melanzana

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Melanzane

In questo articolo si parla delle melanzane. Si descrivono le caratteristiche e si danno consigli su coltivazione, terreno preferito, concimazione, raccolta. Si informa sui parassiti e sulle diverse varietà della pianta esistenti.

di Redazione

09 febbraio 2011

La melanzana

La melanzana, nome comune per solanum melongena, appartenente alla famiglia delle Solanacee è una pianta estiva assai esigente di calore e molto sensibile alle temperature rigide. La sua coltivazione in Italia si concentra in particolar modo nelle regioni del centro e del sud. In Sicilia, soprattutto, la sua diffusione è ampia e la melanzana è considerata come un dono particolarmente gradito della terra, utilizzata abbondantemente nella cucina in vari e appetitosi modi, soprattutto fritta. Presente in innumerevoli ricette, il suo utilizzo è tuttavia preceduto obbligatoriamente dalla cottura. La melanzana non si mangia infatti cruda, ha un sapore fastidioso al palato e una presenza di solanina che la rende tossica. In Europa è consumata in particolare in Italia, in Spagna e in Grecia. La pianta è utilizzata dunque per i suoi frutti. Questi consistono nelle note bacche di grande dimensione dal colore viola più o meno scuro, ma anche bianche. La forma della melanzana è ovale, più o meno allungata.

Coltivazione

La semina della melanzana va fatta tra gennaio e febbraio nelle regioni centro- meridionali, o a marzo in quelle più fredde. Questa va effettuata o in letto caldo, o in semenzaio. La temperatura deve aggirarsi ai 20 gradi e, per metro quadrato del semenzaio, bastano soltanto uno o due semi per ottenere un buon risultato di cerscita per anche più di 100 metri quadri di campo. Trascorsi quasi tre mesi dalla semina è possibile effettuare il successivo trapianto. Già a partire dal mese di maggio, per le regioni più calde, mentre per quelle dal clima più rigido è bene aspettare giugno, senza più il timore che arrivino dannose gelate. Le piantine vanno dunque poste in appositi solchi direzionati a est-ovest. La distanza da mettere è di circa 70 centimetri fra le file e di mezzo metro circa fra le piante della stessa fila.

Produzione del seme

Per quanto riguarda la produzione del seme della melanzana è necessario mantenere sulle piante che sembrano più forti i prime tre frutti maturati che, in seguito, si staccheranno nella loro prolungata maturazione e si porranno sotto il sole per seccarli. Successivamente, da questi frutti saranno prelevati i semi che si faranno asciugare riparati all'ombra e dunque saranno collocati in apposito spazio per la conservazione. Da una singola bacca è possibile procurarsi una ventina di semi circa.

Terreno

Il terreno preferito dalla melanzana è di medio impasto, fertile e sciolto, assai ricco di sostanza organica. Importante per uno sviluppo florido della pianta un'ottima esposizione. La melanzana, come si è detto, è decisamente esigente per le questioni di clima ed è favorita nella crescita da alte temperature, che si aggirino sui 15 gradi della notte e i 25 del giorno. In caso di sbalzi termici la melanzana avrà seri problemi nel proprio sviluppo. Un' ottima crescita si ha invece anche in coltivazioni nelle aree litoranee in virtù dell'alta tolleranza della pianta alla salinità anche elevata dei terreni, così come alla continuata presenza di venti salsi.

Concimazione

La melanzana ha abbondanti necessità di sostanza organica. E' consigliabile arricchire il terreno con 400 chilogrammi di letame o composto per 100 metri quadri della superficie, da interrare durante la preparazione. In seguito al trapianto una distribuzione di macerato di ortica diluito al 20- 25 % avrà senza dubbio effetti benefici per la crescita della pianta.

Raccolta

La raccolta avviene da maggio fino a ottobre, prima della maturazione e dell'indurimento della polpa del frutto. Una pianta ben cresciuta e curata può arrivare anche a una produzione di 1 chilogrammo di frutti. 300 Kg di melanzane si producono all'incirca ogni 100 metri quadri.

Parassiti

La melanzana soffre dei parassiti tipici delle Solanacee, come i tripidi, il ragnetto rosso, le cimici, gli afidi. E' consigliabile non operare con una semina a file particolarmente fitte, al fine di scongiurare i ristagni dell'umidità ed evitare dunque eventuali marciumi basali o la botrite. Inoltre problemi di umidità o di arieggiamento scarso condurranno pressoché inevitabilmente alla comparsa di un fungo, detto alterniosi, che si mantiene sui semi infetti. Questo attacca le piante mature, causando macchie e lacerazioni sia sulle foglie che sui frutti. In presenza del fastidioso fungo è consigliabile intervenire con i sali di rame.

