proprietà liquirizia

liquirizia

Proprietà liquirizia

La pianta di liquirizia ha un origine davvero molto antica: era infatti già particolarmente diffusa e conosciuta ai tempi di Ippocrate per le sue proprietà.

di Redazione

03 gennaio 2012

Storia

La pianta di liquirizia era già particolarmente diffusa e conosciuta ai tempi di Ippocrate: il primo medico della storia, infatti, la riporta in numerosi scritti e ricerche, in cui viene considerata alla stregua di un'ottima soluzione per combattere efficacemente sia la tosse che le faringiti. Anche Galeno parla della pianta di liquirizia come una delle più importanti in campo medicinale, sopratutto per essere in grado di dare un notevole apporto alla cura delle ferite. Inoltre, lo stesso Galeno sosteneva che la pianta di liquirizia veniva spesso impiegata anche come correttivo dei sapori in ambito culinario. In ogni caso, circa cento anni dopo la venuta di Cristo, Dioscoride cita la pianta di liquirizia all'interno del suo trattato “Materia Medica”, andando a segnalare anche gli effetti positivi che questa pianta ha nei confronti dei bruciori che colpiscono lo stomaco. Nel caso in cui venga utilizzata sotto forma di pomata, secondo Dioscoride, la liquirizia riesce ad esprimere le sue notevoli proprietà medicamentose, in particolar modo nei confronti delle ferite. In realtà, pare che la coltivazione della pianta di liquirizia sia stata proposta da parte dei monaci del gruppo benedettino, nonostante si ritenesse utile, a quei tempi, solo per la cura della tosse. Nel continente asiatico, al contrario, la pianta di liquirizia era già notevolmente diffusa per il trattamento del fegato e delle intossicazioni di natura alimentar, visto che occupa un ruolo di tutto rispetto all'interno della medicina cinese.

Proprietà

All'interno della pianta di liquirizia (più precisamente all'interno delle radici) sono concentrati i principi attivi, che corrispondono a saponine triterpeniche, ma anche ad una notevole quantità di flavonoidi e betaina, nonché un discreto quantitativo di componenti amare. Circa un trentennio fa le ricerche e gli studi sugli effetti benefici e sulle proprietà curative dei principi attivi che si trovano all'interno della pianta di liquirizia sono giunti a notevoli conclusioni. Prima di tutto, è stato dimostrato scientificamente come tali principi attivi riescono ad agire, con effetti positivi, nei confronti di un gran numero di infezioni di carattere virale. Certamente, l'elemento medico più importante che deriva dalle ricerche sulla liquirizia è giunto dagli Stati Uniti, quando un gruppo di studiosi del New Jersey è riuscito a scovare una molecola interna alla liquirizia che riesce a svolgere un'attività inibitoria nei confronti del tumore alla prostata e al seno. Proprio per merito di queste ricerche c'è la possibilità di perfezionare i trattamenti medici che riguardano il blocco della formazione delle cellule tumorali che danno poi origine ai tumori alla prostata ed al seno. La liquirizia e i suoi principi attivi, al giorno d'oggi, si caratterizzano anche per avere altre notevoli proprietà, che comprendono un'attività lassativa, quella ipertensiva, dolcificante, protettrice dei vasi sanguigni e anche cicatrizzante, senza dimenticare come questa pianta sia in grado di curare gli stati infiammatori.

Effetti cardiovascolari

Non ci sono solamente effetti lassativi ed antinfiammatori: infatti, all'interno dei principi attivi che vengono estratti dalle radici della pianta di liquirizia, possiamo trovare anche delle sostanze particolarmente importanti per quanto riguarda la cura ed il trattamento delle malattie cardiovascolari. IN primo luogo, la sostanza principale e più importante che viene estratta dalla radice della pianta di liquirizia corrisponde alla glabridina, sia per quanto concerne la qualità sia sotto il profilo quantitativo in confronto a tutte le altre componenti ivi presenti. Non dobbiamo dimenticare, infatti, come quest'ultima tipologia di sostanze, che viene definita appunto glabridina, è in grado di garantire lo svolgimento di un'attività tipicamente benefica nei confronti di disturbi piuttosto frequenti come l'arteriosclerosi e il colesterolo.

