Broccolo calabrese

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Broccolo calabrese

La forma particolare con infiorescenze globose a corimbo ed il colore verde tendente al grigio caratterizzano il broccolo calabrese.

di Redazione

08 febbraio 2017

Irrigare il broccolo calabrese

Il broccolo calabrese è un ortaggio che si presta ad essere coltivato in diversi periodi dell'anno. La sua raccolta infatti può essere programmata in primavera, in estate oppure in inverno. A seconda del periodo in cui si desidera gustare questo saporitissimo ortaggio occorre prevedere tempi diversi di semina. Le varietà tardive possono essere raccolte per tutto il periodo invernale. Dal momento della messa a dimora dei semi in appositi contenitori e durante tutto il ciclo vegetativo delle piante in piena terra, è opportuno prevedere delle annaffiature regolari. Nei mesi più caldi dell'anno occorre irrigare le piante una volta al giorno, preferibilmente alla sera. Con il sopraggiungere delle prime piogge autunnali le somministrazioni di acqua andranno gradualmente a diminuire fino a scomparire.

Coltivazione del broccolo calabrese

Il broccolo calabrese non necessita di grandi cure, e la sua coltivazione permette di avere anche nella stagione più fredda un ottimo ortaggio dalle proprietà benefiche infinite. Quando la piantina nel semenzaio risulterà essere ben sviluppata, si procede con la messa a dimora in piena terra. La distanza da mantenere tra una piantina e l'altra è di circa 50/60 cm. Dopo un ciclo di coltivazione che può durare anche tre/quattro mesi, il broccolo calabrese viene raccolto per essere consumato. La raccolta delle varietà precoci viene effettuata a fine estate, mentre quelle tardive saranno disponibili per tutto l'inverno. Per asportare le infiorescenze è bene utilizzare un coltellino ben affilato. Una volta raccolte possono essere conservate anche per un periodo piuttosto lungo in frigorifero oppure in ambienti freschi.

Concimazione della pianta

Per la messa a dimora in piena terra del broccolo calabrese è bene scegliere punti in cui il terreno risulta ricco di sostanze nutritive e ben drenato. Eventualmente provvedere al preventivo trattamento con un buon concime organico, da mescolare al terreno in fase di lavorazione. Alcuni trattamenti a base di rame vengono programmati nel corso di una agricoltura biologica per eliminare particolari malattie. Il rincalzo per proteggere il colletto della pianta, e la pacciamatura per dargli una maggiore protezione contro il freddo intenso invernale, completano le semplici operazioni di coltivazione del broccolo calabrese. La pacciamatura può risultare molto utile anche nei mesi più caldi, per preservare più a lungo l'umidità del terreno e mantenere libera la zona circostante da erbacce infestanti.

Esposizione, malattie e rimedi

Di facile adattamento, il broccolo calabrese predilige un ambiente caldo temperato. L'esposizione della pianta dovrà essere soleggiata ed al riparo da venti forti che potrebbero danneggiare irrimediabilmente il colletto del broccolo calabrese. I principali parassiti che possono colpire la specie sono: la mosca del cavolo, l'agrotide e la tipula. La mosca va a colpire le radici provocando la morte della pianta, l'agrotide interessa principalmente il colletto, mentre la tipula può recare seri danni sia alle radici che al colletto. Vi è poi una farfalla considerata molto pericolosa dagli agricoltori. La cavolaia, che prende il nome appunto dalla tipologia di coltivazioni che predilige, può deporre moltissime uova che, schiudendosi, diventano larve in grado di distruggere interi raccolti. La malattia più diffusa riguarda il marciume delle radici. Per questo motivo è importante assicurarsi che il terreno in cui andremo a mettere a dimora la pianta sia sempre ben drenato.

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Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per seminare il broccolo calabrese?
    La semina del broccolo calabrese è molto flessibile perché la pianta si adatta a diversi cicli produttivi. È possibile programmare la raccolta in primavera, estate o inverno. In generale, la messa a dimora avviene dopo che le piantine nel semenzaio hanno raggiunto uno sviluppo adeguato. Le varietà precoci permettono un raccolto a fine estate, mentre quelle tardive garantiscono disponibilità di ortaggi per tutto il periodo invernale, sfruttando la resistenza della pianta al freddo.
  • Come si gestisce l'irrigazione del broccolo calabrese?
    L'irrigazione deve essere regolare durante tutto il ciclo vegetativo. Nei mesi estivi, quando le temperature sono più elevate, è necessario innaffiare le piante quotidianamente, preferibilmente nel tardo pomeriggio o alla sera per ridurre l'evaporazione. Man mano che arrivano le piogge autunnali, le annaffiature vanno ridotte progressivamente fino a sospenderle completamente, affidandosi all'acqua meteorica. Mantenere il terreno costantemente umido ma mai zuppo è fondamentale per la salute della pianta.
  • Quali sono i parassiti più pericolosi per questa coltura?
    Il broccolo calabrese può subire attacchi da diversi insetti nocivi. La mosca del cavolo colpisce le radici causando spesso la morte della pianta. L'agrotide e la tipula danneggiano rispettivamente il colletto e le radici. Molto pericolosa è la cavolaia, la cui farfalla depone uova che schiudono in larve voraci capaci di distruggere intere colture. Inoltre, il marciume delle radici è la malattia fungina più diffusa, favorita dal ristagno idrico.
  • Come si effettua la raccolta e la conservazione?
    La raccolta richiede l'uso di un coltellino ben affilato per asportare con precisione le infiorescenze globose a corimbo. Una volta prelevati, i broccoli possono essere conservati per un periodo prolungato se tenuti in frigorifero o in ambienti freschi e ventilati. La pianta rimane in terra per circa tre-quattro mesi, permettendo di raccogliere man mano le infiorescenze mature secondo le esigenze culinarie, garantendo freschezza e sapore ottimale.
  • Cure colturali essenziali per prevenire malattie e stress termico
    Oltre alla corretta irrigazione, due pratiche sono cruciali: il rincalzo e la pacciamatura. Il rincalzo serve a proteggere il colletto della pianta dal freddo invernale e dal vento. La pacciamatura, applicabile sia in estate che in inverno, aiuta a mantenere l'umidità del suolo, contrasta la crescita di erbe infestanti e protegge le radici. Assicurarsi che il terreno sia ben drenato è essenziale per evitare il temuto marciume radicale, specialmente in caso di eccessiva umidità.

Scheda Tecnica

FamigliaBrassicacee
Tipo di piantaOrtaggio
OrigineCalabria
EsposizioneSoleggiata e riparata dai venti forti
TerrenoRicco, ben drenato e fertile
IrrigazioneRegolare, quotidiana nei mesi caldi
ConcimazioneOrganica prima della messa a dimora
MoltiplicazioneSemina
Malattie e parassitiMarciume radicale, mosca del cavolo, agrotide, tipula, cavolaia
Difficoltà di coltivazioneFacile

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