Santoreggia vaso

aromatiche

Coltivare santoreggia

La santoreggia appartiene alle Labiate e quella che si usa normalmente è la santoreggia estiva, anche se ne esiste pure una varietà invernale.

di Redazione

22 dicembre 2016

Quanto annaffiare la santoreggia

La santoreggia è da innaffiare con regolarità, ma per avere un altro raccolto bisogna potarla in luglio. Questa pianta sopporta senza difficoltà la siccità, anche se in estate è meglio annaffiarla più volte per aumentare le foglie; ma sempre aspettando che la terra sia asciutta prima dell'irrigazione successiva. La santoreggia montana è una pianta perenne che rappresenta una varietà particolare e sopporta tranquillamente le temperature più basse. In generale, la pianta presenta delle radici fibrose e profonde; le sue foglie sono lievemente pelose di colore verde intenso. I fiori sono bianchi o leggermente rosa e lilla, dalle piccole dimensioni. Appaiono in estate e si distribuiscono intorno alle foglie. Mentre, per quel che riguarda i frutti, la pianta della santoreggia offre degli acheni ovoidali al compimento della maturazione.

Come coltivare la santoreggia

La santoreggia si coltiva per seme sul terreno o in semenzaio e si può trovare spesso nei giardini o negli orti di casa e in vaso. Per la semina in terra bisogna prima sfoltire le piantine e durante l'inverno i semi si dovranno conservare al buio per farli germogliare. Poi, in primavera le piantine vengono trapiantate. Alla fine, la semina diretta è la più usata, data l'ottima germinazione ottenuta e il minor costo, se messa in confronto con la semina nel semenzaio. La santoreggia si coltiva facilmente anche perché si adatta a quasi tutti i terreni e in special modo a quelli soleggiati e asciutti. Allo spuntare delle foglie è necessario diradare le piantine solo per il primo anno, infatti dopo questo periodo la pianta diventa autonoma e si semina da sola, anche se non deve diventare infestante.

Come concimare la santoreggia

La santoreggia non ha bisogno di fertilizzanti particolari anche se è meglio concimarla nei mesi estivi. Per la varietà perenne si deve dare il concime liquido mescolato all'acqua per innaffiare, ogni quattro mesi circa. Questo fertilizzante dovrà essere composto da azoto e potassio. Le foglie di santoreggia vengono raccolte in estate e in autunno se si usano fresche, mentre se si utilizzano essiccate bisogna raccoglierle tra la primavera e l'estate prima della fioritura. I fiori invece si prelevano in luglio e agosto. Questa pianta era famosa anche nel passato, infatti è stata molto utilizzata dai romani per insaporire i cibi e anche per uso officinale. Dato il suo aroma lievemente selvatico, speziato e delicato è rinomata come il timo, di cui è simile. Le radici della santoreggia possono essere protette con la pacciamatura di paglia e fieno da sistemare alla base della pianta.

Esposizione e malattie

Alcuni insetti tra cui le farfalle visitano spesso la santoreggia che vive bene nelle zone dai climi temperati, magari nei posti più soleggiati o con poca ombra. Il suo terreno è quello calcareo, fertile e drenato, ma non sopporta la terra compatta che favorisce di solito dei negativi ristagni d'acqua. Questi ultimi infatti portano in breve tempo alla debilitazione totale della pianta. Ma anche le erbe infestanti possono essere dannose. A questo proposito il rimedio più efficace è sicuramente quello delle scerbature a mano oppure se la santoreggia è messa in pieno campo è bene effettuare la sarchiatura. Un altro accorgimento importante è adoperare la tecnica di non seminare sempre sullo stesso terreno la santoreggia o un'altra pianta della stessa famiglia. Come aspetto esteriore la santoreggia è pure ornamentale perché elegante e decorativa.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente la santoreggia?
    La santoreggia richiede irrigazioni regolari ma mai eccessive. È fondamentale aspettare che il terreno si asciughi completamente tra un'annaffiatura e l'altra per evitare marciumi radicali. In estate, per incentivare la produzione di foglie, puoi irrigare più frequentemente, mantenendo però il substrato asciutto superficialmente. La pianta tollera bene la siccità grazie alle sue radici profonde, quindi il rischio maggiore è l'eccesso di acqua piuttosto che la mancanza.
  • Quando e come raccogliere le foglie di santoreggia?
    La raccolta dipende dall'utilizzo finale. Se intendi usare le foglie fresche, il periodo migliore è l'estate e l'autunno. Per l'essiccazione, raccogli le foglie tra la primavera e l'estate, preferibilmente prima dell'inizio della fioritura per preservarne il profumo e il sapore intensi. I fiori, invece, vanno raccolti a luglio e agosto. Una potatura leggera a luglio può stimolare la crescita di nuove foglie per un secondo raccolto.
  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e terreno?
    La santoreggia prospera in posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate, adattandosi bene ai climi temperati. Predilige terreni calcarei, fertili e soprattutto ben drenati. Evita assolutamente i terreni compatti o argillosi che trattengono l'acqua, poiché i ristagni idrici causano rapidamente il deperimento e la morte della pianta. Assicurati che il suolo permetta un rapido smaltimento dell'umidità residua dopo le piogge o le irrigazioni.
  • È necessaria la concimazione per la santoreggia?
    Generalmente la santoreggia non richiede fertilizzanti specifici dato che si adatta a molti tipi di suolo. Tuttavia, una concimazione leggera nei mesi estivi può essere benefica. Per la varietà perenne (santoreggia montana), si consiglia di somministrare un concime liquido ricco di azoto e potassio diluito nell'acqua dell'irrigazione, ripetendo l'intervento ogni quattro mesi circa. Non esagerare con l'azoto per non alterare il profilo aromatico delle foglie.
  • Come prevenire le malattie e i parassiti della santoreggia?
    Il nemico principale della santoreggia è il ristagno idrico, che porta a marciumi radicali. Per prevenirlo, assicurati un ottimo drenaggio del terreno. Contro le erbe infestanti, pratica la sarchiatura o la scerbatura manuale con attenzione per non danneggiare le radici superficiali. Inoltre, applica una pacciamatura di paglia o fieno alla base della pianta per proteggere le radici, mantenere l'umidità costante e ridurre la competizione con le infestanti. Ruota le colture evitando di piantare santoreggia nello stesso luogo anno dopo anno.

Scheda Tecnica

FamigliaLamiaceae (Labiate)
Tipo di piantaAnnuale ed erbacea
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoCalcereo, fertile, ben drenato
IrrigazioneRegolare ma moderata; attendere asciugatura suolo
FiorituraEstate
ConcimazioneLeggera, estiva, azoto-potassica per la varietà perenne
PotaturaPotatura leggera a luglio per favorire nuovo raccolto
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera o in semenzaio
Malattie e parassitiMarciume radicale da ristagni idrici; infestanti
Difficoltà di coltivazioneFacile

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