Consociazioni

La melanzana si associa molto favorevolmente alle piante di finocchio, cavolo e insalata.

Varietà

Esistono diverse varietà di melanzana dal minore o maggior pregio alimentare. Tra le più diffuse e rilevanti ricordiamo la violetta nana, solitamente pianta assai precoce, non molto utilizzata in cucina a causa del suo non rilevante peso qualitativo. La violetta lunga, altresì detta violetta di Palermo o violetta di Napoli, assai nota e utilizzata nel sud-Italia, dalla forma oblunga e un caratteristico colore violetto scarlatto. C'è poi la rotonda grossissima di New York, assai diffusa, dalla forma ovale e il tipico colore viola scuro, molto comune e presente anche nei banconi dei mercati e diffusissima per il suo consumo alimentare. Annotiamo infine la melanzana di murcia, dalla caratteristica presenza di spine sia sul fusto che sulle foglie.

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Domande frequenti

  • Perché la melanzana non si può mangiare cruda?
    La melanzana non è commestibile allo stato crudo perché contiene solanina, una sostanza tossica per l'uomo in quantità significative. Inoltre, il suo sapore naturale risulta sgradevole e amaro al palato. Per renderla sicura e gustosa, è indispensabile cuocerla tramite bollitura, frittura, griglia o forno. La cottura neutralizza la tossicità e migliora notevolmente la texture e il gusto del frutto, rendendolo adatto a numerose preparazioni culinarie.
  • Quando e come si seminano le melanzane?
    La semina va effettuata in semenzaio o letto caldo tra gennaio e febbraio nelle regioni centrali e meridionali, oppure a marzo nelle zone più fredde. È sufficiente posizionare uno o due semi per metro quadrato mantenendo una temperatura di circa 20 gradi. Dopo circa tre mesi, quando le piantine sono robuste, si procede al trapianto in piena terra, generalmente da maggio nelle zone calde a giugno dove ci sono rischi di gelate tardive.
  • Quali sono le migliori consociazioni per la melanzana?
    La melanzana cresce favorevolmente in associazione con finocchi, cavoli e lattughe (insalate). Queste consociazioni possono aiutare a ottimizzare lo spazio e sfruttare sinergie naturali. Evita invece di piantarla vicino a patate o pomodori, poiché condividono le stesse malattie e parassiti tipici delle Solanacee, aumentando il rischio di infezioni diffuse come l'alternariosi o attacchi di afidi e ragnetto rosso.
  • Come si raccolgono e conservano i semi di melanzana?
    Per produrre semi, seleziona i primi tre frutti maturati sulle piante più vigorose e lasciali seccare completamente al sole. Una volta secchi, estrai i semi dall'interno della bacca. Asciugali ulteriormente all'ombra per prevenire muffe e conservali in un luogo fresco e asciutto. Da una singola bacca matura è possibile ricavare circa venti semi validi per future semine.
  • Quale terreno e concimazione sono ideali per la melanzana?
    La melanzana preferisce terreni di medio impasto, fertili, sciolti e ricchi di sostanza organica. Prima della messa a dimora, interra circa 400 kg di letame o compost per 100 metri quadri. Dopo il trapianto, apporta macerato di ortica diluito al 20-25% per favorire la crescita. La pianta tollera bene anche la salinità, crescendo bene in aree litoranee ventilate.

Scheda Tecnica

Solanum melongena

Nome scientificoSolanum melongena
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineAsia tropicale/subtropicale
EsposizionePieno sole, caldo
Temperatura minima15°C notturni / 25°C diurni
TerrenoFertile, sciolto, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate
AltezzaVariabile (es. Violetta nana)
ConcimazioneLetame/compost prima della messa a dimora; macerato di ortica dopo il trapianto
PotaturaNon richiesta (rimozione eventuale polloni basali)
MoltiplicazioneSemina in semenzaio (gen-mar) e trapianto (mag-giu)
Malattie e parassitiTripidi, ragnetto rosso, cimici, afidi, alternariosi, marciumi basali, botrite
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (sensibile al freddo e all'umidità)

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