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botanica farmaceutica

La botanica farmaceutica studia piante medicinali, cosmetiche e velenose. Classifica le specie nell'erbario per identificarne i principi attivi utili.

di Redazione

28 febbraio 2012

Introduzione

La botanica farmaceutica è una branca della botanica che si occupa di studiare le piante medicinali e i loro effetti sull’organismo umano. Sono ricomprese in questo specifico settore di studio non solo le piante con proprietà terapeutiche, ma anche quelle utilizzate in fitocosmesi ed aromaterapia e le specie velenose o con proprietà insetticide e antiparassitarie. Con la botanica farmaceutica non si soddisfa solo una curiosità millenaria che permette di scoprire le infinite proprietà di piante ed erbe medicinali, ma anche la pericolosità di molte specie presenti in natura e che spesso sono in grado di provocare la morte di coloro che vi si avvicinano per errore o per ignoranza. I principali settori di studio della botanica farmaceutica sono, dunque, legati alle piante medicinali, alle piante cosmetiche e a quelle velenose. A volte, caratteristiche negative e positive possono coesistere all’interno delle stesse specie o in alcune varietà, ma lo studio attento degli effetti delle stesse specie permette di ricavarne solo i principi attivi utili al benessere e alla bellezza del corpo umano. Cosa che sarebbe impossibile se non esistesse la botanica farmaceutica, scienza a dir la verità antichissima, ma anche molto attuale, visto il grande interesse dei nostri tempi verso la natura e le proprietà benefiche del mondo vegetale.

Piante medicinali

Le piante medicinali vengono classificate dalla botanica farmaceutica nell’erbario, ovvero nell’elenco che descrive e raggruppa le specie vegetali con proprietà terapeutiche. In botanica l’erbario esiste per classificare e descrivere tutte le specie esistenti nel mondo vegetale, ma l’elenco della botanica farmaceutica è più specifico perché raccoglie, censisce e descrive solo le piante con proprietà che sono in grado di assimilarle ai farmaci di sintesi. Seguendo le indicazioni dell’erbario farmaceutico, di solito rappresentato da un manuale o da un vero e proprio libro, si può avere una mappa completa delle piante con caratteristiche utili alle proprie necessità. L’erbario farmaceutico si compone di diversi capitoli in cui vengono elencate sia le piante in ordine alfabetico che raggruppate per caratteristiche. Le piante medicinali censite tramite la botanica farmaceutica vengono anche chiamate piante officinali o piante dell’orto dei semplici, in riferimento al giardino che nel Medioevo i monaci usavano per coltivare piante ed erbe con proprietà curative. Le piante medicinali classificate dalla botanica farmaceutica si dividono in : piante attive sulla cute, piante attive sul sistema nervoso, piante attive sull’apparato genito urinario, piante attive sull’apparato muscolo scheletrico, piante attive sull’apparato digerente, piante attive sul sistema cardiocircolatorio e piante attive sull’apparato respiratorio. Le erbe definite “medicinali” sono circa 100, anche se bisogna fare attenzione a non confondere il termine “medicinale” con officinale. Nel primo caso ci si riferisce a sostanze vegetali in grado di curare delle malattie al pari dei farmaci, nel secondo si tratta di sostanze vegetali che le aziende farmaceutiche possono usare per aggiungerle ai farmaci prodotti. La classificazione tra erbe medicinali e officinali cambia anche da un Paese all’altro, per cui, una specie ritenuta medicinale in una specifica Nazione, potrebbe non essere ritenuta tale in un’altra. Nella medicina ayurvedica le piante medicinali sarebbero circa 400, di cui 100 ritenute fondamentali per la cura di patologie comuni, come raffreddori, controllo del colesterolo, depurazione del fegato. Tra le piante medicinali si ricorda il gingko biloba usato per problemi cardiovascolari e fluidificare il sangue, l’aloe, ritenuta un potente antiossidante, il triphala con proprietà ipotensive. La lista di piante medicinali è lunghissima, ma procurandosi un erbario, anche presso un’erboristeria o una libreria online, si potrà avere tutta la lista completa delle piante ritenute “medicinali”.

Piante con effetti cosmetici

Le piante utilizzate per migliorare l’aspetto fisico danno vita alla cosiddetta fitocosmesi. Anche queste specie vengono censite dalla botanica farmaceutica che ne descrive dettagliatamente le proprietà e i possibili effetti. Nei manuali di botanica farmaceutica si troverà sempre la foto della pianta, il nome volgare e il nome latino completo, con adeguata descrizione. Le piante usate in fitocosmesi sono circa 35 e alcune vengono classificate anche come piante medicinali e officinali. E’ il caso del gingko biloba, stimolatore della circolazione sanguigna, usato anche per produrre creme per il viso. Altre piante con effetti cosmetici sono l’ortica, il salice e l’agave, usati per realizzare shampoo antiforfora, oppure la lawsonia, la cassia e l’indigo, da cui si ricava l’hennè per tingere i capelli o disegnare tatuaggi sul corpo. Molte piante a fiori vengono usate anche per produrre essenze profumate. L’iris, ad esempio, permette di creare delle singolari profumazioni per donna. I manuali di botanica farmaceutica forniscono una mappa dettagliata e completa delle specie vegetali contenenti dei principi attivi, ma ciò non deve indurre a credere che si possano sfruttare le nozioni di botanica farmaceutica per curarsi da sé o per apparire più belli. La botanica farmaceutica è una scienza che attiene alla biologia e che si studia all’università, dove non si parla di piante dagli effetti miracolosi, ma di caratteristiche scientifiche delle singole specie vegetali.

