grillotalpa

parassiti delle piante

Grillotalpa

Come combattere il grillotalpa, l'insetto parassita che abita orti e giardini colpisce la pianta dall'apparato radicale erodendo le radici.

di Redazione

08 luglio 2016

Grillotalpa

Il grillotalpa è un insetto appartenente al genere degli Ortotteri e alla famiglia dei Gryllotalpidae. A dispetto del nome, il grillotalpa non ha un bell’aspetto, ma fosse solo per questo si potrebbe anche soprassedere. Sfortunatamente, questo insetto infesta spesso i terreni degli orti, dei giardini e dei vivai, causando gravi danni alle piante. Non esistono specie escluse dai danni di questo insetto: ortaggi, piante a fiore e tuberi non resistono all’azione dannosa del grillotalpa, considerato uno dei più comuni e al tempo stesso temibili parassiti delle piante.

Caratteristiche

Il grillotalpa presenta una colorazione bruna o rossastra, con un corpo formato da testa, torace piuttosto lungo e slanciato e zampe anteriori più corte usate per scavare delle gallerie nel terreno. L’insetto, nella forma adulta, è lungo da 40 mm a cinque centimetri, è ovoviparo e depone uova sul terreno, nella tarda primavera. La capacità riproduttive del grillotalpa è molto elevata, con deposizione di circa trecento ovoteche all’anno. Le larve hanno la forma di neanide, molto simile all’insetto adulto, ma di dimensioni più piccole e con una colorazione più chiara tendente al giallo. Le neanidi svernano in estate e dopo un breve periodo di accudimento, da parte della madre, iniziano ad essere autonome e a scavare gallerie nel terreno. Il periodo che intercorre tra lo stadio di neanide e l’insetto adulto è di circa due anni.

Danni piante

Il grillotalpa, solitamente, infesta i terreni degli orti e dei giardini. Predilige aiuole non curate o tappeti erbosi. Il suolo è l’habitat ideale del grillotalpa che, in genere, vi trascorre tutta la vita, scavando fori e gallerie lunghe da venti centimetri a un metro. Durante questa attività “escavatoria”, il grillotalpa erode le radici delle piante e i tuberi. I principali danni alle specie vegetali avvengono proprio nelle radici, perché l’insetto non è perfettamente fitofago, anche se non disdegna di nutrirsi proprio delle radici delle piante a fiore, del pomodoro, della patata, delle carote, dei peperoni e delle bietole. L’apparato radicale, danneggiato dall’insetto, appare morsicato e le piante, specie quelle più giovani, non potendo assorbire le sostanze nutritive del terreno, finiscono per seccarsi irrimediabilmente.

Cause

Il grillotalpa è attirato dai terreni morbidi, umidi e poco curati. Una cattiva manutenzione del tappeto erboso e una scarsa cura delle aiuole possono attirare questo insetto spingendolo ad insediarsi stabilmente all’interno del suolo del nostro orto o giardino. Residui di foglie secche, bucce di patate, resti di carote o di altre piante a fiore ed orticole, vanno prontamente eliminati dal suolo, poiché attirano l’insetto facendogli credere di potersi nutrire delle loro radici. Dal suolo vanno rimossi anche resti di piante ricche di amido o di altre sostanze organiche che decomponendosi inumidiscono ulteriormente il terreno. Altri fattori che possono attirare il grillotalpa, una concimazione a base di compost poco maturo. Più un concime organico è umido e più si creano le condizioni per attirare l’insetto.

Lotta

La lotta al grillotalpa può essere attuata tramite rimedi chimici o biologici. I primi consistono nell’adozione di esche avvelenate, ovvero di esche impregnate di carbammati aromatici, composti altamente tossici non solo per l’insetto, ma anche per l’ambiente. In commercio esiste un composto per esche velenose, chiamato Methiocarb, proprio a base dei carbammati. Le esche andrebbero inserite nel terreno in modo da uccidere l’insetto durante la fase di scavo e di erosione delle radici. Purtroppo, i veleni sono tossici anche per il suolo, per le piante e per gli uccelli che si trovano a beccare le stesse esche. Per ridurre il rischio di tossicità su piante e suolo, le esche ( resti di carote, mele o patate) si possono inserire in un contenitore di plastica, magari una bottiglia vuota per l’acqua minerale, tagliata a metà e interrata con all’interno la sostanza impregnata di veleno. Le esche avvelenate vanno posizionate sul suolo nel periodo compreso tra aprile, maggio, ovvero quello in cui avviene la deposizione delle uova. La raccolta degli insetti morti va fatta durante le prime ore del mattino per evitare che gli uccelli muoiano nutrendosi proprio degli esemplari avvelenati. Altro valido metodo di lotta al grillotalpa, quello biologico. In natura esistono predatori naturali del grillotalpa: si tratta del gatto, del riccio, del toporagno, di alcune specie di uccelli rapaci, dei merli e dell’upupa.

