Fiori di crochi con stimmi di zafferano

aromatiche

Coltivazione zafferano

Lo zafferano è una spezia preziosa, indispensabile in molti piatti della cucina italiana, ma non solo. La coltivazione dello zafferano è relativamente semplice, basta osservare poche regole per avere una buona produzione di fiori. In Italia viene coltivato soprattutto nelle regioni del centro.

di Redazione

11 febbraio 2015

I crochi e lo zafferano

I crochi, o crocus sativus, sono bulbi a fioritura invernale che producono, al centro del fiore, degli stimmi, ovvero dei piccoli steli, ricoperti da una sostanza rossastra: lo zafferano. La coltivazione dello zafferano avviene in molte regioni d'Italia, ma il principale produttore è l'Iran, seguito, nell'esportazione dalla Spagna. In Italia la pianta dello zafferano è coltivata soprattutto nelle zone del centro e del sud ed n Liguria. Il crocus richiede un terreno che non abbia ristagni d'acqua, suoi principali nemici. Per questo motivo sono preferiti terreni in lieve pendenza. Il ciclo vegetativo del bulbo di crocus va da fine agosto - inizio settembre, quando viene piantato, fino al termine della primavera quando, seccate le foglie ed accumulate energie per la prossima stagione, entra in un riposo che durerà tutta l'estate. Il bulbo del crocus è piuttosto piccolo, arriva al massimo ai 5 centimetri di diametro, e produce dai 2 ai 5 fiori in media. Ciascun fiore ha tre stimmi e può essere curioso sapere che per condire un qualsiasi piatto con aroma di zafferano occorrono circa 5- 6 stimmi.

Coltivazione zafferano

Il bulbo dello zafferano va interrato ad una profondità di circa 5 cm e tanti ne vanno lasciati, come minimo, tra un bulbo e l'altro. Il terreno migliore è quello argilloso, sabbioso, con un buon drenaggio; l'importante è evitare i ristagni d'acqua. Con le stesse accortezze, la pianta di zafferano può essere coltivata in vaso o in giardino, dove crea splendide aiuole in un periodo, quello invernale, in cui ci sono pochi fiori all'aperto. Ogni singolo bulbo produce diversi fiori che bucano il terreno aiutandosi con una specie di membrana che li ricopre fintanto che non sono spuntati, e poi si apre lasciando uscire le foglie ed i fiori. Un crocus vive alcuni giorni, ma se si vuole usarlo per ricavarne lo zafferano, bisogna raccoglierlo al mattino del primo giorno. Nelle coltivazioni di zafferano a scopo produttivo ci sono due metodi di coltura. Uno è quello annuale, che prevede che ogni estate i bulbi siano estratti dal terreno, controllati per valutarne lo stato di salute e separati, se hanno prodotto bulbi secondari. Saranno poi ripiantati in un zona nuova e fertile. L'altro metodo è quello di lasciarli interrati almeno 2 anni, prima di estrarli.

I nemici della coltivazione di zafferano

ll primo dei due sistemi di coltivazione valutati precedentemente assicura un raccolto migliore, ma chiaramente, essendo più laborioso avrà un costo maggiore che si ripercuote sul prodotto finale. Il secondo metodo, nell'anno in cui i bulbi non vengono estratti, offre una qualità di zafferano maggiore, meno pregiata, ma anche meno costosa. I parassiti a cui è soggetta la pianta di zafferano attaccano soprattutto i bulbi, facendoli imbrunire e marcire. Una forma di prevenzione è quella di evitare di seminare i crochi dove sono state piantate altre bulbose, di cambiare dopo alcuni anni il terreno di coltura e di fare molta attenzione al drenaggio del terreno. Anche animali più grandi come lepri, topi e cinghiali si cibano dei bulbi di crocus e bisogna difenderli interrandoli bene, nel caso dei topi, o recintandoli con attenzione per proteggerli da cinghiali, istrici e lepri. Nella coltivazione di piante di zafferano non eccessivamente grandi l'estirpazione delle erbe infestanti va fatta manualmente.

