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piante da frutto

Rovo, more di rovo

Il rovo si caratterizza per far parte della famiglia delle Rosacee e del genere Rubus; da alcune specie americane derivano le cultivar che vengono attualmente coltivate.

di Redazione

28 giugno 2013

Caratteristiche

Il rovo si caratterizza per far parte della famiglia delle Rosacee e del genere Rubus. Tra le più importanti specie troviamo indubbiamente il Rubus fruticosus, che si sviluppa in modo del tutto spontaneo in tutti quei luoghi incolti e sui cigli delle strade, il Rubus procumbens, il Rubus laciniatus e il Rubus trivialis. Proprio da queste specie, che presentano un'origine americana, sono nate le varietà che vengono coltivate, di cui alcune possono contare su dei tralci spinescenti, mentre altre non presentano alcuna spina. Il rovo si caratterizza per essere un arbusto perenne sarmentoso, che è in grado di garantire una produzione, all'anno, di polloni che parte dalla componente basale della pianta o dalle gemme che si trovano sulle radici: tali polloni possono svilupparsi fino ad un'altezza che si aggira intorno ai 3-4 metri, mentre la fioritura e la fruttificazione avviene nel corso dell'anno successivo a quello in cui vengono emessi, per poi cominciare a seccare. Le foglie della pianta di rovo si caratterizzano per essere caduche ed avere una colorazione verde scuro, mentre i fiori presentano cinque pelati bianchi o rosati di elevate dimensioni, che si sviluppano all'interno di racemi all'apice dei polloni oppure nella parte ascellare delle foglie. I frutti del rovo vengono chiamati more e presentano una colorazione nero-violacea brillante: sono costituite da una formazione continua ed unita di diverse drupeole che vanno a ricoprire il ricettacolo.

Varietà

Le varietà di rovo iniziano l'epoca di maturazione circa 35-45 giorni dopo che è terminata la fase di fioritura (in poche parole, dal mese di luglio fino a quello di settembre). Tra le varietà di rovo si possono trovare numerose differenziazioni in base al portamento, che può essere eretto o strisciante, ma anche in relazione alla presenza o meno di spine sui vari tralci. All'interno della penisola italiana, dobbiamo sottolineare come vengano coltivate solamente delle cultivar che non hanno le spine, dal momento che, proprio per via di questa caratteristica, non si incontrano troppe complicazioni nelle diverse operazioni colturali. Le più importanti varietà di rovo a portamento eretto sono le seguenti, suddivise dalla più precoce alla più tardiva: si tratta della cultivar Araphao, Dirksen, Black Satin, Thornfree, Smoothstem, Thornless evergreen, Chester, Navaho (una cultivar che non presenta le spine sui tralci), Tayberry (che rappresenta un ibrido tra il rovo ed il lampone) e Rovello (che invece presenta numerose spine). Le varietà di rovo a portamento strisciante, invece, non sono oggetto di coltivazione all'interno della penisola italiana e sono le seguenti: Cascade, Marion ed Olallie.

Coltivazione

La messa a dimora del rovo deve essere eseguita, nella maggior parte dei casi, durante la fine della stagione invernale, ad ogni modo prima di effettuare l'impianto. Per poter effettuare la messa a dimora, la prima cosa da fare è quella di vangare il terreno a 30-40 centimetri di profondità e poi effettuare una concimazione con letame maturo (circa 500 g/ha). I sesti di impianto che vengono disposti sulla fila devono essere distanziati di 1-1,5 metri, mentre tra le file devono esserci almeno 2,5-3 metri di spazio, in maniera tale che possa essere consentito il transito dei mezzi e la crescita dei polloni all'interno dell'interfila. Sulla fila viene utilizzata la pacciamatura con film plastico nero, in modo tale da poter svolgere un'adeguata attività preventiva nei confronti del pericolo derivante dalle erbe infestanti. Nel corso della stagione, poi, sarà necessario tagliare il telo lungo la fila, in modo tale da garantire una migliore emissioni dei polloni alla base, ma anche alla radice delle varie piante. I sistemi di allevamento maggiormente utilizzati sono quelli a controspalliera, in cui vengono utilizzati come sostegno diversi pali e fili, dal momento che i tralci hanno bisogno di legature. La potatura è un'operazione che deve essere eseguita nella parte finale della stagione autunnale o durante quella invernale, provvedendo a tagliare i vecchi arami che sono già stati prodotti e mantenendo i polloni nuovi per l'anno seguente. Il rovo, dal momento che è una pianta piuttosto rustica, non ha bisogno di ricevere alcun tipo di concimazione.

