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Potatura oleandro

In questa pagina, tutte le informazioni, le curiosità e dettagli, sulle tecniche di potatura oleandro così da avere una pianta sempre in salute e rigogliosa.

di Redazione

06 luglio 2018

Potatura oleandro

La potatura è una pratica colturale che consente di contenere la crescita delle piante e di rinvigorire quelle che crescono poco e male. Una corretta potatura permette di ottenere piante esteticamente più belle e maggiormente resistenti alle avversità climatiche e alle malattie. Al contrario, interventi errati o violenti possono compromettere irrimediabilmente la futura sopravvivenza delle specie trattate. Potare le piante significa, infatti, essenzialmente tagliarle. Questi tagli possono essere fatti su qualsiasi specie di pianta, da quelle da frutto a quelle ornamentali. Se nelle prime, la potatura può avere anche delle finalità produttive, nelle seconde, le finalità sono quasi esclusivamente estetiche. Una delle piante ornamentali che beneficia della potatura è l’oleandro. Si tratta di una specie che annovera decine di varietà, alcune presenti in natura e altre create dall’uomo. La potatura si può praticare su qualsiasi varietà di oleandro, facendo però attenzione a conoscere bene le esigenze e le necessità della singola specie coltivata.

Caratteristiche

Prima di procedere con la potatura, bisogna conoscere esattamente le caratteristiche dell’oleandro. Si tratta di una pianta arbustiva probabilmente originaria dell’Asia e il cui nome botanico è Nerium oleander. Questa pianta è sempreverde e si presenta come piccolo arbusto o albero normale. Molte varietà di oleandro vengono anche coltivate in Italia, sia in vaso che a pieno campo. La pianta, in effetti, è facilmente adattabile a qualunque situazione climatica e tipologia di terreno. In giardino, l’oleandro dà vita a delle meravigliose siepi alberate e a delle barriere cespugliose ricche di colori brillanti e intensi. La bellezza dei colori di queste siepi dipende dai fiori dell’oleandro, presenti, in forma singola o doppia, con petali grandi e variamente colorati di rosa, bianco, rosso o amaranto. Le foglie dell’oleandro sono strette e lanceolate, gli steli da cui si formano i fiori sono verdi nella pianta giovane e grigi in quella vecchia. In genere, la potatura degli oleandri interviene per eliminare gli steli invecchiati e gli apparati fiorali secchi. La potatura, in queste piante, ha anche lo scopo di controllare la fioritura o di stimolarla meglio in caso di fiori scarsi o poco numerosi.

Come procedere

Tutti gli interventi di potatura dell’oleandro devono essere eseguiti con particolare attenzione, perché la pianta è velenosa in tutte le sue parti. Per tale motivo, i tagli di potatura vanno effettuati usando dei guanti. Gli attrezzi dei tagli vanno puliti e disinfettati prima e dopo i tagli, i guanti, invece, devono essere adatti alla potatura e preferibilmente usa e getta. Come detto al paragrafo precedente, l’oleandro si pota per eliminare gli steli sfioriti e i fiori secchi. Questo intervento si pratica tagliando gli steli per circa un terzo, cioè a dieci centimetri dalla base. Gli interventi di taglio servono a sfoltire la pianta, ma anche a condizionarne la forma. I tagli si possono effettuare, infatti, tutti alla stessa maniera su ogni stelo da potare, oppure in modo diverso, ad altezze diverse, con sfasature tra l’uno e l’altro, formando delle biforcazioni. Naturalmente, la forma dei tagli dipenderà dalla varietà di oleandro che si andrà a potare. In quella coltivata a cespuglio, i tagli dovranno cercare di mantenere inalterata la suddetta forma.

Quando potare

L’oleandro si pota dopo la fioritura e dunque a fine estate o in autunno. Se il clima lo permette, la potatura può essere spostata a febbraio. Durante questa stagione si elimineranno i rami deboli e si taglieranno di un terzo quelli sfioriti. Con questa tecnica si renderà più rigogliosa la fioritura successiva. E’ sconsigliato potare l’oleandro in primavera, perché in questo periodo è difficile riconoscere gli steli improduttivi da quelli produttivi. Da ricordare che l’oleandro fiorisce sui rami dell’anno e quindi vanno tagliati solo quelli dell’anno precedente. Ecco perché la stagione ideale per potare la pianta è in autunno o a fine estate: in questo periodo, i germogli dell’anno sono facilmente riconoscibili e si possono tranquillamente preservare dai tagli.

