Vari tipi di piselli

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Semina piselli

La semina dei piselli viene effettuata da febbraio a giugno nei terreni del nord Italia, al sud invece si preferisce provvedere tra ottobre e novembre perché le condizioni climatiche favorevoli ne consentono lo sviluppo in primavera. Le piante dei piselli temono i ristagni d'acqua.

di Redazione

17 febbraio 2015

I vari tipi di piselli

I piselli appartengono alla famiglia delle "papilionaceae", anche se le loro origini sono piuttosto incerte in quanto secondo alcuni studiosi derivano da una pianta che era utilizzata per il bestiame. Il pisello classico della specie "pisum sativum" si divide in numerose varietà, alcune di queste destinate a finire sulle nostre tavole. I piselli infatti, una volta sgranati, sono ottimi sia freschi che secchi e insaporiscono le minestre. Le piante dei piselli possono essere rampicanti e possono raggiungere anche i 170 centimetri di altezza, quelle nane invece sono piccoli fusti erbacei tipo viticci e con foglioline molto tenere. I fiori si presentano in varie colorazioni dal bianco al violetto e presentano delle sfumature cromatiche molto suggestive. I frutti della pianta sono dei baccelli in cui si trovano i piselli.

Semina dei piselli

La semina dei piselli negli orti italiani avviene in periodi differenti. Al nord generalmente si preferiscono i mesi da febbraio a giugno, mentre al sud si provvede nei mesi di ottobre e novembre. Questa differenza è dovuta al clima che al sud è molto più dolce durante l'inverno e consente alle piantine di svilupparsi senza correre il rischio di essere colpite dalle gelate. Vi sono alcune varietà di piselli molto precoci la cui semina avviene esclusivamente in estate. Il terreno ideale deve essere di tipo misto e concimato con fosforo e potassio. Secondo alcuni coltivatori però è meglio che sia neutro e poco acido per ottenere un buon prodotto. Circa un mese dopo la semina spuntano i primi germogli. Da quel momento le innaffiature devono essere frequenti ed effettuate nelle ore meno calde. Inoltre non si devono creare dei ristagni che possono far marcire le piante.

Coltivazione dei piselli

I fusti dei piselli sono di tipo rampicante, quindi quando le piantine iniziano a raggiungere un'altezza di circa 10 centimetri è necessario posizionare dei tutori verticali in legno e collegarli con un filo di nylon. Il terreno deve essere sarchiato in maniera molto frequente e, possibilmente, non insieme alle operazioni di innaffiatura. Se si sceglie di anticipare il periodo della semina occorre coltivare le piantine in vasi di torba dal diametro massimo di 7-8 centimetri. In ogni vasetto si possono porre circa 4 semini. Per questo tipo di coltivazione occorre molta luce e una temperatura costante di 16 gradi. Quando le piante si saranno sviluppate devono essere trasferite nel terreno o nelle aiuole ad una distanza di almeno 50 centimetri. Questa pianta non si presta facilmente a coltivazioni di tipo biologico perché ha bisogno di essere nutrita con fertilizzanti chimici una volta a settimana.

Curiosità sui piselli

I piselli hanno un bassissimo contenuto di grassi, per questo motivo sono spesso impiegati in regimi alimentari ipocalorici. E' molto ricco di sali minerali e quindi chi soffre di patologie renali dovrebbe limitarne o evitarne il consumo. I piselli spesso vengono considerati un contorno, ma sono un alimento completo grazie ai suoi componenti essenziali per l'organismo tra cui la vitamina A, la vitamina C, magnesio, fosforo, calcio e cloro. Questi prodotti conservano il loro potere nutrizionale anche se vengono surgelati. I piselli vengono considerati dei frutti portafortuna e simboleggiano la felicità. In tempi non molto antichi, i fiori adornavano il bouquet delle spose. Oggi è possibile trovarli ad un prezzo medio, ma in Francia erano il cibo dei nobili e venivano venduti ad un prezzo elevatissimo.

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Domande frequenti

  • Quando seminare i piselli in Italia?
    Il periodo di semina varia in base alla zona geografica. Nel Nord Italia, si consiglia di seminare tra febbraio e giugno, approfittando delle temperature primaverili. Al Sud, dove gli inverni sono più miti, è preferibile intervenire tra ottobre e novembre, così che le piantine possano svilupparsi in primavera evitando il rischio di gelate tardive. Esistono inoltre varietà molto precoci che possono essere seminate esclusivamente in estate.
  • Come preparare il terreno per i piselli?
    Il terreno ideale per i piselli deve essere di tipo misto, ben drenato e fertile. È fondamentale concimarlo con fosforo e potassio prima della semina. Alcuni esperti consigliano un substrato con pH neutro o leggermente acido per garantire il miglior sviluppo. Assicurati sempre che il terreno non crei ristagni d'acqua, poiché le radici dei piselli sono sensibili all'eccessiva umidità stagnante che può causare il marciume.
  • Come gestire l'irrigazione dei piselli?
    Le irrigazioni devono essere frequenti ma regolari, specialmente dopo la comparsa dei primi germogli, che avvengono solitamente circa un mese dopo la semina. È importante annaffiare nelle ore più fresche della giornata, preferibilmente mattina presto o tardo pomeriggio, per ridurre l'evaporazione. Attenzione a non esagerare: i piselli temono fortemente i ristagni idrici, che potrebbero far marcire le piante. Mantieni il terreno umido ma mai zuppo.
  • È necessaria la potatura dei piselli?
    I piselli non richiedono una vera e propria potatura tradizionale. Tuttavia, le varietà rampicanti necessitano di supporto strutturale. Quando le piantine raggiungono circa 10 centimetri di altezza, è necessario installare tutori verticali in legno e collegarli con fili di nylon per guidare la crescita verso l'alto. Per le varietà nane, questa operazione non è necessaria. Un'attenzione particolare va data alla sarchiatura frequente del terreno per mantenere l'ossigenazione delle radici.
  • I piselli sono adatti alla coltivazione biologica?
    Secondo il testo fornito, i piselli non si prestano facilmente a una coltivazione strettamente biologica tradizionale, in quanto mostrano un'esigenza specifica di essere nutriti con fertilizzanti chimici somministrati una volta a settimana per una crescita ottimale. Questo suggerisce che, per ottenere buoni risultati, potrebbe essere necessario integrare la gestione del suolo con apporti esterni rispetto agli standard biologici rigorosi, oppure selezionare varietà più resilienti.

Scheda Tecnica

Pisum sativum

Nome scientificoPisum sativum
FamigliaPapilionacee (Fabaceae)
Tipo di piantaEracea annuale, rampicante o nano
OrigineIncerta, probabilmente Asia Minore/Medio Oriente
EsposizioneSoleggiata
Temperatura minimaNon specifica (teme le gelate forti)
TerrenoMisto, fertile, ben drenato, pH neutro o poco acido
IrrigazioneFrequente, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (colori bianchi/violetti)
AltezzaDai 30 cm (nani) fino a 170 cm (rampicanti)
ConcimazioneFosforo e potassio; richiede fertilizzanti chimici settimanali per crescita ottimale
PotaturaNessuna specifica richiesta, necessita di tutori per le varietà rampicanti
MoltiplicazioneSemina diretta in terra o in vasi di torba
Malattie e parassitiSusceptibile a marciume radicale per ristagni; non adatta a coltivazione puramente biologica senza integratori
Difficoltà di coltivazioneMedia