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innesto a spacco pieno

In questa pagina, tutto quello che bisogna sapere per eseguire correttamente l'innesto a spacco pieno

di Redazione

08 febbraio 2013

Innesto a spacco pieno

L’innesto è una pratica colturale che mira a ottenere nuove varietà di piante unendone due affini. Le tecniche di innesto delle piante sono molto varie tra loro e in molti nostri articoli abbiamo ampiamente descritto le più diffuse. Nella pratica colturale si praticano innesti a gemma e a marza. Nei primi, la pianta da innestare ( nesto) è composta solo da gemme (con una porzione di corteccia) che saranno inserite nel portainnesto. Nei secondi, la pianta da innestare sarà composta da rametti contenenti da una a tre gemme ( le marze). Gli innesti a marza sono anche detti a spacco perché richiedono che nel portainnesto venga praticato uno spacco necessario all’inserimento delle marze.

Caratteristiche

Nella pratica colturale si eseguono diverse tipologie di innesti a spacco. Questi innesti si possono praticare sia per gli alberi da frutto che per le piante ornamentali. Se nei primi, al fine di ottenere buone probabilità di attecchimento, si praticano anche gli innesti a gemma, nelle seconde( piante ornamentali) si pratica quasi esclusivamente una delle tecniche più semplici di innesto a spacco, ovvero quello “ a spacco pieno”. L’innesto a spacco pieno non ha finalità produttive ed è per tale motivo che viene praticato solo sulle piante ornamentali. Con questo semplicissimo innesto si possono ottenere piante dai fiori intensamente colorati e dal portamento molto decorativo ed esteticamente gradevole.

Come procedere

L’innesto a spacco pieno consiste nel collegare tra loro un nesto e un portainnesto che devono avere quasi lo stesso diametro. Un ramo vigoroso del portainnesto viene tagliato fino a ottenere una superficie circolare. All’interno di questa superficie si praticherà un taglio profondo almeno tre centimetri, in cui sarà inserito un ramo portante tre gemme. Questo ramo ( la marza) dovrà avere un diametro quasi simile a quello del portainnesto. La punta di questa marza può essere forgiata a cuneo, in modo da favorire l’incastro con il portainnesto. Una variante dell’innesto a spacco pieno è quella a sella. In tal caso, la marza e il portainnesto, sempre con diametro coincidente, vengono tagliati in modo da ottenere rispettivamente nella parte superiore e inferiore delle stesse, un mezzo diametro. All’interno di questo mezzo diametro vi sarà un’incavatura che permetterà di unire le due parti. Le parti innestate, sia nell’innesto a sella che in quello a spacco pieno originale, vanno unite legandole con della rafia.

Epoca innesto

Come già detto, l’innesto a spacco pieno si pratica frequentemente per le piante ornamentali. L’epoca ideale per questo innesto è tra febbraio e marzo, stagione in cui la corteccia su stacca più facilmente dal legno evitando la formazione di ferite difficili da rimarginare.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra l'innesto a spacco pieno e quello a sella?
    La differenza risiede nella forma del taglio effettuato sulla marza e sul portainnesto. Nell'innesto a spacco pieno classico, si pratica un taglio verticale profondo almeno tre centimetri nel portainnesto, mentre la marza viene appuntita a cuneo per inserirsi perfettamente. Nell'innesto a sella, invece, sia la marza che il portainnesto vengono tagliati trasversalmente per creare un mezzo diametro; successivamente si realizza un'incavatura in entrambe le parti che permette un incastro reciproco simile a una sella. Entrambe le varianti richiedono diametri quasi identici per le due parti da unire.
  • Perché l'innesto a spacco pieno si usa solo sulle piante ornamentali e non da frutto?
    Questa tecnica è considerata troppo semplice e meno robusta rispetto ad altre metodologie, quindi non garantisce le stesse probabilità di attecchimento necessarie per le piante da frutto, dove la produzione è prioritaria. Viene impiegata quasi esclusivamente per le piante ornamentali, poiché il suo scopo non è produttivo ma puramente estetico. L'obiettivo è ottenere esemplari con fiori intensamente colorati e un portamento decorativo, soddisfacendo le esigenze decorative senza richiedere la resistenza strutturale offerta da innesti più complessi usati in frutticoltura.
  • Quando è il periodo migliore per eseguire l'innesto a spacco pieno?
    Il momento ottimale per praticare questa tecnica va da febbraio a marzo. In questo periodo, noto come tardo inverno/inizio primavera, la linfa inizia a muoversi ma le foglie non si sono ancora sviluppate completamente. È fondamentale che la corteccia si stacchi facilmente dal legno durante l'operazione; ciò facilita l'inserimento della marza e riduce il rischio di danni tissutali. Tagliare quando la corteccia è ben aderente al legno potrebbe causare ferite difficili da rimarginare, compromettendo il successo dell'attecchimento.
  • Quali caratteristiche devono avere il portainnesto e la marza per questo innesto?
    Affinché l'innesto abbia successo, è essenziale che il ramo del portainnesto e la marza abbiano diametri quasi identici. Il portainnesto deve essere un ramo vigoroso tagliato in modo da ottenere una superficie circolare pulita. La marza deve essere un ramo portante da una a tre gemme, preferibilmente vigoroso, e il suo diametro deve corrispondere a quello del portainnesto. Questa corrispondenza dimensionale è cruciale affinché le superfici cambiali possano mettersi in contatto stretto, favorendo la fusione dei tessuti e la sopravvivenza della pianta innestata.
  • Come si fissano le parti dopo aver eseguito l'innesto a spacco pieno?
    Una volta inserita la marza nello spacco del portainnesto (oppure incastrata nella sella), le due parti devono essere unite saldamente per impedire movimenti che potrebbero interrompere la cicatrizzazione. La procedura standard prevede di legare accuratamente il punto di innesto utilizzando della rafia. Questo materiale è preferito perché è resistente, flessibile e non taglia i tessuti vegetali durante la crescita. La legatura tiene ferme le superfici di contatto, garantendo che il nesto e il portainnesto restino uniti finché non si sarà verificata la completa saldatura dei tessuti.