finocchi

ortaggi

Finocchio

In questo articolo spiegheremo la coltivazione del finocchio, il terreno adatto, il clima, le malattie e le curiosità

di Redazione

31 agosto 2010

Il Finocchio

Il finocchio è una pianta ombrellifera coltivata soprattutto nelle regioni centrali e meridionali del nostro paese. Le radici del finocchio sono composte da un fittone ramificato e non penetrano molto profondamente nel terreno di coltivazione. Le foglie si presentano con guaine di notevole larghezza, consistenza carnosa, sovrapposte in modo da formare il grumolo (il finocchio) che può avere una larghezza fino a quindici centimetri e un peso fino a seicento grammi. I fiori del finocchio sono ermafroditi e l’impollinazione avviene tramite insetti, di piccole dimensioni, hanno petali di colore giallo e cinque stami. Il frutto è un diachenio che può avere varie forme, colore giallo-bruno.

Ambiente ed esposizione

Il finocchio non ha particolari esigenze di coltivazione, preferisce climi miti e temperature non eccessivamente basse.

Terreno

Il terreno ideale per la coltivazione di questa pianta è di medio impasto, ricco di sostanza organica e fresco. Questo terreno, qualche mese prima di procedere con la semina, va vangato ad una profondità di circa quaranta centimetri e arricchito con dello stallatico maturo. Con la terra del solco precedente, si coprirà il solco fertilizzato successivo.

Semina e trapianto

La pianta del finocchio si moltiplica per seme. Il momento più opportuno per procedere con questa operazione può variare a seconda del clima, ma comunque il migliore è in piena estate. La semina può essere fatta in piena terra oppure in semenzaio; essa viene fatta a spaglio e i semi vanno ricoperti con un leggero strato di terra. In caso di semina in semenzaio, le piantine saranno pronte per essere trapiantate in piena terra quando avranno raggiunto un’altezza di circa quattordici centimetri e dovranno esse distanziate di circa venticinque centimetri l’una dall’altra, mentre la distanza tra le file dovrà essere di circa sessanta. Operazione molto importante, prima di procedere con il trapianto, sarà quella di eliminare le piantine più deboli per lasciare spazio a quelle più robuste.

Annaffiature

Il finocchio necessita di annaffiature regolari soprattutto nei periodi più caldi, l’importante sarà non esagerare con l’apporto di acqua per non creare ristagni idrici che potrebbero provocare marciumi.

Concimazione

Se con la preparazione e vangatura del terreno sarà stata effettuata una buona fertilizzazione e concimazione, non ci sarà bisogno di apportarne di ulteriori.

Rincalzatura

Un’operazione molto importante per la coltivazione del finocchio, è quella della rincalzatura che si effettua rimuovendo la terra posta tra le file e posizionarlo alla base delle piante.

Raccolta

La raccolta del finocchio viene fatta a scalate dopo circa novanta giorni dalla semina; il finocchio (grumolo) va raccolto nel momento in cui ha raggiunto l’esatta grandezza che cambia a seconda della varietà.

Fiori

I fiori della pianta del finocchio presentano petali gialli, sono di piccole dimensioni ed ermafroditi; in genere sbocciano durante il periodo estivo, mentre i semi maturano in settembre.

Malattie e parassiti

Una delle malattie più ricorrenti provocate da funghi è la batteriosi che porta la pianta al marciume; per evitarne la comparsa sarà opportuno non esagerare con l’apporto di acqua per non incorrere a ristagni idrici. Altre possono essere: la peronospora, la fitoftora, la moria delle piantine, la rizottoniosi. Tra i parassiti ricordiamo gli afidi, le nottue e le lumache.

Varietà

Le varietà di finocchio le possiamo dividere, in base alla zona di maggior coltivazione, in finocchio nostrale e finocchio grosso d’Italia. Il primo è presente soprattutto nell’Italia centro-nord e alcuni nomi possono essere: il Dolce di Firenze, di Bologna, Romano ecc.; il secondo lo troviamo soprattutto nelle zone meridionali: il Grosso di Sicilia, il Gigante di Napoli ecc. A secondo del gusto, possiamo dividerlo in: dolce, in questo caso la parte consumata sarà solamente il grumolo, e l’amaro, di cui si mangeranno maggiormente germogli e foglioline.