Lotta biodinamica

La biodinamica è una disciplina che propone rimedi naturali per risolvere diversi problemi comuni, come la cura delle malattie delle piante o altro. Questa disciplina suggerisce dei consigli anche per liberarsi del grillotalpa. Un rimedio biodinamico molto efficace contro il grillotalpa è quello di posizionare, lungo i bordi del terreno, una bottiglia di plastica tagliata a metà e riempita di pezzi di ortaggi o di birra. La trappola va coperta con una tegola per impedire che vi entri la pioggia e per creare oscurità. Dopo alcuni giorni, attirati dai residui organici della bottiglia, i grillotalpa vi finiranno dentro. A questo punto li si potrà bruciare, distribuendo sul terreno la cenere ottenuta. I resti degli insetti bruciati rappresentano delle tossine per i grillotalpa, che si terranno alla larga dalla zona “contaminata”.

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Domande frequenti

  • Come riconoscere i danni causati dal grillotalpa sulle mie piante?
    Il grillotalpa causa danni principalmente all'apparato radicale, erodendo le radici e i tuberi mentre scava gallerie nel terreno. Le radici appaiono morsicate e spezzate. Di conseguenza, le piante, specialmente quelle giovani, non riescono ad assorbire acqua e nutrienti, portando a un rapido appassimento e seccamento irreversibile. Spesso si notano anche fori e gallerie superficiali nel suolo, lunghe fino a un metro, tipici delle sue attività escavatorie.
  • Quali sono le cause principali che attirano il grillotalpa in giardino?
    Il grillotalpa è attratto da terreni morbidi, umidi e trascurati. La presenza di residui organici in decomposizione come foglie secche, bucce di patate, carote o compost non maturo crea un ambiente ideale e fornisce cibo. Questi materiali aumentano l'umidità del suolo e rilasciano odori che segnalano all'insetto la disponibilità di radici tenere e sostanze organiche, incentivandolo a insediarsi stabilmente nell'area.
  • Esistono metodi biologici efficaci per contrastare il grillotalpa?
    Sì, oltre alla presenza di predatori naturali come ricci, toporagni e certi uccelli, si possono usare trappole biodinamiche. Un metodo consiste nel interrare bottiglie di plastica tagliate a metà, riempite di pezzi di ortaggi o birra, e coperte da una tegola per creare oscurità. Gli insetti vi entrano attratti dall'odore. Un'altra opzione è l'uso di esche naturali (carote, mele) immerse in prodotti specifici, inserite in contenitori parzialmente sepolti per limitare i rischi ambientali.
  • Quando è il momento migliore per intervenire contro il grillotalpa?
    L'intervento è più efficace tra aprile e maggio, periodo in cui avviene la deposizione delle uova da parte delle femmine adulte. Posizionare esche avvelenate o trappole in queste settimane permette di colpire la popolazione prima che le larve si diffondano. È fondamentale raccogliere gli insetti morti nelle prime ore del mattino per prevenire l'avvelenamento secondario di uccelli o animali domestici che potrebbero cibarsene.
  • Come funziona la tecnica della cenere per allontanare il grillotalpa?
    Questa tecnica fa parte della lotta biodinamica. Dopo aver catturato i grillotalpa con trappole (es. bottiglie con birra/ortaggi), si procede alla combustione degli insetti. La cenere risultante viene distribuita sul terreno intorno alle aree colpite. I resti carbonizzati agiscono come tossine repellenti per il grillotalpa, creando una zona 'contaminata' che l'insetto tende a evitare, proteggendo così le radici delle piante vicine dalle successive incursioni.