Raccolta di zafferano

Abbiamo visto che lo zafferano è ricavato dagli stimmi dei fiori di crochi, fiori che vengono prodotti in un periodo che va da dicembre alla primavera. La raccolta di questa spezia è una fase delicata che va fatta con molta attenzione per non comprometterne la qualità. Gli stimmi vanno raccolti appena spuntati e nelle raccolte di produzione di un certo rilievo, i fiori vanno colti ancor prima che si aprano, per eseguire poi, manualmente, la separazione di stimmi e fiori. Gli stimmi devono essere essiccati, leggermente tostati e poi conservati in contenitori che ne preservino l'aroma. Occorrono tantissimi fiori per fare un cucchiaino di zafferano, ma va ricordato che questa spezia, così preziosa in piccole quantità, può essere tossica se usata in eccesso e per eccesso si intendono già 5 grammi. La dose consigliata è di 1- 2 grammi, che nei cibi non vengono messi in polvere, ma vanno invece diluiti in acqua calda, o anche latte o brodo, a seconda della ricetta. La coltivazione dello zafferano è soddisfacente sia che si voglia godere della bellezza dei fiori, sia che si voglia ricavarne alcune dosi di buona spezia.

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Domande frequenti

  • Quando e come si piantano i bulbi di zafferano?
    I bulbi di Crocus sativus si interrano generalmente tra luglio e settembre, preferibilmente in terreni soleggiati e ben drenati. La profondità ideale è di circa 5-8 cm, mantenendo una distanza di 10-15 cm tra un bulbo e l’altro. È fondamentale evitare i ristagni d’acqua, poiché l’eccesso di umidità causa rapidamente il marciume del bulbo. Si possono coltivare in piena terra o in vasi profondi, posizionandoli in punti riparati dal vento forte ma esposti al sole diretto.
  • Come si raccolgono e si essiccano gli stimmi?
    La raccolta avviene durante la fioritura autunnale/invernale, preferibilmente nelle prime ore del mattino quando i fiori sono ancora chiusi o appena aperti. Gli stimmi (i filamenti rossi) vanno strappati delicatamente dal fiore e immediatamente sottoposti ad essiccazione per preservarne aroma e colore. Si utilizzano appositi essiccatoi, carta assorbente al sole o forno a temperatura bassissima (sotto i 40°C). L’essiccazione corretta è cruciale: se troppo umida, lo zafferano muffisce; se troppo secco, perde potenza aromatica.
  • Quanti bulbi servono per produrre una certa quantità di spezia?
    Lo zafferano è estremamente laborioso da raccogliere perché ogni fiore produce solo tre stimmi. Per ottenere un grammo di zafferano secco servono circa 150-200 fiori freschi. Di conseguenza, per produrre un cucchiaino da tè (circa 2 grammi) sono necessari centinaia di fiori. Questo spiega il suo alto valore commerciale. In un orto domestico, piantando 20-30 bulbi si ottiene una piccola quantità personale sufficiente per uso familiare, ma non per rivendita.
  • Quali sono i principali nemici e parassiti dello zafferano?
    Il nemico numero uno è l’eccesso di umidità nel suolo, che provoca marciumi fungini letali per il bulbo. Tra i parassiti animali, topi, arvicole, talpe e cinghiali scavano e mangiano i bulbi sotterranei. Per prevenirlo, si consiglia di usare retine metalliche sotto il letto di piantagione o di alternare la coltivazione in zone diverse ogni anno. Inoltre, evitare di piantare zafferano dove sono cresciute altre bulbose nello stesso anno riduce il rischio di malattie trasmesse dal suolo.
  • È vero che lo zafferano è tossico in grandi quantità?
    Sì, lo zafferano contiene sostanze tossiche se consumato in dosi elevate. Mentre la dose culinaria sicura è di 1-2 grammi (circa 50-100 stimmi), dosi superiori ai 5 grammi possono causare effetti avversi seri, mentre oltre i 10-20 grammi possono essere fatali. Non confondere gli stimmi rossi del Crocus sativus con altri crochi ornamentali o simili, che potrebbero contenere principi attivi diversi e pericolosi. Utilizzare sempre zafferano alimentare certificato e rispettare rigorosamente le dosi indicate nelle ricette.

Scheda Tecnica

Crocus sativus

Nome scientificoCrocus sativus
FamigliaIridaceae
Tipo di piantaBulbo a fioritura invernale
OrigineAsia Minore / Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoArgilloso-sabbioso, ben drenato, mai umido
IrrigazioneScarsa, essenziale evitare ristagni idrici
FiorituraAutunno inoltrato/inverno (ottobre-novembre)
Altezza10-15 cm
ConcimazioneLeggera, preimpianto (es. letame maturo)
PotaturaNessuna, rimuovere solo foglie secche a fine ciclo
MoltiplicazioneDivisione dei bulbilli laterali
Malattie e parassitiMarciumi radicali (da ristagno), roditori (topi, arvicole), cinghiali, lepri
Difficoltà di coltivazioneFacile/Moderna

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