Patate

fitoterapia

Patata

Non solo alimento sano e nutriente utilizzato nella tavola di tutti i giorni, la patata offre moltissime possibilità di utilizzo anche nel campo della fitoterapia.

di Redazione

19 luglio 2011

Caratteristiche

Siamo abituati a conoscere la patata quale alimento parte della quotidiana alimentazione per una dieta equilibrata e salutare, ma non tutti sanno che essa trova ampio accoglimento anche nel campo della fitorerapia, per via delle sue proprietà che, andando oltre a quelle prettamente nutrizionali, le conferiscono un importante potere terapeutico. Il succo delle patate crude viene infatti utilizzato per la cura delle patologie gastro duodenali, da assumere regolarmente per ottenere la massima efficacia. La storia della patata è molto antica e fa il giro del mondo: si tratta di un tubero originario del Perù, che però è stato scoperto nel Cinquecento anche dagli spagnoli e in seguito importato in Spagna e successivamente in tutta Europa, dando origine a una vasta diffusione e un ampio consumo, proprio grazie alla facilità di coltivazione e alle proprietà nutritive offerte da questo alimento solo apparentemente povero. La patata viene utilizzata perfino come sistema efficace per le pulizie, ad esempio dei vetri o dell'argento. Si tratta quindi di un elemento versatile e dalle mille risorse, anche nel campo della fitoterapia, dove può trovare impiego efficace in diversi ambiti, dalla cura dei disturbi gastrici alla bellezza della pelle. A seconda delle necessità specifiche, della patata si può utilizzare il succo del tubero crudo, oppure la fecola, e naturalmente a seconda delle esigenze si provvederà ad un uso interno o esterno.

Principi attivi ed effetti benefici

La patata è nota soprattutto in quanto alimento: è ricca di amidi e sali minerali, tra cui il potassio, vitamine, carboidrati ed acidi organici. Scarsa è la presenza di proteine, mentre i grassi sono del tutto assenti. Per questo le patate sono indicate nelle diete dimagranti e in quelle specifiche per soggetti diabetici. La cottura con la buccia permette di conservare meglio le vitamine presenti nel tubero. In fitoterapia, la patata trova invece impiego come spasmolitico e antiacido gastrico. In caso di ulcere e gastriti si utilizza principalmente il succo di patata, che può avere anche effetto diuretico. Applicata sulla pelle la patata costituisce un importante lenitivo del dolore e del prurito, così come piccole ferite e scottature. La patata viene inoltre utilizzata per facilitare il riassorbimento di ematomi, e spesso è consigliata in rimedi di bellezza, ad esempio per ridurre le occhiaie e rendere la pelle liscia e morbida. Queste proprietà della patata derivano dall'alta quantità di amido e potassio presente nel tubero.

Coltivazione e utilizzo

La coltivazione della patata si è rivelata particolarmente adatta anche in Europa poiché si tratta di un tubero che richiede inverni rigidi ed estati miti per crescere al meglio. Vengono solitamente coltivate interrando qualche tubero dalla raccolta precedente, da piantare tra la fine dell'inverno e la primavera. I tuberi vengono interrati in filari paralleli e raccolti verso la fine della stagione estiva. La coltivazione delle patate richiede abbondante irrigazione e l'eliminazione di eventuali piante infestanti, che possono togliere qualità nutritive al terreno e danneggiare così lo sviluppo della coltivazione. Dal momento che i tuberi crescono e si sviluppano sotto il terreno, dopo la raccolta solitamente si lasciano asciugare prima di passare alla conservazione. L'estrazione può avvenire meccanicamente, cercando di danneggiare il minor numero possibile di prodotti, o anche manualmente, in caso si tratti di coltivazioni dalle dimensioni più limitate. Le patate vantano una lunga e variegata tradizione di utilizzi domestici, dunque è possibile ricavare alcuni rimedi direttamente dal tubero, senza l'acquisto di particolari prodotti: per la bellezza della pelle, ad esempio, si consiglia di immergere le mani o utilizzare impacchi ottenuti dall'acqua di cottura delle patate, mentre per lenire dolori, pruriti o altri disturbi della pelle si può apporre direttamente qualche fetta di patata cruda sulla parte interessata.