Piante con effetti tossici e antiparassitari

La botanica farmaceutica studia e censisce anche le piante con effetti tossici e con proprietà insetticide e antiparassitarie. La classificazione è molto importante perché serve sia alle aziende per produrre presidi vegetali da usare in agricoltura e sia ai consumatori per stare lontani da specie vegetali pericolose, altrimenti scambiabili per innocue. In natura esistono piante completamente velenose, circa una ventina, e tantissime che possono avere sia effetti tossici che effetti benefici in base alla parte utilizzata. Tra le specie completamente velenose si ricorda la belladonna. I manuali di fitomedicina classificano circa 51 piante velenose. Alcune di queste, come la noce vomica, vengono usate in omeopatia. Queste piante sono molto pericolose se ingerite e vanno maneggiate solo da esperti. Alcune piante con effetti tossici vengono usate in agricoltura e giardinaggio come insetticidi e antiparassitari. E’ il caso dell’assenzio che fa da repellente per afidi e lepidotteri. Altre piante con proprietà antiparassitarie sono: l’aglio, l’equiseto, l’ortica, il pomodoro, il tanaceto, la felce aquilina., il peperoncino, la quassia e la propoli.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra piante medicinali e piante officinali?
    La distinzione principale risiede nell'utilizzo regolamentato e nella percezione terapeutica. Le piante medicinali sono quelle considerate capaci di curare malattie al pari dei farmaci sintetici, agendo direttamente sui sintomi o sulle cause patologiche. Le piante officinali, invece, sono specie vegetali che contengono principi attivi utili e che le aziende farmaceutiche possono utilizzare come ingredienti integrativi nei processi di produzione dei farmaci. È importante notare che questa classificazione non è universale: una pianta considerata medicinale in un paese potrebbe essere classificata diversamente in un altro, riflettendo differenze nelle normative locali e nelle tradizioni mediche.
  • Cosa studia nello specifico la botanica farmaceutica?
    La botanica farmaceutica è una disciplina scientifica che analizza le piante sotto molteplici aspetti funzionali per l'uomo. Non si limita alle sole piante con proprietà curative, ma include anche quelle impiegate nella fitocosmesi e nell'aromaterapia per il benessere estetico. Inoltre, studia attentamente le specie velenose o tossiche per prevenirne l'uso improprio, e le piante dotate di proprietà insetticide o antiparassitarie, rilevanti per l'agricoltura. L'obiettivo è comprendere scientificamente i principi attivi contenuti nelle varie parti della pianta, distinguendo tra effetti benefici e potenziali rischi per la salute umana.
  • quali sono alcuni esempi di piante medicinali citate nell'articolo?
    L'articolo menziona diverse piante con specifiche proprietà terapeutiche. Il Ginkgo Biloba è indicato per supportare la salute cardiovascolare e fluidificare il sangue. L'Aloe viene descritta come un potente antiossidante utile per la protezione cellulare. Il Triphala è associato a proprietà ipotensive, aiutando a regolare la pressione arteriosa. Inoltre, nella medicina ayurvedica vengono citate circa 100 piante fondamentali per trattare patologie comuni come il raffreddore, il controllo del colesterolo e la depurazione epatica, evidenziando la vastità delle risorse vegetali disponibili per la salute.
  • Come vengono classificate le piante medicinali in base al loro effetto sull'organismo?
    Secondo la botanica farmaceutica, le piante medicinali vengono categorizzate in base all'apparato o al sistema fisiologico che influenzano. Le categorie includono: piante attive sulla cute, sul sistema nervoso, sull'apparato genito-urinario, sul sistema muscolo-scheletrico, sull'apparato digerente, sul sistema cardiocircolatorio e sull'apparato respiratorio. Questa suddivisione aiuta a identificare rapidamente quale pianta possa essere appropriata per specifici disturbi, fornendo una mappa chiara delle interazioni tra i principi vegetali e le funzioni corperee umane.
  • Quali piante hanno effetti cosmetici e quali sono i loro utilizzi?
    Le piante utilizzate in fitocosmesi migliorano l'aspetto fisico e la bellezza. Il Ginkgo Biloba stimola la circolazione ed è usato in creme viso. Ortica, salice e agave sono impiegati per shampoo antiforfora. Lawsonia, Cassia e Indigo sono fonti naturali per produrre henné, utilizzato per tingere i capelli o creare tatuaggi temporanei. Inoltre, molti fiori, come l'Iris, vengono sfruttati per creare essenze profumate e fragranze. Queste specie offrono alternative naturali ai prodotti chimici, sfruttando i principi attivi vegetali per la cura della pelle e dei capelli.
  • Quali sono gli esempi di piante velenose o antiparassitarie menzionati?
    Tra le piante completamente velenose, la Belladonna è un esempio classico da evitare assolutamente. Altre specie, come la Noce Vomica, pur essendo tossiche, trovano applicazione in ambito omeopatico sotto stretto controllo. Per l'agricoltura e il giardinaggio, alcune piante fungono da naturali antiparassitari: l'Assenzio repelle afidi e lepidotteri, mentre Aglio, Equiseto, Ortica, Pomodoro, Tanaceto, Felce Aquilina, Peperoncino, Quassia e Propoli possiedono proprietà insetticide. Questo dimostra come la stessa famiglia vegetale possa contenere sia elementi pericolosi che strumenti utili per la difesa delle colture.