taxus baccata dovostoniana

Alberi

Tasso

In questo articolo si parla del tasso, descrivendo le sue caratteristiche fisice, le foglie e i coni, dando consigli sui metodi di coltivazione, esposizione, terreno preferito e potatura. Si illustrano gli impieghi più comuni e i parassiti più pericolosi per la pianta. Si descrivono infine brevemente le specie più diffuse

di Redazione

17 marzo 2016

Il Tasso

Il tasso, nome comune per taxus baccata, appartenente alla famiglia delle Taxaceae, è una conifera sempreverde originaria dell'Europa, principalmente nelle aree intorno al Mediterraneo ma anche nelle isole britanniche. E' assai presente tuttavia in tutto l'emisfero settentrionale, con un gran numero di sottospecie. Nel nostro Paese si trova talvolta nel sottobosco, con maggior frequenza nella regione Lombardia , specialmente in prossimità dei laghi prealpini. Il tasso è un albero di media grandezza: può raggiungere un'altezza che si avvicina ai 15 metri nel suo sviluppo migliore. Si presenta spesso più largo che alto, vantando una ricca chioma globosa, fitta per le molte ramificazioni che non di rado scendono fino al terreno. Può presentare tronco unico o tronchi multipli. La sua corteccia ha colore rosso bruno, ed è più liscia al tatto per quanto riguarda gli esemplari di minor età. Per i più anziani è maggiormente sfaldata da scaglie sottili che si presentano con un aspetto fibroso. E' un albero molto longevo. Ne esistono esemplari molto vecchi, arrivati addirittura ai 1500 anni d'età.

Foglie e coni

Le foglie del tasso hanno colore verde lucente nella pagina superiore, verde più chiaro quasi opaco in quella inferiore. Hanno una forma lineare e allungata e si presentano con una disposizione a dente di pettine. Questo albero è una pianta dioica: più che coni porta delle pseudobacche dette “arillo”, di colore rosso e forma a coppa, munite nel proprio fondo di un seme ovoidale duro e di colore scuro. Annotazione importante: tutti gli organi del tasso sono tossici, tant'è vero che un suo secondo nome volgare è “albero della morte”. Tutti, tranne l'arillo, la pseudobacca che prende un colore rosso acceso nel momento della sua maturazione sul finire dell'estate, e presenta una consistenza vischiosa con un sapore vagamente dolce a ricoprire il seme. I turdidi, in particolare, sono assai ghiotti dell'arillo.

Moltiplicazione

Da effettuarsi nella stagione autunnale: in una serra a bassa temperatura i semi vanno inseriti in un' apposita composta munita in egual misura di sabbia e torba. Dopo la germinazione - prima della quale il terreno dei semi va mantenuto costantemente umido – le giovani piantine possono essere coltivate in vivaio per altri due anni, prima della conclusiva messa a dimora.

Esposizione

Il tasso predilige una posizione soleggiata, non disdegnando tuttavia anche quella ombrosa. Non apprezza particolarmente i venti salsi, mentre è indicato per la coltivazione in centri urbani, grazie alla sua notevole resistenza nei confronti dell'inquinamento atmosferico

Terreno

Si adatta facilmente a ogni genere di terreno, tuttavia la preferenza di quest'albero va a quelli freschi e umidi, ancor meglio se calcarei e argillosi.

Parassiti

In caso di afidi o acaridi, raramente insidiosi per il tasso grazie alla sua ottima capacità di resistenza, si deve procedere con una cura a base di sostanze aficide o acaricide. Mentre altri prodotti fungicidi, utilizzati con frequenza, sono assai utili nell'evitare attacchi indesiderati. Attenzione alle cocciniglie, uno dei pochi nemici frequenti per questo albero.

Potatura

Per un abile potatore quest'albero si presta assai bene all'arte dello scolpire e “ritagliare” le piante. Dal momento che il tasso ha una grande tolleranza verso l'ombra ed è solito riempire i vuoti con il fogliame, esso rende particolarmente agevole il lavoro del potatore. Nei giardini si potranno costruire, grazie a una mano abile, archi che sovrastano porticati o anche paraventi di tasso.

