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Potatura acero

In questa pagina, approfondimento dedicato a tutte le varie tecniche di potatura acero. Come potarlo, quando potarlo e perchè.

di Redazione

29 settembre 2016

Potatura acero

L'acero è un albero con circa duecento diverse specie originarie dell’Europa, dell’America, della Cina e del Giappone. Cresce nelle zone collinari, submontane e in pianura e può raggiungere un’altezza di circa trenta metri. L’albero è a foglie caduche e comprende specie di diverse altezze, da quelle nane( non più di un metro) a quelle giganti, che raggiungono i già citati trenta metri. L’acero è una latifoglia molto apprezzata nei giardini privati, dove si coltivano spesso quello nano, giapponese e campestre. L’albero, grazie alla sua veloce crescita vegetativa, permette non solo di decorare l’ambiente esterno, ma anche di ombreggiarlo. Questa pianta presenta la caratteristica di numerosi ricacci vegetativi alla base. Questi ricacci ( rami) possono deturpare la forma dell’albero e sottrarre energia ai nuovi rami della parte apicale. In genere, i rami basali vanno quasi sempre potati, ma nel caso dell’acero si deve valutare sempre caso per caso, poiché trattasi di una specie che comprende diverse varietà con differenti esigenze vegetative e colturali.

Caratteristiche

Come già detto al precedente paragrafo, l’acero è un albero dalla crescita vigorosa. I rami basali che deturpano la forma della pianta andrebbero preferibilmente eliminati, ma su questo fronte si assiste ad opinioni discordanti. In realtà, la potatura dell’acero va effettuata in base alla specie. L’eliminazione dei rami basali può riguardare l’acero campestre, varietà che cresce molto velocemente in giovane età e che, entro poco tempo dalla messa a dimora, può raggiungere anche i due metri di altezza. La potatura dei ricacci basali riguarda la pianta giovane, perché quella matura ha completato la sua crescita e non necessita di ulteriori migliorie. L’eliminazione dei ricacci basali serve anche a dare una forma più ordinata all’albero. In genere, si eliminano i rami in base alla forma desiderata. Eliminando tutti quelli basali si stimola la crescita verso l’alto, lasciando invece qualche ramo si può creare una forma più armoniosa della chioma e tipica di un albero vero e proprio. Gli aceri della varietà negundo vanno, invece, potati spesso, perché hanno una crescita eccessiva e davvero impressionante. La potatura in questo caso non è solo estetica, ma serve a contenere l’eccessivo sviluppo vegetativo. Per la velocissima crescita dei rami basali, l’acero negundo si comporta quasi come una pianta infestante. L’acero rosso nano, invece, non va potato. In genere si devono eliminare solo i rami secchi, danneggiati o spezzati.

Come procedere

Per potare l’acero si usano degli attrezzi specifici, come le cesoie. Questi attrezzi vanno puliti e disinfettati, sia prima che dopo l’uso. I tagli si devono effettuare disegnando un angolo ideale di quarantacinque gradi, in modo da proteggere la ferita dagli accumuli di acqua e umidità. Nell’acero campestre si eliminano i rami basali partendo anche da un metro e mezzo dalla base. I rami al di sotto di questa altezza si possono anche non tagliare, perché liberati da quelli superiori inizieranno a crescere verso l’alto. Nell’acero negundo si potano tutti i nuovi ricacci, perché creano disordine alla pianta e le sottaggono luce e aria. Nelle specie di acero adulto si può anche non intervenire, perché la crescita si è ormai completata. In questi alberi si può praticare una potatura di mantenimento o di ringiovanimento, eliminando i rami vecchi, danneggiati o spezzati. Stessa potatura anche negli aceri nani, dove vanno tagliati solo i rami secchi o spezzati.

Quando potare

Sulla stagione di potatura dell’acero esistono opinioni discordanti: c’è chi dice di potare in inverno e chi dice di farlo in primavera. L’acero va potato lontano dal periodo vegetativo. L’ideale sarebbe farlo in inverno, nelle zone con stagione mite e non troppo rigida o a marzo, prima che si gonfino le gemme. La regola della potatura per alberi come aceri e betulle indica il mese di aprile come periodo ideale per potare. In realtà in questo periodo vanno eliminati solo i rami danneggiati dal gelo o spezzati dal vento invernale. Le altre operazioni per eliminare i ricacci vegetativi alla base si possono effettuare sempre a inizio marzo, prima del rigonfiamento delle gemme. Dopo questa fase è meglio non potare l’acero, perché il legno, in piena attività vegetativa, fa scorrere all’esterno la linfa, impedendo la cicatrizzazione delle ferite. Alcune specie di acero “infestanti” possono essere potate anche tra agosto e novembre. Nella potatura autunnale, in caso di rami secchi, si possono applicare anche degli anticrittogamici. Le ferite vanno, invece, protette con mastice. La potatura primaverile, tra marzo ed aprile, è molto faticosa per la pianta, che in pieno periodo vegetativo si trova a perdere troppa linfa e quindi energia. La linfa scorre proprio dalle ferite assieme a una sostanza zuccherina da cui si ricavano miele e il famoso sciroppo d’acero. In molti Paesi, gli aceri vengono potati proprio durante la stagione vegetativa per ricavare la sostanza da cui si ottiene lo sciroppo. Per ricavare grandi quantità di linfa si potano solo i rami più grossi. L’operazione è molto delicata e va effettuata solo da esperti o produttori di sostanze ricavate dall’acero.

