cupressus sempervirens

Alberi

Cipresso

In questo articolo si parla del cipresso e delle sue caratteristiche, focalizzando l'attenzione su alcune delle specie a più larga diffusione. Si danno poi consigli sulla coltivazione, concimazione, annaffiatura. Si informa sui parassiti più pericolosi per l'albero e si accenna infine ad altre specie coltivate.

di Redazione

30 luglio 2010

Il Cipresso

Il cipresso è un albero appartenente alla famiglia delle Cupressaceae. Molte specie sono racchiuse sotto il nome cipresso: la caratteristica in comune che le fa rientrare in questa categoria è la presenza di squame nelle foglie che racchiudono in un abbraccio i ramoscelli, finendo col nascondere del tutto i rami, e la presenza di gemme con pigne rotonde e legnose a forma di bottone di piccole dimensioni o di una protuberanza. Durante il primo anno della loro esistenza tutti i cipressi presentano aghi appuntiti che poi perdono alla fine del primo o all'inizio del secondo anno di vita, portando a sviluppo un fogliame più adulto. Diverse, si è detto sono le specie di cipresso. Tra i più diffusi e coltivati si trova il cipresso calvo o taxodium distichum, che può arrivare fino a 30 o 40 metri di altezza, presenta una crescita lenta e chioma folta e luminosa, tronco slanciato e corteccia fibrosa di colore bruno-rossiccia. Diffuso è anche il cipresso dell'Arizona, o cupressus arizonica, con chioma piramidale in età giovanile che poi va allargandosi nel corso degli anni arrivando anche a 5 metri di diametro. Può arrivare a venti metri di altezza e ha corteccia di colore marrone grigio-chiaro. Degno di menzione è anche il cipresso della california, o chamaecyparis lawsoniana, con forma conica e presenza di rami orizzontali appiattiti e corteccia liscia, spesso squamata a striscie ampie.

Foglie

Le foglie del cipresso calvo si presentano piatte e aghiformi. Hanno lunghezze che possono arrivare a uno o due centimetri e sono sistemate ai lati dei rametti a pettine. Hanno un colore verde nella stagione primaverile, che volge successivamente in giallo e poi marrone in autunno, prima della caduta. Il cipresso dell'Arizona ha invece foglie di colore grigio-azzurro, o, negli esemplari di età più adulta, di colore grigio verde. Il cipresso della California, infine, ha foglie piatte con una ghiandola bianca sulla pagina inferiore.

Utilizzo

Se il cipresso calvo è diffuso paricolarmente come albero ornamentale, specie nelle zone dei laghi, il cipreso dell'Arizona è spesso diffuso anche come frangivento, mentre quello della California ha di solito utilizzo ornamentale nei giardini.

Coltivazione

La coltivazione del cipresso in vaso ha il suo momento migliore per l'attecchimento sul finire dell'estate o nei mesi di aprile e maggio. Questo a causa dell'origine del cipresso, conifera diffusa soprattutto nei paesi mediteranei, che non gradisce affatto gli inverni rigidi: gelate e vento sono infatti due delle maggiori minacce per il cipresso da cui deve essere difeso specie nel momento dell' attecchimento. E' spesso consigliata in questa fase, per migliorare l'attecchimento, l'utilizzo della pomice ( in grana grossa ), grazie alla sua ottima capacità di drenaggio e di rifornimento per le radici di una buona dose di ossigeno. Nel corso dello sviluppo della pianta si possono effettuare operazioni importanti come piegature, ma è assai consigliabile effettuare interventi di questo tipo nella stagione in cui la pianta è in stadio di stasi vegetativa, ossia nei mesi di dicembre o gennaio. Operazioni meno invasive come filature e modellature possono essere effettuate anche in autunno o in primavera.

Innaffiatura

La prima innaffiatura è meglio farla arricchita con acidi umici e amminoacidi, da replicare poi a distanza di 15 o 20 giorni. E' buona norma, poi, effettuare nebulazioni della chioma in modo frequente per evitare traspirazioni eccessive che possono causare al fogliame una sgradita disidratazione.

Concimazione

Nel momento della crescita è consigliabile far uso di buoni concimi organici che possono avvalersi di un'alta quantità di azoto, oppure usare concimi minerali per via fogliare.

Parassiti

Alcuni parassiti, tra insetti e funghi, possono risultare particolarmente pericolosi per gli esemplari di cipresso. Tra gli insetti, alcune specie di coleotteri possono effettuare attacchi dannosi all'albero, comel'hilobyus abietis che proca lesioni alla corteccia, o l'hylotrupes bajulus che scava gallerie sotto la corteccia o lo zeuzera pyrina, che scava anch'esso gallerie, nel suo caso all'interno dei rami o di tronchi sottili. Tra i funghi presenze assai dannose sono il coryneum cardinale che causa ulcere e cancri ai rametti, provovcandone il diseccamento o il gymnosporangium cupressi che causa ruggine a tronco e rami.

