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innesto

tipi di innesto

In questo articolo descritte tutte le tecniche e e modalità di esecuzione dei vari tipi di innesto

di Redazione

24 gennaio 2013

Tipi di innesto

L’innesto è una pratica colturale destinata a ottenere una nuova pianta dall’incrocio di due piante simili o affini. In tal senso, questa tecnica si può definire anche un metodo di propagazione delle piante. Si preferisce innestare le piante quando dalla propagazione per seme o per talea non si ottengono nuove specie qualitativamente e quantitativamente apprezzabili. L’innesto viene essenzialmente praticato per le piante da frutto. Questa tecnica consente, infatti, di ottenere nuovi alberi con frutti più gustosi, esteticamente gradevoli e più resistenti alle avversità. L’innesto, dunque, non ha solo finalità estetiche o riproduttive, ma anche qualitative. Per ottenere il massimo da questa pratica colturale, si eseguono diversi tipi di innesto. I più noti sono quelli a gemma e a marza, all’interno delle quali si trovano l’innesto a occhio, a pezza, a zufolo, a pezza, a maiorchina, a spacco semplice o doppio e a corona. All’interno degli innesti a gemma si individuano anche quelli a gemma dormiente e vegetante. Queste ultime due tipologie di innesti sono riferite non alla tecnica ma all’epoca dell’innesto e del prelievo delle gemme.

Innesti a gemma

Gli innesti a gemma si praticano usando solo le gemme presenti nei rami della pianta. Si tratta di minuscole parti vegetative da cui avrà origine il germoglio e quindi nuovi rami e foglie. Le tecniche di innesto a gemma innestano queste strutture sui rami più vigorosi della pianta madre, detta anche portainnesto. In genere, l’innesto della gemma nel portainnesto avviene al centro del ramo o a piede. Questa tecnica è praticata per le piante da frutto, specie per la vite, e garantisce buone probabilità di attecchimento. Come già detto al paragrafo precedente, gli innesti a gemma comprendono diverse tecniche , tra cui l’innesto a occhio o a scudetto, a zufolo, a maiorchina, ecc. Nell’innesto a occhio si pratica un taglio a forma di T nel ramo del portainnesto. In questo ramo sarà inserita una gemma, detta “ a legno”, cioè matura e non nodosa. Le parti innestate si tengono ferme legandole con la rafia. Negli innesti a gemma esiste anche un’altra tecnica chiamata “ innesto a salgues”, si tratta sempre di una variante dell’innesto a occhio o a scudetto. In questa tecnica, il taglio del portainnesto ha una forma ovale dove viene inserita una gemma con attaccata una parte di corteccia della stessa forma. Le due parti si legano con due pezzi di rafia nella parte superiore e inferiore del taglio. Altre varianti dell’innesto a occhio sono quello a zufolo, a pezza, a maiorchina, a scudo e a scheggia. Il nome dell’innesto dipende dalla forma del taglio del portainnesto e da quella della gemma. Le due parti dovranno, infatti, coincidere perfettamente. Nell’innesto a zufolo, il ramo del portainnesto viene tagliato lasciando uno spazio cilindrico che è simile alla forma dello zufolo; nell’innesto a pezza, il taglio e la superficie della gemma hanno forma quadrata, nell’innesto a maiorchina, gemma e taglio hanno forma arrotondata, nella parte alta, e lineare alla base; quelli a scudo e a scheggia hanno tagli e gemma rispettivamente con la forma di uno scudo e di una scheggia.

Innesti a marza

Anche nel campo degli innesti a marza esistono diverse tecniche colturali di collegamento tra due piante. Questi innesti si differenziano da quelli a gemma perché il nesto ( la parte da innestare) è composto da un ramo contenente due o tre gemme. Nell’ambito di questi innesti si distinguono quello a spacco diametrale, a spacco inglese semplice o doppio, a spacco laterale e a corona. L’innesto a spacco diametrale consiste nel ricavare una superficie tonda dal ramo più vigoroso del portainnesto e nel praticarvi un taglio lungo tutto il suo diametro dove sarà innestato un ramo con gemme ( marza). Nello spacco si può inserire una sola o due marze. Nel primo caso, la marza sarà collocata al centro, nel secondo, ai lati dello spacco. Nell’innesto a spacco inglese semplice, il diametro della marza e della superficie del portainnesto devono coincidere perfettamente. Nello spacco inglese doppio si esegue un’altra incisione sulla marza e sul portainnesto in modo da incastrare meglio le due parti. Nell’innesto a spacco laterale, il taglio per innestare la marza viene effettuato in un lato del portainnesto. Nell’innesto a corona si praticano dei tagli ai bordi della superficie del portainnesto. In questi spazi saranno inserite almeno tre marze con due gemme, che formeranno proprio una specie di corona che circonda la superficie circolare della pianta madre. L’innesto a spacco si pratica per gli alberi da frutto.