Effetti collaterali

La liquirizia si caratterizza per non essere considerata una pianta estremamente pericolosa, anche se si riscontrano effetti minimamente tossici nel momento in cui viene consumata da bambini o persone che superano i 55 anni, oppure nel momento in cui si consumano dosi eccessive o trattamenti prolungati a base di liquirizia. Certamente, tra le principali avvertenze, troviamo il fatto che un consumo troppo elevato di liquirizia può comportare la nascita di alcuni disturbi che fanno riferimento all'ipertensione. La liquirizia non deve essere consumata, almeno si consiglia, giornalmente per una dose superiore al mezzo grammo di glicirrizina: è piuttosto facile incappare in questa situazione, dal momento che ci può capitare di mangiare diverse caramelle alla liquirizia, ad esempio, che contengono questa sostanza. Proprio la glicirrizina, nel momento in cui venga assunta in dosi troppo elevate, può andare ad incidere sul corretto equilibrio dei sali minerali che si trovano all'interno del corpo umano. Ecco spiegato il motivo per cui tutte quelle persone che soffrono di diabete, ipertensione ed edemi, non devono fare un utilizzo prolungato di liquirizia.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali principi attivi contenuti nella radice di liquirizia?
    Le radici della liquirizia concentrano i principi attivi responsabili delle sue proprietà medicinali. I composti principali includono saponine triterpeniche, flavonoidi, betaina e componenti amare. Una sostanza specifica e abbondante è la glabridina, nota per i suoi effetti benefici sui disturbi cardiovascolari come l'arteriosclerosi. Un altro componente chiave è la glicirrizina, responsabile del sapore dolce ma anche di potenziali effetti collaterali se assunta in dosi elevate. Questi elementi conferiscono alla pianta attività antivirale, antinfiammatoria, lassativa e protettiva dei vasi sanguigni.
  • La liquirizia è sicura per chi soffre di ipertensione?
    Il consumo di liquirizia richiede cautela nelle persone iperteuse. L'eccesso di glicirrizina può alterare l'equilibrio dei sali minerali nell'organismo, portando a un aumento della pressione arteriosa. Si raccomanda di non superare quotidianamente mezzogrammo di glicirrizina. Chi soffre già di ipertensione, diabete o edemi dovrebbe evitare un utilizzo prolungato o ad alte dosi. È fondamentale consultare un medico prima di assumere integratori o preparati a base di liquirizia, specialmente se si assumono farmaci per la pressione.
  • Quali sono le applicazioni tradizionali della liquirizia citate dai testi antichi?
    Fin dall'antichità, la liquirizia è stata ampiamente utilizzata. Ippocrate la consigliava per tosse e faringiti, mentre Galeno ne lodava l'efficacia nella cura delle ferite e come correttore di sapori in cucina. Dioscoride, nel suo trattato 'Materia Medica', ne evidenziò l'utilità contro i bruciori gastrici e, applicata come pomata, le proprietà cicatrizzanti. Nella medicina tradizionale cinese, invece, era impiegata principalmente per trattare problemi epatici e intossicazioni alimentari, dimostrando un uso storico diversificato e diffuso.
  • Esistono evidenze scientifiche recenti sulle proprietà anticancro della liquirizia?
    Sì, ricerche condotte negli Stati Uniti hanno identificato una molecola presente nella liquirizia capace di esercitare un'attività inibitoria contro i tumori alla prostata e al seno. Questo scoperta ha aperto la strada a possibili perfezionamenti nei trattamenti medici volti a bloccare la formazione delle cellule tumorali. Oltre a questo aspetto, gli studi moderni confermano l'efficacia dei principi attivi della liquirizia contro varie infezioni virali, validando così alcune delle sue usanze terapeutiche storiche con basi scientifiche solide.
  • Chi dovrebbe evitare o limitare l'uso della liquirizia?
    Anche se generalmente considerata sicura, la liquirizia può mostrare lievi tossicità in categorie specifiche. Bambini e persone over 55 dovrebbero usarla con moderazione. Il consumo è fortemente sconsigliato o da monitorare attentamente per chi soffre di diabete, ipertensione o edemi, poiché l'eccesso di glicirrizina può peggiorare queste condizioni. Inoltre, chi assume farmaci specifici o segue terapie prolungate deve sempre chiedere parere medico. L'auto-medicazione con dosi elevate o per lunghi periodi va assolutamente evitata per prevenire squilibri elettrolitici.

Scheda Tecnica

Glycyrrhiza glabra

Nome scientificoGlycyrrhiza glabra
FamigliaFabacee (Leguminosae)
Tipo di piantaPerenne erbacea rizomatosa
OrigineAsia occidentale e Mediterraneo orientale
EsposizionePieno sole
TerrenoSciolto, drenante, sabbioso o calcareo
IrrigazioneModerata, evitare ristagni idrici
FiorituraPrimavera-Estate (grappoli viola/bluastri)
AltezzaFino a 80-100 cm
ConcimazioneLeggera, preferibilmente organica prima della fioritura
PotaturaTaglio dei fiori appassiti e sfoltimento autunnale
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o talee radicali
Malattie e parassitiRaramente soggetta a parassiti; attenzione al marciume radicale per eccesso d'acqua
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare in climi temperati

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