Altre specie

Altre specie di rilevante interesse sono il cipresso sempreverde, cupressus sempervirens, che raggiunge altezze che arrivano fino a 25 metri. Ha portamento eretto e fogliame di tonalità verde scuro, triangolare e simile a brattee. Del sempreverde esiste la varietà stricta, con forma colonnare e ramificazioni erette, e la horizontalis, con rami, appunto orizzontali, che danno alla chioma una forma piramidale. Altra specie diffusa e coltivata e il cupressus macrocarpa, che ha chioma piramidale meno compatta del precedente. Infine il cupressus pisifera, che presenta foglie laterali e frontali della medesima lunghezza, con apici appuntiti e pigne grandi con squame smussate.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali specie di cipresso coltivate nei giardini?
    Le specie più diffuse includono il Cipresso Calvo (Taxodium distichum), alto fino a 40 metri con foglie che cadono in autunno; il Cipresso dell'Arizona (Cupressus arizonica), con foglie grigio-azzurre e chioma piramidale; il Cipresso della California (Chamaecyparis lawsoniana), dalle foglie piatte e corteccia liscia; il Cipresso Sempreverde (Cupressus sempervirens), famoso per il suo portamento eretto; il Cupressus macrocarpa, con chioma meno compatta; e il Cupressus pisifera, caratterizzato da pigne grandi e squame smussate.
  • Come si effettua la corretta irrigazione del cipresso?
    La prima annaffiatura dovrebbe essere arricchita con acidi umici e amminoacidi, da ripetere ogni 15-20 giorni. È fondamentale effettuare nebulazioni frequenti della chioma per prevenire una traspirazione eccessiva che potrebbe causare disidratazione del fogliame. Questa pratica è particolarmente importante per mantenere l'equilibrio idrico della pianta, specialmente durante i periodi di caldo o vento.
  • Quando e come potare il cipresso?
    Gli interventi invasivi, come le piegature, vanno eseguiti esclusivamente durante la stasi vegetativa, ovvero tra dicembre e gennaio. Operazioni meno invasive, quali filature e modellature, possono essere effettuate anche in autunno o in primavera. Evitare di potare in periodi di forte attività vegetativa per non stressare eccessivamente la pianta e favorire una guarigione ottimale delle ferite.
  • Quali parassiti e malattie colpiscono il cipresso?
    Tra gli insetti, i coleotteri Hylambates abietis, Hylotrupes bajulus e Zeuzera pyrina causano danni scavando gallerie nella corteccia o nei rami. Tra i patogeni fungini, il Coryneum cardinalis provoca ulcere e cancri sui rametti, portando al disseccamento, mentre il Gymnosporangium cupressi causa la ruggine su tronchi e rami. Monitorare regolarmente la pianta aiuta a identificare tempestivamente questi problemi.
  • Qual è il periodo migliore per piantare il cipresso in vaso?
    Il momento ideale per garantire un buon attecchimento è la fine dell'estate o i mesi di aprile e maggio. In questa fase si consiglia di utilizzare un substrato ben drenante, come la pomice in grana grossa, che favorisce il rifornimento di ossigeno alle radici. Poiché il cipresso teme gli inverni rigidi e il vento, proteggere la giovane pianta da gelate e correnti fredde è essenziale per la sua sopravvivenza.

Scheda Tecnica

Cupressaceae (varie specie)

Nome scientificoCupressaceae (varie specie)
FamigliaCupressaceae
Tipo di piantaAlbero/conifera sempreverde
OriginePaesi mediterranei e Nord America
EsposizionePieno sole, riparata da venti freddi
Temperatura minimaNon specifica (sensibile a gelate rigide)
TerrenoBen drenato, preferibilmente ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare, con nebulizzazioni frequenti alla chioma
FiorituraGennaio-Marzo (pigne sferoidali/legnose)
AltezzaDa pochi metri a oltre 30 m (dipende dalla specie)
ConcimazioneConcimi organici ricchi di azoto o minerali fogliari durante la crescita
PotaturaIn stasi vegetativa (dic-gen) per piegature, altrimenti autunno/primavera
MoltiplicazioneVaso (fine estate, apr-mag) con substrato drenante (pomice)
Malattie e parassitiColeotteri (Hylambates, Hylotrupes, Zeuzera), funghi (Coryneum, Gymnosporangium)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede protezione dal freddo intenso e buon drenaggio)

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