Innesti a gemma dormiente e vegetante

Come accennato in un precedente paragrafo, gli innesti a gemma possono essere praticati a gemma vegetante o dormiente. Nel primo caso, la gemma sarà prelevata durante la sua fase di riposo della pianta, ovvero tra luglio e settembre. Nei mesi più caldi può essere prelevata anche a giugno. Questa gemma attecchirà nella primavera successiva. Il prelievo deve coincidere con la fase dell’innesto. Nell’innesto a gemma vegetante, la gemma si preleva nel periodo di piena attività vegetativa, cioè in primavera. Questa struttura andrà poi messa in un sacchetto e conservata in frigorifero a una temperatura non superiore ai quattro gradi. L’innesto avverrà in un momento successivo, ovvero tra l’estate e l’autunno.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra innesto a gemma e innesto a marza?
    La differenza sostanziale risiede nella porzione di pianta utilizzata come nesto. Nell'innesto a gemma si utilizza esclusivamente una singola gemma prelevata dai rami della pianta madre, inserendola nel portainnesto. Al contrario, nell'innesto a marza si utilizza un frammento di ramo, chiamato marza, che contiene almeno due o tre gemme. Entrambe le tecniche mirano a unire due piante affini, ma la marza rappresenta una porzione vegetativa più ampia rispetto alla singola gemma.
  • Cosa significano i termini 'gemme dormienti' e 'gemme vegetanti' negli innesti?
    Questi termini indicano lo stato fisiologico della gemma al momento del prelievo e non la tecnica di applicazione. La gemma dormiente viene prelevata durante il riposo vegetativo della pianta, solitamente tra luglio e settembre, e attecchirà nella primavera successiva. La gemma vegetante, invece, si preleva in primavera durante la piena attività vegetativa; dopo il prelievo va conservata in frigorifero a temperature basse (sotto i 4°C) per essere innestata successivamente, tra estate e autunno.
  • Perché si preferisce usare l'innesto rispetto ad altre forme di propagazione?
    L'innesto è preferito quando la propagazione per seme o per talea non garantisce risultati qualitativi o quantitativi soddisfacenti. Questa tecnica permette di combinare le caratteristiche positive di due piante: il portainnesto offre robustezza e resistenza alle avversità, mentre la marza o la gemma garantiscono frutti di qualità superiore, più gustosi ed esteticamente gradevoli. È una pratica essenziale soprattutto per le piante da frutto per mantenere le proprietà varietali originali.
  • Come funziona tecnicamente l'innesto a spacco inglese?
    L'innesto a spacco inglese richiede che il diametro della marza e della superficie del portainnesto coincidano perfettamente. Nella versione semplice, si pratica un taglio obliquo su entrambe le parti per unirle. Nella versione doppia, si effettua un'ulteriore incisione trasversale sia sulla marza che sul portainnesto. Questo secondo taglio crea un meccanismo di bloccaggio che facilita l'incastrarsi delle due parti, migliorando il contatto tra i tessuti cambiali e favorendo una migliore attecchimento.
  • In cosa consiste l'innesto a corona e quali marze utilizza?
    L'innesto a corona si applica praticando tagli verticali ai bordi della superficie tagliata del portainnesto. In questi spazi vengono inserite almeno tre marze, ciascuna dotata di due gemme. Le marze vengono disposte in modo da circondare la superficie circolare della pianta madre, creando appunto una struttura a 'corona'. Questa tecnica è comunemente usata per gli alberi da frutto e permette di introdurre più varietà o ramificazioni contemporaneamente sullo stesso ceppo.