Funghi selvatici di tipo pleurotus

coltivare orto

Come coltivare i funghi

I funghi sono una categoria di organismi viventi esistente in natura sotto moltissime forme; ma in cucina sono molto graditi i funghi commestibili, per i quali alcune persone nutrono una vera e propria passione. Se non si può andare a cercarli, ecco come coltivare i funghi in casa.

di Redazione

04 dicembre 2014

Le varietà di funghi da coltivare

In natura i funghi fanno parte della vegetazione del sottobosco. Gli intenditori, e coloro che sono in possesso del patentino di cercatore di funghi, vanno a raccoglierli in autunno, in luoghi in cui in genere si sa che questi gustosi miceti abbondano. Andare in cerca di funghi richiede molta esperienza, tempo e dedizione. Ma se si ama questo ingrediente, e si volesse avere sempre qualche fungo fresco da mettere in tavola, si potrebbe pensare di fare una coltivazione casalinga. L'impresa non è affatto complicata come sembrerebbe. Per prima cosa, bisogna scegliere la varietà adatta. I funghi che si coltivano con maggior facilità sono lo shiitake, il pleurotus, lo champignon, altrimenti detto prataiolo, e il pioppino. Volendo, ci si può cimentare anche con uno dei più prelibati e ricercati in assoluto, ovvero con il boletus aedulis, il fungo porcino.

Come coltivare i funghi

Una volta deciso quale tipo di fungo si intende coltivare, un'operazione preliminare molto importante da compiere sta nella preparazione del terreno di impianto. Non è necessario avere un angolo di orto, perchè i funghi si possono far crescere benissimo anche sul balcone, all'interno di una cassetta. Il tipo di terriccio che ci si deve procurare è un qualunque terriccio da giardinaggio, badando bene però che non sia eccessivamente acido. Tale terriccio deve essere trattato con un getto di vapore, per eliminare eventuale funghi che potrebbero già trovarsi al suo interno. Dopodichè, va mescolato con del letame stagionato, non fresco. Sul fondo della cassetta si mette un telo di plastica, e poi si riempie con il terriccio e il letame uniti a paglia e foglie. Il tutto deve essere lasciato a riposo per un paio di settimane, bagnando di tanto in tanto.

Come curare la crescita dei funghi

Il luogo migliore per far crescere bene i funghi deve essere ombroso, non esposto al sole, fresco e umido, proprio come il sottobosco. Poi ci si deve procurare ciò che va interrato, ovvero il micelio, che è l'apparato vegetativo del fungo che viene fatto essiccare. Il micelio deve essere posto a circa 3 o 4 centimetri di profondità, e distante l'uno dall'altro circa 12-15 centimetri. Per fare questa operazione si può usare un cucchiaio, per scavare delle piccole buche in cui porre il micelio, e poi ricoprire con il terriccio e annaffiare. In genere, la temperatura ideale perchè il fungo si sviluppi oscilla tra i 20 e i 30 gradi, ma è sempre bene vedere qual è quella migliore per il tipo di fungo che si sta coltivando. Per avere il giusto grado di umidità necessario, si può coprire il terreno con dei rami, o con dei cartoni bagnati.

La raccolta dei funghi e il loro uso in cucina

Dopo due o tre settimane, sul terreno apparirà una sorta di muffetta, che è il germoglio del fungo. A questo punto si deve spostare la cassetta in un luogo con la temperatura un po' più bassa, tra i 12 e i 14 gradi, sempre annaffiando. I primi funghi veri e propri si formeranno dopo 15-20 giorni, e cresceranno molto in fretta. La produzione può durare anche cinque o sei mesi. Ci possono essere dei periodi di pausa, ma non bisogna demoralizzarsi, la produzione riprenderà da sola. La raccolta si fa tagliando il fungo alla base usando un coltellino, senza strappare. I funghi raccolti si possono mangiare freschi, perchè ci sono molte ricette per sapere come cucinare i funghi: nel risotto, semplicemente saltati in padella e trifolati, o crudi in insalata. In alternativa, si possono conservare sottolio, oppure possono essere congelati.

Domande frequenti

  • Quali sono le varietà di funghi più facili da coltivare in casa?
    Le varietà più adatte alla coltivazione domestica, grazie alla loro relativa facilità di gestione, includono lo Shiitake, il Pleurotus, lo Champignon (noto anche come prataiolo) e il Pioppino. Chi desidera affrontare una sfida maggiore può tentare la coltivazione del Boletus edulis, comunemente chiamato fungo porcino, sebbene richieda cure più specifiche e condizioni ambientali più controllate rispetto alle altre specie menzionate.
  • Come preparare il substrato per la coltivazione dei funghi?
    Il substrato ideale si ottiene mescolando terriccio da giardinaggio (evitando quello troppo acido), letame stagionato e materiale organico come paglia e foglie. È fondamentale trattare il terriccio con vapore per sterilizzarlo ed evitare contaminazioni. Una volta preparata la miscela, lasciarla riposare per circa due settimane, innaffiandola occasionalmente per favorire la corretta decomposizione e preparazione prima dell'inserimento del micelio.
  • Quali sono le condizioni ambientali ideali per far crescere i funghi?
    I funghi richiedono un ambiente simile al sottobosco: ombreggiato, mai esposto direttamente ai raggi solari, fresco e umido. La temperatura ottimale per lo sviluppo iniziale varia generalmente tra i 20 e i 30 gradi Celsius. Durante la fase di fruttificazione, invece, è consigliabile abbassare la temperatura a circa 12-14 gradi. Mantenere l'umidità elevata è cruciale e può essere ottenuto coprendo il substrato con rami o cartoni bagnati.
  • Quando e come si effettua la raccolta dei funghi coltivati?
    La raccolta avviene tipicamente dopo 15-20 giorni dalla comparsa dei primi germogli (micelio visibile). I funghi crescono rapidamente e la produzione può protrarsi per diversi mesi, con eventuali pause naturali. Per raccogliere correttamente, utilizzare un coltellino affilato per tagliare il fungo alla base, evitando assolutamente di tirarlo via dal terreno per non danneggiare il micelio sottostante e permettere nuove fruttificazioni.
  • Come si conserva il micelio e dove posizionare la coltivazione?
    Il micelio, ovvero l'apparato vegetativo del fungo, va acquistato essiccato o pronto all'uso. Va interrato a una profondità di 3-4 cm, mantenendo una distanza di 12-15 cm tra ogni pezzo. La coltivazione può avvenire anche in spazi ridotti come un balcone, utilizzando cassette. Assicurarsi che il contenitore abbia un telo di plastica sul fondo per trattenere l'umidità e proteggere la superficie.