Parassiti

Una delle complicazioni maggiori per la pianta di rovo corrisponde, senza ombra di dubbio, alla malattia fungina della muffa grigia, che è in grado di provocare del marciume che si riversa sopratutto sui frutti nel corso dell'epoca di maturazione, causando anche una vegetazione troppo fitta ed un livello di umidità eccessivo. Gli interventi che è necessario apportare sono quelli, ad esempio, di adottare dei sesti d'impianto particolarmente estesi, in maniera tale da consentire un buon arieggiamento ed un'ottima illuminazione della vegetazione. Nel caso in cui fosse necessario, è bene anche provvedere ad utilizzare dei fungicidi con cui si possono eseguire tre differenti trattamenti: il primo deve essere effettuato durante la fase che precede la fioritura, poi il secondo va eseguito al termine dell'epoca di fioritura e, infine, il terzo trattamento va eseguito proprio in vista dell'epoca di maturazione. E' molto importante fare di tutto per conservare un ambiente estremamente equilibrato sotto il profilo ecologico, in maniera tale che il danno che viene provocato dall'attacco dei parassiti non pesi eccessivamente sulle spese economiche normali.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra le varietà di rovo a portamento eretto e quelle striscianti?
    La distinzione principale risiede nello sviluppo fisico dei tralci. Le varietà a portamento eretto, come 'Thornfree', 'Navaho' o 'Chester', crescono verticalmente e sono le più diffuse in Italia perché facilitano la raccolta e riducono il contatto con il suolo, limitando le malattie. Al contrario, le varietà a portamento strisciante, come 'Cascade' o 'Marion', tendono a coricarsi al suolo. In Italia queste ultime non sono oggetto di coltivazione commerciale diffusa, poiché richiedono strutture di contenimento specifiche e sono più soggette a marciumi per il contatto diretto con la terra umida.
  • Quando e come si effettua la potatura del rovo?
    La potatura si esegue a fine autunno o durante l'inverno, quando la pianta è in riposo vegetativo. L'obiettivo principale è rimuovere i tralci (canne) che hanno già fruttificato nell'anno precedente, poiché questi seccano naturalmente e non producono più frutti. Si lasciano intatti solo i polloni nuovi emessi dalla base o dalle radici durante l'estate, che daranno origine alla fioritura e alla fruttificazione l'anno successivo. È consigliabile accorciare leggermente le punte dei tralci rimasti per stimolare una crescita ordinata e prevenire rotture dovute al vento.
  • Come si previene la muffa grigia (Botrytis) sulle more?
    La muffa grigia è la patologia più critica per il rovo, favorita dall'umidità elevata e dalla vegetazione fitta. La prevenzione principale è agronomica: rispettare distanze di impianto ampie (1-1,5 m tra le piante e 2,5-3 m tra le file) per garantire un'ottima circolazione dell'aria e insolazione. Evitare un'eccessiva fertilizzazione azotata che rende i tessuti più teneri. Se necessario, si intervengono con fungicidi specifici in tre momenti chiave: pre-fioritura, post-fioritura e pre-raccolta, alternando principi attivi per evitare resistenze patogeniche.
  • È vero che il rovo non richiede concimazioni?
    Il rovo è una pianta piuttosto rustica e tollerante, quindi non richiede concimazioni chimiche complesse annuali come altre colture intensive. Tuttavia, una corretta gestione del suolo prevede una somministrazione di letame maturo o compost durante la preparazione del terreno e la messa a dimora (circa 500 g/ha). Questo apporto organico migliora la struttura del suolo e fornisce nutrienti a lento rilascio. Nelle annate successive, se il terreno è fertile e la vegetazione vigorosa, ulteriori apporti non sono strettamente necessari, evitando così squilibri nutrizionali.
  • Quali sono le fasi fenologiche principali del ciclo produttivo del rovo?
    Il ciclo del rovo segue un ritmo biennale distinto. I polloni emessi in primavera-estate diventano canne biennali. Durante il secondo anno, in primavera-estate, queste canne fioriscono (fioritura primaverile/estiva) e successivamente fruttificano (raccolta estate-autunno). Dopo la raccolta, i tralci che hanno prodotto iniziano a seccare. Contemporaneamente, la pianta emette nuovi polloni dalla base o dalle radici per l'anno successivo. La maturazione dei frutti avviene solitamente da luglio a settembre, a seconda della varietà e del clima locale.

Scheda Tecnica

Rubus spp. (es. Rubus fruticosus)

Nome scientificoRubus spp. (es. Rubus fruticosus)
FamigliaRosacee
Tipo di piantaArbusto perenne sarmentoso
OrigineSpecie spontanee europee e americane
EsposizionePieno sole
TerrenoRicco, ben drenato
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
Altezza3-4 metri
ConcimazioneLetame maturo a fine inverno; generalmente rustica e poco esigente
PotaturaFine autunno/inverno: eliminare i tralci fruttificati e accorciare i nuovi polloni
MoltiplicazionePolloni basali o radicali
Malattie e parassitiMuffa grigia (Botrytis), marciume dei frutti
Difficoltà di coltivazioneFacile

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