fitoterapia

Pepe

Il pepe, una spezia nota in medicina già nell'antichità, utilizzata in presenza di alcune infiammazioni dell'apparato gastroenterico, oppure con uso esterno per lenire alcuni dolori cronici.

di Redazione

26 luglio 2011

Caratteristiche

Delle spezie attualmente in uso, il pepe è tra non solo tra le più diffuse, ma anche tra quelle note sin dai tempi più antichi provenienti da terre molto lontane dalle nostre. L'origine del pepe, in tutte le sue varianti, ha luogo in India, e la sua storia si lega dunque a quella delle grandi scoperte geografiche e la stabilizzazione di un primo vero mercato globale, inteso come sistema di scambi commerciali in grado di coinvolgere più continenti. La variante più diffusa, anche in fitoterapia, è il pepe nero, ma esistono anche il pepe bianco e il pepe verde. Il pepe è frutto di una pianta definita liana semilegnosa, in grado di crescere come un rampicante anche per metri di lunghezza. I frutti che giungono a maturazione sono le bacche che solitamente vengono utilizzate, lavorate e tritate, per insaporire i cibi, ma anche a scopo curativo. Una volta iniziato a produrre frutti, la pianta può continuare a farlo anche per cinquant'anni. I principali motivi che hanno favorito la diffusione del pepe in tutto il mondo sin dall'antichità risiedono nella sua capacità di influire sui ricettori della lingua, e dunque sulla percezione del gusto: in un'epoca nella quale conservare la carne non era operazione semplice, il pepe era un'ottima soluzione per nascondere il gusto di rancido, oppure semplicemente per nascondere l'eccessivo sapore di sale, che veniva utilizzato in grandi quantità per poter mantenere la carne fresca più a lungo.

Principi attivi e benefici

Sebbene in passato in campo medico si faceva largo uso del pepe, oggi esso è considerato prevalentemente alimento legato al mondo culinario. Ciò nonostante, ancora si trovano prodotti a base del principio attivo contenuto in larga quantità nelle bacche del pepe, che comunque anche in ambito fitoterapico viene prevalentemente assunto sotto forma di alimento da unire ad altri cibi: si tratta della piperina. La piperina è la molecola responsabile della sensazione di calore o dolore provata quando si mangia il pepe; si tratta di una sensazione fuorviante, nel senso che non dipende davvero dalla presenza di qualcosa di doloroso né da un calore eccessivo, ma ciò è sufficiente a provocare, in seguito alla sensazione e in rapporto ad essa, una quantità variabile di endorfine in grado di suscitare prima un lieve stato di euforia, dopo benessere e sonnolenza. Dal punto di vista più strettamente fitoterapico, il pepe viene utilizzato in presenza di alcune infiammazioni dell'apparato gastroenterico, oppure con uso esterno per lenire alcuni dolori cronici, come nevralgie e disturbi reumatici. La piperina favorisce inoltre l'assorbimento delle sostanze contenute nei cibi, e dunque per questo viene impiegata anche in casi di denutrizione e alimentazione scorretta. La funzione termoenergetica permette l'impiego nel pepe anche nei diversi casi in cui si rende necessario il controllo del peso e dell'assorbimento delle sostante nutrienti.

Coltivazione

Il pepe si coltiva soprattutto in ambienti tropicali, dei quali è originario, e cresce come vegetazione spontanea anche in Cina. Si tratta di una pianta perenne che può raggiungere anche diversi metri di lunghezza, della quale per uso fitoterapico ed alimentare vengono utilizzate solamente le bacche, che si sviluppano da infiorescenze a spiga rette da lunghi piccioli. Esistono circa settecento specie di pepe, ma solo alcune vengono impiegate come spezie. Le piante crescono prevalentemente in ambienti umidi e alluvionali, con temperature elevate, e la loro riproduzione viene effettuata tramite talee. Le bacche dei diversi tipi di pepe vengono trattate in maniera differente a seconda della specie per dare vita al prodotto finale. Il pepe nero si ottiene dai frutti raccolti ancora acerbi e lasciati essiccare al sole. Le bacche del pepe bianco vengono invece raccolte mature e lasciate macerare in acqua. In questo modo, le parti esterne si staccano e vengono eliminate, mentre il prodotto restante viene lasciato essiccare al sole. Per il pepe verde si utilizza la bacca acerba, che viene essiccata o conservata in salamoia o aceto. Stesso procedimento anche per il pepe rosso, che però viene ottenuto da bacche mature.