Avvertenze

In caso di scarsa dimestichezza con la potatura è meglio affidare l’operazione a un giardiniere esperto, il quale saprà adottare le giuste precauzioni per tagliare la pianta senza rischi. Altri interventi di potatura possono essere necessari nel caso l’oleandro venga colpito da parassiti e malattie. Una delle patologie più frequenti è il seccume dei fiori, che porta al progressivo appassimento degli stessi. Questi ultimi possono essere trattati con prodotti specifici durante la fioritura, nel caso alcuni fiori rimangano secchi, vanno rimossi proprio durante la potatura. Tagli di potatura con attrezzi non disinfettati, possono causare anche dei cancri vegetali che portano al progressivo e inesorabile appassimento della pianta. Da ricordare sempre l’uso dei guanti, perché il contatto a mani nude con l’oleandro, in caso di ingestione, può causare avvelenamento e sindromi cardiache. Nel caso la pianta venga potata a mani nude, queste vanno lavate immediatamente. Si sconsiglia anche di bruciare i residui di potatura, perché potrebbero sprigionarsi fumi tossici e altrettanto velenosi.

Oleandro in vaso

Dal momento che l'Oleandro è una pianta che cresce in fretta ed in modo disordinato, è necessario che la sua potatura sia effettuata regolarmente, soprattutto se avete deciso di coltivarlo in vaso. In quest'ultimo caso è meglio non correre il rischio che la pianta invada la nostra casa con i suoi rami, per questo è utile conoscere bene periodi e tecniche di potatura, per poterne controllare al meglio la forma e lo sviluppo. Dopo la fioritura dell'Oleandro in vaso, è necessario potare tutti i suoi rami fioriferi, che vanno accorciati della metà della loro lunghezza totale. I rami laterali, invece, devono essere potati fino a raggiungere i 10 centimetri di lunghezza dalla base. Una volta effettuata questa operazione basterà attendere, il vostro Oleandro si rigenererà con rapidità e più bello di prima.

Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per potare l'oleandro?
    La potatura principale va eseguita subito dopo la fioritura, ovvero a fine estate o in autunno, quando i germogli dell'anno corrente sono distinguibili da quelli vecchi. È possibile posticipare l'intervento a febbraio nei climi miti. Evita assolutamente di potare in primavera, poiché in quel periodo è difficile distinguere i rami produttivi da quelli improduttivi, rischiando di tagliare i boccioli fiorali e perdere la fioritura annuale.
  • Come si pota correttamente l'oleandro per stimolare la fioritura?
    Per favorire una fioritura rigogliosa, devi eliminare i rami sfioriti e quelli secchi. Il taglio deve avvenire a circa un terzo della lunghezza dello stelo, lasciando circa 10 centimetri dalla base del ramo fiorifero. L'obiettivo è sfoltire la chioma per migliorare l'illuminazione interna e la circolazione dell'aria, mantenendo comunque una forma armoniosa. Non tagliare i rami nuovi dell'anno corrente, poiché l'oleandro fiorisce sui rami dell'anno precedente.
  • Quali precauzioni di sicurezza devo usare durante la potatura?
    L'oleandro è una pianta altamente velenosa in tutte le sue parti. Indossa sempre guanti monouso o robusti per proteggere la pelle dal contatto diretto con la linfa e la corteccia. Disinfetta attentamente gli attrezzi prima e dopo ogni intervento per prevenire infezioni. Dopo aver lavorato, lava accuratamente le mani. Non bruciare mai i residui di potatura, poiché i fumi rilasciati sono tossici e pericolosi per la salute.
  • Come si gestisce la potatura dell'oleandro coltivato in vaso?
    Gli oleandri in vaso richiedono una potatura più frequente e drastica rispetto a quelli in piena terra, dato che crescono rapidamente e tendono a diventare disordinati. Dopo la fioritura, accorcia i rami fioriferi della metà della loro lunghezza totale. I rami laterali devono essere ridotti fino a lasciare solo 10 centimetri dalla base. Questo intervento controlla lo sviluppo volumetrico e favorisce una nuova vegetazione compatta e sana per la stagione successiva.
  • Cosa fare se l'oleandro soffre di seccume dei fiori?
    Il seccume dei fiori è una patologia comune che causa l'appassimento progressivo dei capolini floreali. Se noti fiori secchi, rimuovili immediatamente durante le operazioni di potatura ordinaria per evitare che la malattia si diffonda. In casi di infestazioni persistenti, puoi intervenire con prodotti specifici durante il periodo di fioritura. Assicurati inoltre che gli attrezzi siano ben disinfettati per non introdurre funghi patogeni che potrebbero causare cancri vegetali sulla pianta.

Scheda Tecnica

Nerium oleander

Nome scientificoNerium oleander
FamigliaApocynaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAsia
EsposizionePieno sole
TerrenoBen drenato, fertile
IrrigazioneModerata, regolare in estate
FiorituraEstate (da giugno ad agosto)
Altezza2-4 metri
ConcimazionePrimavera-Estate, fertilizzante specifico per piante da fiore
PotaturaDopo la fioritura (fine estate/autunno) o a febbraio; rimuovere rami secchi e accorciare di 1/3
MoltiplicazionePropaggine, talea
Malattie e parassitiCocchiiglia, afidi, seccume dei fiori, cancri vegetali
Difficoltà di coltivazioneFacile