Peronospora

malattie delle piante

Caratteristiche della peronospora

La peronospora è una malattia che colpisce moltissime piante erbacee, agricole e anche ornamentali, causando innumerevoli perdite colturali.

di Redazione

27 dicembre 2016

Cos'è la peronospora

Il termine peronospora in agricoltura viene usato per definire una malattia causata da diversi agenti patogeni che colpisce un grande numero di piante. Essa è provocata da protisti appartenenti al genere Peronospora, alla famiglia delle Peronosporacee e a quella delle Piziacee, ma causa la stessa tipologia di sintomi indipendentemente dal tipo di fungo che attacca la coltivazione. E' inoltre una delle malattie più temute perché, pur non portando alla morte immediata della pianta, è molto dannosa: economicamente parlando, è responsabile del deperimento della vegetazione e della mancanza di fiori e frutti, e inoltre deturpa anche l'estetica delle piante ornamentali a causa delle macchie e dell'avvizzimento che provoca. Essa è favorita dalla temperatura primaverile e dall'umidità, situazioni che ne aggravano anche lo sviluppo, e anche per questo si pensa che sia originaria delle regioni del Sud America.

I sintomi

La peronospora attacca, per prima cosa, il fogliame della pianta, a partire dal margine inferiore. Essa si manifesta con delle macchie, di colore diverso a seconda della pianta, sulla parte superiore delle foglie: violacee nella rosa, traslucide per la vite, brune per il pomodoro e così via. In seguito le macchie marciscono e diventano accumuli di muffa che provocano l'avvizzimento e la caduta delle foglie. L'infezione poi pian piano arriva a interessare tutta la pianta e anche i frutti, che cambiano colore e marciscono proprio come le foglie. E' molto importante riconoscere subito i sintomi della malattia al loro primissimo insorgere, sia per evitare che essa si estenda a tutta la coltivazione, sia perché non esistono ancora interventi curativi biologici in grado di fermarla, ma soltanto composti chimici che vanno a intaccare i tessuti della pianta.

Il ciclo della malattia

A partire dall'Ottocento, la malattia è stata importata in Italia con i vitigni americani, portatori immuni, e da allora si è diffusa sempre più, specialmente tra le piante di vite. La peronospora è un fungo parassitario, perciò sopravvive sottraendo le sostanze nutritive alla pianta che attacca, e si può riprodurre in due modi: per via sessuata si originano le oospore, che però sono molto rare, mentre per via asessuata le zoospore, depositate sul terreno umido e sulle piante infestate precedentemente. Quest'ultime sono quelle che vanno ad attaccare nuove coltivazioni e generano la maggior parte delle infezioni. Il ciclo vitale della malattia è rappresentato dal micelio, il filamento che si forma sulla pianta e da cui si originano le zoospore nel periodo invernale, e che infetta la pianta in quello primaverile.

Prevenire e combattere la malattia

E' molto importante riuscire a prevenire la peronospora, poiché, nonostante si può riuscire ad arrestarne la propagazione, i danni rimangono permanenti. Importanti precauzioni da prendere, quindi, sono: drenare bene le piante alla base e sul terreno intorno per evitare accumuli di acqua, ridurre le irrigazioni eccessive, eliminare gli scarti di potatura alla base e monitorare attentamente la situazione per cogliere l'eventuale infezione sul nascere. Si possono anche somministrare alle coltivazioni degli anticrittogamici preventivi da contatto, che impediscono che le spore tocchino la pianta, quando non si sono ancora verificate le condizioni di sviluppo ideali della malattia. La peronospora si può curare anche con l'utilizzo di fungicidi sistemici, che però sono sostanze altamente chimiche e potenti.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi sintomi visibili della peronospora sulle foglie?
    I primi sintomi compaiono inizialmente sul margine inferiore delle foglie, manifestandosi successivamente sulla pagina superiore con macchie di colore variabile. Ad esempio, sulle rose le macchie sono violacee, sulla vite appaiono traslucide, mentre sui pomodori sono brune. Col tempo, queste aree marciscono trasformandosi in accumuli di muffa, portando all'avvizzimento e alla caduta prematura del fogliame.
  • Esistono cure biologiche efficaci per debellare la peronospora una volta contratta?
    Attualmente non esistono interventi curativi biologici in grado di fermare completamente la malattia una volta instauratasi. Gli unici trattamenti efficaci sono di natura chimica, utilizzando composti che agiscono direttamente sui tessuti della pianta. Pertanto, l'unica strategia realmente valida è la prevenzione costante, poiché i danni causati dall'infezione rimangono permanenti anche dopo l'intervento.
  • Come si previene la diffusione della peronospora nell'orto e in giardino?
    La prevenzione richiede alcune accortezze fondamentali: assicurarsi un ottimo drenaggio alla base delle piante e nel terreno circostante per evitare ristagni idrici, ridurre le irrigazioni eccessive ed eliminare tempestivamente gli scarti di potatura posizionati a terra. Inoltre, è cruciale monitorare costantemente la vegetazione per intercettare eventuali segni di infezione nelle fasi iniziali e applicare anticrittogamici preventivi da contatto.
  • In quali condizioni climatiche la peronospora tende a svilupparsi maggiormente?
    Lo sviluppo della peronospora è favorito da temperature primaverili e da elevati livelli di umidità ambientale. Queste condizioni ambientali accelerano notevolmente il ciclo vitale del patogeno, permettendo alle zoospore di diffondersi rapidamente attraverso il terreno umido e le piante già infestate, generando la maggior parte delle nuove infezioni durante la stagione primaverile.
  • Cosa sono le zoospore e qual è il loro ruolo nel ciclo della malattia?
    Le zoospore sono le strutture riproduttive prodotte per via asessuata dal micelio della peronospora. A differenza delle oospore (riproduzione sessuata), che sono rare, le zoospore sono responsabili della quasi totalità delle infezioni. Esse si depositano sul terreno umido e sulle piante preesistenti, attaccando nuove coltivazioni e generando focolai epidemici, soprattutto nel periodo primaverile.