Prodotti in commercio

Come anticipato, il pepe viene prevalentemente venduto sottoforma di bacche essiccate e successivamente messe in commercio intere, tritate, oppure spezzettate, per essere pronte per il consumo. Esistono però anche dei prodotti che si ottengono dal pepe e che vengono utilizzati in campo medico: essi sfruttano il principale principio attivo, la piperina, per dare vita a farmaci in grado di favorire l'equilibrio gastrenterico, il corretto assorbimento delle sostanze nutrizionali da parte dello stomaco e dell'intestino e dunque per tenere il peso sotto controllo così come l'apporto di sostanze nutritive. Per uso topico si possono trovare creme o utilizzare decotti da apporre sulle zone affette da dolori cronici, come le artriti o i reumatismi, per provare sollievo dal dolore. Si tratta tuttavia di azioni antidolorifiche, non curative.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici fitoterapici del pepe?
    Il pepe, grazie al suo principio attivo la piperina, è utilizzato in fitoterapia principalmente per alleviare le infiammazioni dell'apparato gastroenterico. Favorisce inoltre l'assorbimento delle sostanze nutritive presenti negli alimenti, risultando utile in casi di denutrizione o alimentazione scorretta. Grazie alla sua azione termoenergetica, può supportare il controllo del peso corporeo. Inoltre, l'uso esterno sotto forma di creme o decotti aiuta a lenire dolori cronici come nevralgie, artriti e disturbi reumatici, agendo come antidolorifico locale.
  • Cos'è la piperina e qual è il suo effetto sull'organismo?
    La piperina è il composto chimico presente in abbondanza nelle bacche del pepe ed è responsabile della tipica sensazione di calore o bruciore percepita durante il consumo. Questa sensazione non indica un danno tissutale reale, ma stimola il corpo a rilasciare endorfine. Di conseguenza, si provoca uno stato iniziale di lieve euforia seguito da benessere e sonnolenza. Oltre all'effetto sensoriale, la piperina potenzia l'assorbimento intestinale di nutrienti e altre sostanze, ottimizzando la digestione e il metabolismo.
  • Come si differenziano pepe nero, bianco, verde e rosso?
    Le differenze derivano dal momento della raccolta e dal trattamento post-raccolta delle bacche. Il pepe nero si ottiene da bacche acerbe lasciate essiccare al sole. Il pepe bianco proviene da bacche mature macerate in acqua per rimuovere la buccia esterna prima dell'essiccazione. Il pepe verde deriva da bacche acerbe essiccate o conservate in salamoia/aceto. Infine, il pepe rosso si ottiene da bacche completamente mature, trattate similmente al nero ma mantenendo il colore rosso caratteristico.
  • Come si coltiva la pianta del pepe?
    Il pepe (*Piper nigrum*) è una liana semilegnosa perenne originaria dell'India, coltivata preferibilmente in climi tropicali con temperature elevate e ambienti umidi. Cresce come rampicante, raggiungendo diversi metri di lunghezza, e produce infiorescenze a spiga. La moltiplicazione avviene principalmente tramite talee. La pianta può produrre frutti per decenni, fino a cinquanta anni, rendendola una coltura duratura se mantenuta nelle condizioni ambientali ideali di calore e umidità tipiche delle sue origini asiatiche.

Scheda Tecnica

Piper nigrum

Nome scientificoPiper nigrum
FamigliaPiperaceae
Tipo di piantaLiana semilegnosa rampicante perenne
OrigineIndia (ambienti tropicali)
EsposizioneAmbienti caldi, umidi e alluvionali
IrrigazioneAbbondante (ambiente umido)
FiorituraInfiorescenze a spiga su lunghi piccioli
AltezzaDiversi metri
MoltiplicazioneTalee

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