Utilizzi

Il tasso ha una particolare bellezza e valore ornamentale soprattutto nel corso dell'estate, quando può unire a una suggestiva chioma verde anche delle diffuse e esteticamente apprezzate bacche di colore rosso acceso. Quest'albero trova gradimento anche per il suo particolare legno, che vanta grana molto fine e omogenea. E' anche decisamente elastico e grazie a questa virtù veniva e viene ancora adesso, più raramente, impiegato per la costruzione di archi. All'interno dei giardini molto spesso viene utilizzato laddove serva un sempreverde che non possa raggiungere grandi dimensioni, oppure se si ha il desiderio di creare degli sfondi scuri. Il difetto maggiore del tasso, come detto, è che le sue foglie, la corteccia e i semi - in pratica tutti gli organi con l'esclusione del solo arillo – sono velenosi. Non sono pericolosi per l'uomo, poiché la parte polposa intorno al seme, l'unica che l'uomo può mangiare, non ha veleno. Ma taluni pericoli possono essere corsi dal bestiame che può avere attrazione per il fogliame. Nelle vicinanze di luoghi dove il bestiame ha facile accesso, quindi, i tassi non dovrebbero essere coltivati, oppure potati in modo tale che gli animali non possano arrivare a cibarsi del suo fogliame.

Altre specie

Il taxus baccata presenta diversi generi tra i cultivar. I più comuni sono il taxus adpressa, con portamento espanso grazie a una chioma molto fitta. Il taxus dovastoniana, anch'esso con portamento espanso e foglie di colore verde scuro. Infine il taxus fastigiata, particolarmente adatto a giardini di piccole dimensioni, che presenta un portamento più colonnare.

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Domande frequenti

  • Quali parti del tasso sono velenose e quali no?
    Tutti gli organi del tasso (foglie, corteccia, semi) sono altamente tossici e contengono alcaloidi letali, motivo per cui è chiamato 'albero della morte'. L'unica eccezione è l'arillo, la pseudobacca carnosa di colore rosso acceso che avvolge il seme. Questa parte ha un sapore leggermente dolce e non è velenosa, attirando molti uccelli come i tordi. Tuttavia, il seme all'interno rimane velenoso. Per gli esseri umani, ingerire l'arillo senza il seme non è generalmente pericoloso, ma il consumo di qualsiasi altra parte della pianta può causare avvelenamenti gravi o fatali. È fondamentale tenere lontani bambini e animali domestici dalle piante di tasso.
  • Quanto velocemente cresce il tasso e quanto vive?
    Il tasso è considerato una pianta a crescita lenta. Anche nelle condizioni ideali, raggiunge altezze notevoli (fino a 15 metri) solo dopo molti decenni. Questa lentezza lo rende ideale per giardini piccoli o per siepi che richiedono poca manutenzione nel tempo. Nonostante la crescita lenta, il tasso è estremamente longevo. Esistono esemplari storici che superano i millecinquecento anni di vita. Questa longevità, unita alla sua capacità di rigenerarsi, lo rende una pianta preziosa per giardini storici o parchi monumentali, dove può diventare un punto focale permanente.
  • Come si pota il tasso per crearne siepi o forme artistiche?
    Il tasso è eccellente per la potatura artistica e la creazione di siepi fitte perché tollera benissimo i tagli drastici e ricaccia vigorosamente. Grazie alla sua natura dioica e alla densità del fogliame, riesce a riempire eventuali spazi vuoti rapidamente. Per formare archi, paraventi o figure geometriche, è sufficiente intervenire con cesoie affilate durante la primavera o l'estate, evitando periodi di gelo intenso. Poiché ama l'ombra interna, la chioma rimane folta anche vicino al terreno. Una potatura regolare mantiene la pianta compatta e sana, sfruttando la sua elasticità naturale per modellare rami giovani.
  • Dove è meglio posizionare il tasso in giardino?
    Il tasso è molto versatile quanto all'esposizione: cresce bene sia al sole pieno che all'ombra profonda, anche se predilige posizioni luminose. È particolarmente indicato per i centri urbani grazie alla sua elevata resistenza all'inquinamento atmosferico. Tuttavia, non ama i venti salmastri marini, quindi evitalo se vivi sulla costa ventosa. Ama i terreni freschi e umidi, preferibilmente calcarei o argillosi. Sebbene si adatti a vari tipi di suolo, assicurati che il drenaggio sia adeguato per evitare ristagni idrici prolungati che potrebbero danneggiare le radici, specialmente in inverno.

Scheda Tecnica

Taxus baccata

Nome scientificoTaxus baccata
FamigliaTaxaceae
Tipo di piantaConifera sempreverde
OrigineEuropa, emisfero settentrionale
EsposizioneSoleggiata o ombrosa, protegge dai venti salsi
TerrenoFresco, umido, calcareo e argilloso, adattabile
IrrigazioneCostantemente umida durante la germinazione, regolare poi
FiorituraNon fiorisce (produce pseudo-bacche rosse in estate)
AltezzaFino a 15 metri
PotaturaFacile, adatta a topiaria e siepi, tollera bene il taglio
MoltiplicazioneSemi in autunno (sabbia e torba), radicazione lenta
Malattie e parassitiAfidi, acaridi, cocciniglie (raro); prevenzione fungicida utile
Difficoltà di coltivazioneMedia (resistente, ma richiede umidità iniziale)

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