Curiosità

Il finocchio, oltre ad essere molto usato in cucina per preparare insalate ed altri piatti, possiede anche molte proprietà utili alla nostra salute. In caso di pasti molto abbondanti può essere usato come digestivo. Risulta molto utile a chi soffre di meteorismo, infatti ha la capacità di ridurre la fermentazione all’interno dell’intestino, sfavorendo la produzione di gas. Studi medici hanno riscontrato che l’olio a base di semi di finocchio è molto utile contro le coliche nei bambini piccoli. L’olio essenziale ricavato dal finocchio aiuta a ridurre i dolori provocati dalla sindrome del colon irritabile. Altre proprietà molto famose del finocchio sono quella depurativa e diuretica. Finora vi abbiamo parlato dei pregi e delle proprietà del finocchio, esistono però anche delle controindicazioni: a causa della sua azione lievemente estrogena, non deve essere dato alle donne che già non possano prendere la pillola anticoncezionale, è sconsigliato anche a chi soffre di alterazioni di coagulazioni del sangue, a chi è affetto da tumore alla mammella e in gravidanza.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le migliori varietà di finocchio da coltivare?
    Le varietà si distinguono principalmente in due gruppi geografici e gustativi. Il 'finocchio nostrale', tipico del Centro-Nord, include cultivar come il Dolce di Firenze, di Bologna e Romano, caratterizzati da un sapore più delicato. Il 'finocchio grosso d'Italia', diffuso al Sud, comprende il Grosso di Sicilia e il Gigante di Napoli, spesso più grandi e vigorosi. Inoltre, si classificano in base al gusto: le varietà dolci si consumano prevalentemente sotto forma di grumolo, mentre quelle amare vengono utilizzate maggiormente per germogli e foglioline.
  • Come e quando si semina il finocchio?
    Il finocchio si moltiplica esclusivamente per seme. Il periodo ottimale è la piena estate, anche se può variare leggermente in base al clima locale. La semina può avvenire direttamente in piena terra o in semenzaio. In entrambi i casi, i semi si distribuiscono a spaglio e vengono ricoperti da un sottile strato di terra. Se si usa il semenzaio, le piantine andranno trapiantate in orto quando raggiungono circa 14 cm di altezza, mantenendo una distanza di 25 cm tra le piante e 60 cm tra le file, eliminando preventivamente quelle più deboli.
  • Quali cure richiede il finocchio durante la crescita?
    Il finocchio richiede poche cure specifiche ma essenziali. Fondamentale è la rincalzatura: consiste nel rimuovere terra dalle interfile e accumularla alla base delle piante per favorire la formazione del grumolo carnoso. Le irrigazioni devono essere regolari, specialmente d'estate, ma mai eccessive per prevenire ristagni idrici che causano marciumi. Per quanto riguarda la concimazione, se il terreno è stato preparato mesi prima con vangatura e stallatico maturo, solitamente non servono apporti aggiuntivi successivi.
  • Quando e come si raccoglie il finocchio?
    La raccolta avviene a scalare, generalmente circa 90 giorni dopo la semina. Non esiste un'unica data fissa perché dipende dalla varietà coltivata. Bisogna osservare il grumolo: va raccolto quando ha raggiunto la dimensione corretta per quel specifico ibrido, evitando che diventi troppo duro o legnoso. Una raccolta tempestiva garantisce la massima tenerezza e sapore. È consigliabile controllare regolarmente le piante man mano che procedono le settimane post-semina.
  • Quali sono le proprietà benefiche e le controindicazioni del finocchio?
    Il finocchio è ottimo digestivo, riduce il meteorismo diminuendo la fermentazione intestinale e ha effetti depurativi e diuretici. L'olio di semi è utile contro le coliche neonatali e i dolori del colon irritabile. Tuttavia, presenta controindicazioni: avendo un'azione lievemente estrogena, sconsigliato a donne che assumono contraccettivi ormonali, a chi soffre di disturbi della coagulazione, tumori mammari o in gravidanza. Consultare sempre un medico prima di usi terapeutici mirati.

Scheda Tecnica

Foeniculum vulgare

Nome scientificoFoeniculum vulgare
FamigliaApiacee (Umbellifere)
Tipo di piantaOrtaggio biennale coltivato come annuale
OrigineRegioni mediterranee, Italia centrale e meridionale
EsposizionePieno sole, climi miti
Temperatura minimaNon sopporta gelate intense
TerrenoMedio impasto, ricco di sostanza organica, fresco, ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni idrici
FiorituraEstiva
AltezzaVariabile, il grumolo raggiunge fino a 15 cm di diametro
ConcimazionePreparazione del terreno con stallatico maturo; generalmente sufficiente
PotaturaNessuna richiesta specifica, solo eliminazione piantine deboli
MoltiplicazioneSemina (spaglio) in piena estate o semenzaio
Malattie e parassitiBatteriosi, peronospora, fitoftora, afidi, nottue, lumache
Difficoltà di coltivazioneFacile

Potrebbe interessarti anche