Prodotti in commercio

La patata costituisce una curiosa eccezione nell'ambito della fitoterapia, poiché per gran parte dei suoi possibili utilizzi non sono necessarie particolari operazioni di estrazione dei principi attivi, e il tubero può essere utilizzato direttamente nella sua forma naturale. Molto spesso l'assunzione, soprattutto per quanto riguarda la cura di gastriti e ulcere, avviene efficacemente già solo provvedendo ad inserire la patata in maniera più o meno abbondante all'interno della dieta. Per l'uso esterno, inoltre, più che creme e prodotti vari è sufficiente provvedere al taglio del tubero e all'utilizzo sulla parte lesa. Anche il succo di patate è facilmente realizzabile in casa, utilizzando patate crude pelate: è sufficiente frullare il prodotto fino a ottenere un succo denso e morbido. Ad ogni modo, i succhi di patate e le confezioni di fecola di patate possono essere acquistati presso negozi biologici, particolarmente attenti a ciò che riguarda la qualità ma anche la salute.

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Domande frequenti

  • Come si prepara il succo di patata per la fitoterapia?
    Il succo di patata si ottiene facilmente in casa utilizzando patate crude fresche e di buona qualità. È fondamentale lavare accuratamente il tubero e rimuoverne la buccia per eliminare eventuali residui superficiali. Successivamente, frullare la polpa finché non si ottiene un liquido denso e omogeneo. Questo succo va consumato immediatamente per preservarne le proprietà enzimatiche e vitaminiche, poiché l'esposizione all'aria ne degrada rapidamente i principi attivi. Viene comunemente consigliato per alleviare i sintomi di gastriti e ulcere gastroduodenali, agendo come antiacido naturale.
  • Quali sono i benefici della patata applicata esternamente sulla pelle?
    L'applicazione esterna della patata sfrutta le sue proprietà lenitive, antinfiammatorie e rinfrescanti. Fette sottili di patata cruda posizionate direttamente sulle zone colpite possono alleviare prurito, bruciore da scottature lievi e dolori muscolari grazie all'effetto rinfrescante immediato. Inoltre, l'amido e gli enzimi contenuti favoriscono il riassorbimento degli ematomi e riducono il gonfiore. Per la bellezza del viso, l'impacco di succo o polpa aiuta a schiarire le occhiaie e a idratare la pelle, rendendola più morbida e luminosa grazie all'azione emolliente naturale.
  • Quando è il periodo migliore per piantare le patate?
    Le patate vanno piantate generalmente tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, quando il terreno ha superato il rischio di gelate profonde ma rimane ancora fresco. In molte regioni italiane, il mese ideale varia da marzo ad aprile. È cruciale interrare i germogliati (tuberi seme) in filari paralleli, assicurandosi che il terreno sia stato preparato eliminando le erbe infestanti precedenti. La crescita richiede temperature miti estive e un'abbondante irrigazione costante per permettere ai tuberi di svilupparsi correttamente sottoterra prima della raccolta estiva.
  • La patata è adatta a chi soffre di diabete?
    Sì, la patata può essere inserita in diete per soggetti diabetici se consumata con criterio. Essendo priva di grassi e povera di proteine, fornisce principalmente carboidrati complessi sotto forma di amido. Tuttavia, il carico glicemico varia notevolmente in base al metodo di cottura: preferire sempre la bollitura o la cottura al vapore mantenendo la buccia, poiché questo preserva le fibre e rallenta l'assorbimento degli zuccheri. Evitare fritture o purè cremosi ricchi di burro, che aumenterebbero drasticamente l'impatto glicemico. La moderazione nelle porzioni è essenziale.
  • Come si conservano le patate dopo la raccolta?
    Dopo la raccolta, che avviene verso la fine dell'estate, le patate devono essere lasciate asciugare all'ombra per alcuni giorni per indurire la buccia e prevenire marciumi. Una volta asciutte, vanno conservate in luoghi freschi, bui e ben aerati, idealemente tra i 7 e i 10 gradi Celsius. L'esposizione alla luce provoca l'ingiallimento e la produzione di solanina, una tossina naturale. Non conservarle mai in frigorifero, poiché il freddo trasforma l'amido in zucchero alterando sapore e consistura. Usare sacchetti di tela o cassette di legno evita il ristagno di umidità.

Scheda Tecnica

Solanum tuberosum

Nome scientificoSolanum tuberosum
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaErba perenne coltivata annualmente per il tubero
OrigineAnde del Perù
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaFreddo intenso danneggia la vegetazione; necessita di inverni freddi per la dormienza
TerrenoSciolto, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneAbbondante durante la crescita, ridotta post-raccolta
FiorituraPiccoli fiori bianchi, viola o blu (spesso asessuali nei cultivar commerciali)
Altezza30-80 cm
ConcimazioneRicca di potassio e fosforo, evitare eccessi di azoto
PotaturaNon necessaria; sarchiatura per eliminare infestanti e favorire la formazione dei tuberi
MoltiplicazionePer mezzo di tuberi seme (germoglienti)
Malattie e parassitiPeronospora, ticchiolatura, afidi, maggiolino, nematodi
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede attenzione a funghi e infestanti