Per quanto riguarda il quercus ilex, è ampia, come si diceva, la sua diffusione negli ambienti mediterranei. Ambienti nei quali il leccio va ad assumere un tratto tipico per la scenografia di questi luoghi. In particolare il quercus ilex è una delle due specie di querce che caratterizzano l'area mediterranea. L'altra è la sughera, o quercus suber. Il leccio si ritrova più diffusamente nelle aree interne, oppure nelle zone dell'Appennino, mentre la sughera è maggiormente diffusa in vicinanza del mare, come è facilmente osservabile sia in Maremma che in Sardegna. Il leccio ha una crescita lenta e ottima longevità: esistono esemplari che arrivano e superano i mille anni di età. Nonostante la lentezza del suo sviluppo questo albero, specie negli esemplari più adulti, può costituire una valida presenza ornamentale per il giardino. Il suo effetto decorativo può essere aumentato anche in quelle zone maggiormente battute dal vento, a causa del quale l'albero va a sviluppare e ad assumere forme insolite e curiose, denominate appunto “forme da vento”.
Il leccio è un albero di media grandezza che arriva fino a 18-20 metri di altezza. Presenta una chioma assai fitta -uno degli elementi che denotano maggiormente la sua bellezza – e una corteccia molto scura che si avvicina al nero. Notevolissima è la sua produzione di ghiande. Ha radici molto forti che scavano profondamente il terreno. Motivo per cui il leccio ha una buonissima resistenza alla siccità, procurandosi l'umidità necessaria grazie al suo apparato radicale, la cui forza, però, comporta notevoli problemi per eventuali operazioni di trapianto.
Il quercus ilex presenta foglie ovali e lanceolate, provviste di un margine dentato, ma anche liscio, di colore verde scuro, più lucide nella pagina superiore, più chiare e quasi bianche in quella inferiore. Hanno una lunghezza che arriva fino a 8 centimetri e una consistenza dura, coriacea. I fiori maschili sono composti da 6 lobi e riuniti in amenti. Essi sono penduli e cilindrici. Quelli femminili sono riuniti in spighe composte da 7 piccoli fiori. I suoi frutti sono ghiande lunghe fino a 3 centimetri, con un centimetro e mezzo di diametro e quando maturano, nella stagione autunnale insieme ai fiori, assumono un suggestivo colore marrone scuro e striato. La loro produzione è molto abbondante.
Avviene per seme. A maturazione autunnale delle ghiande, queste vanno raccolte e seminate entro due mesi in un vaso all'aperto. In seguito le giovani piantine saranno da trapiantare nel terreno e da porre a dimora nell'arco di tre anni. Gli alberi giovani crescono con maggior vigore se si effettuano pacciamature ricche di materiale organico.
La sua posizione preferita è in pieno sole, ma sopporta bene anche la mezza ombra.
Il quercus ilex non necessita di potature regolari.
La sua predilezione va ai terreni alcalini, ma cresce bene anche in terreni acidi.
Si riscontrano problemi in seguito agli attacchi di bruchi e larve, ma anche della famigliola buona. Gli esemplari sono più attaccabili in giovane età, quegli adulti subiscono la presenza di parassiti più raramente.
Il quercus ilex ha un importante valore ornamentale e viene spesso usato per abbellire parchi o per la creazione di viali alberati. E' consigliabile anche come esemplare arboreo da prato e, nelle regioni costiere, ha un importante funzione di barriera frangivento. Il suo legno è particolarmente duro e pesante. Il leccio non è quindi un esemplare dei più adatti tra le querce per la produzione di legno finalizzato alla costruzione di oggetti. Per le sue qualità, tuttavia, è usato spesso a guisa di combustibile.
Come detto in precedenza, il leccio può essere utilizzato come esemplare arboreo per abbellire un giardino. Un progetto interessante, a tal proposito, vede questo albero inserito in maniera molto armonica in un grande giardino adatto al clima dell'olivo, proprio di tutte quelle zone in cui questa pianta viene coltivata, quindi assai vicino al clima mediterraneo. In questo caso il quercus ilex si trova benissimo associato a piante come il pittosporum, l'acacia, la gardenia, camelia e lavanda, ma anche al ciliegio, al nespolo e alle rose rampicanti. La sua posizione sarà a pochi esemplari fatti crescere a nord ovest, a formare una protezione naturale - anche frangivento - di notevole bellezza, avvicinata da numerose coltivazioni di pittosporum dal gradevolissimo profumo.
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