Domande frequenti

  • Quando è il momento giusto per potare un acero?
    La potatura dell'acero richiede tempistiche precise per evitare stress alla pianta. L'epoca ideale è l'inverno, nelle zone a clima mite, oppure a marzo, prima che le gemmi si gonfino. È fondamentale operare lontano dal periodo vegetativo attivo. In alternativa, alcuni aceri considerati 'infestanti', come il Negundo, possono essere potati tra agosto e novembre. Evitare assolutamente la tarda primavera e l'estate inoltrata: in quel periodo la linfa scorre vigorosamente dalle ferite, ostacolando la cicatrizzazione e causando una perdita eccessiva di energie vitali per l'albero.
  • Bisogna eliminare i rami che crescono alla base del tronco?
    La gestione dei ricacci basali dipende strettamente dalla varietà e dallo stadio di sviluppo. Generalmente, sui giovani alberi si eliminano i rami bassi per favorire la crescita verticale e definire la struttura principale, specialmente su varietà a rapida espansione come l'Acero Campestre o il Negundo. Tuttavia, lasciare alcuni rami bassi può creare una chioma più armoniosa e naturale. Negli esemplari adulti, dove la crescita è completata, o nelle varietà nane, l'intervento sui ricassi basali non è necessario e potrebbe risultare controproducente, limitando la fotosintesi senza benefici strutturali.
  • Quali accorgimenti usare per i tagli sull'acero?
    Per garantire una corretta cicatrizzazione, i tagli devono essere netti e inclinati di circa quarantacinque gradi. Questa angolazione permette all'acqua piovana di defluire rapidamente, evitando ristagni che favoriscono marciumi e infezioni fungine. È essenziale utilizzare cesoie ben affilate e disinfettate prima e dopo ogni intervento per prevenire la trasmissione di patogeni. Dopo aver effettuato i tagli, soprattutto se di grandi dimensioni, è consigliabile applicare un mastice cicatrizzante sulle ferite per proteggerle da agenti esterni e insetti, accelerando il processo di guarigione del legno.
  • Ci sono varietà di acero che non richiedono potatura?
    Sì, non tutte le varietà rispondono allo stesso modo agli interventi di potatura. L'Acero Rosso Nano, ad esempio, è una varietà che generalmente non va potata se non per motivi igienici. Su queste piante si consiglia di rimuovere esclusivamente i rami secchi, danneggiati o spezzati dal vento. Al contrario, specie come l'Acero Negundo mostrano una crescita così vigorosa da richiedere potature frequenti per contenerne lo sviluppo eccessivo e mantenere l'ordine estetico. Valutare sempre la specifica esigenza della varietà prima di intervenire, distinguendo tra potatura di formazione, contenimento e manutenzione.
  • Si può potare l'acero per raccogliere la linfa?
    La raccolta della linfa per produrre sciroppo d'acero è un'operazione specializzata che avviene durante il periodo vegetativo, solitamente in tarda primavera. A differenza della potatura ornamentale, qui si effettuano tagli specifici sui rami più grossi per indurre il flusso di linfa ricca di zuccheri. Questa pratica è delicata e richiede competenze specifiche per non compromettere la salute dell'albero. Viene condotta prevalentemente da produttori esperti o in regioni dove questa tradizione è radicata. Per un giardiniere amatoriale, l'obiettivo principale rimane la cura estetica e sanitaria, non la produzione di derivati alimentari.

Scheda Tecnica

FamigliaAceraceae
Tipo di piantaAlbero a foglie caduche
OrigineEuropa, America, Cina, Giappone
EsposizionePieno sole
IrrigazioneRegolare
AltezzaDa 1m (nano) a 30m (gigante)
PotaturaInverno/Primavera (prima del rigonfiamento gemme) o estate/autunno per alcune specie
Difficoltà di coltivazioneMedia