFacile