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Piante bonsai

Bonsai melograno

In questa scheda, tutte le caratteristiche e le tecniche di coltivazione del bonsai melograno. Cosa sapere, come procedere e come ottenere un bonsai melograno perfetto

di Redazione

22 luglio 2014

Introduzione

L’albero bonsai di cui parliamo in questa scheda è particolarmente apprezzato dai bonsaisti, sia per la sua resa estetica che per la forma e la bellezza di fiori e frutti. In questa scheda ci occupiamo infatti del bonsai melograno, un albero da frutto originario dell’Asia e del Mediterraneo. Nei prossimi paragrafi scopriremo le generalità della pianta, le sue caratteristiche e come coltivarla con successo.

Generalità

Il bonsai melograno ( punica granatum) è la versione “mignon” dell’omonimo albero, versione da non confondere con il melograno nano, albero che produce frutti non commestibili. La versione bonsai del melograno è invece un albero molto apprezzato per la bellezza dei suoi fiori e frutti, per la forma del tronco e per la possibilità di dare vita e diversi stili bonsai, cioè a un alberello di melograno con portamento differente. Dal punto di vista vegetativo, il bonsai melograno è una specie decidua, cioè a foglia caduca. Le piante decidue o a foglia caduca perdono le foglie durante la stagione fredda.

Morfologia

Il bonsai melograno si presenta con fiori solitari e raggruppati a grappoli nei rami più giovani e con foglie opposte, lisce e dal colore verde brillante. I fiori sono ermafroditi, di colore rosso oppure arancione. I frutti del bonsai melograno si chiamano “balauste” e sono delle bacche grandi di forma sferica. All’interno, i frutti contengono dei grani con polpa trasparente e succosa e dei semi di colore bianco. Il tronco del bonsai melograno si presenta con corteccia di colore marrone-grigio e con una forma contorta che ne accresce notevolmente la resa ornamentale.

Esposizione

Il bonsai melograno ama le esposizioni luminose e soleggiate, anche al sole diretto. Teme però il gelo, per cui in inverno, se non lo si tiene in casa, conviene coprirlo con tele di tessuto-non tessuto. Il clima ideale per la coltivazione del bonsai melograno è temperato e caldo.

Annaffiature

Il bonsai melograno deve essere innaffiato regolarmente durante tutto l’anno. Questa regola vale per la maggior parte dei bonsai. L’acqua va somministrata ogni volta che il substrato appare asciutto o secco. Non è facile stabilire la frequenza delle irrigazioni perché queste variano in base al clima in cui viene coltivato il bonsai. In estate, specie in zone molto aride e secche, può essere necessario innaffiare due volte al giorno, mentre in inverno si può procedere solo quando il terriccio appare asciutto. Il momento della giornata in cui bisogna irrigare il bonsai varia in base alla stagione: in estate conviene scegliere la sera o la mattina presto, in modo da non far evaporare eccessivamente l’acqua a causa del sole. In inverno, invece, meglio irrigare in tarda mattinata o verso mezzogiorno, quando il sole è già alto.

Substrato e rinvaso

Il substrato ideale per il bonsai melograno comprende un po’ di terriccio universale, da filtrare per bene, un po’ di sabbia e buona parte di argilla rossa. Quella usata per il bonsai melograno contiene dei grani rossi e viene detta “akadama”. Si tratta di un’argilla ampiamente usata dai bonsaisti e adatta a molte tipologie di bonsai. Un altro substrato ideale per il bonsai melograno è composto da una piccola parte di terriccio di foglie a da un’ampia parte di argilla porosa akadama. Il substrato per il bonsai melograno non deve essere acido e deve essere altamente drenante. Sul fondo del vaso conviene aggiungere anche del materiale grossolano per favorire lo smaltimento dell’acqua in eccesso. Il bonsai melograno si rinvasa ogni due anni in inverno quando è giovane. Quello adulto si rinvasa solo quando le radici occupano tutto il fondo del vaso. Questo bonsai, però, non ama essere trapiantato da un contenitore all’altro. Prima di rinvasarlo, dunque, bisogna controllare che l’apparato radicale sia intatto e che presenti le radichette necessarie alla sopravvivenza dei rami e delle radici.

Potatura e concime

Durante il rinvaso potrebbe essere necessario il taglio delle radici, questo deve essere effettuato in maniera lieve e sempre con moderazione, altrimenti si rischia di far degenerare lo sviluppo delle stesse radici o di farle asfissiare. Il bonsai, infatti, tende a sviluppare dei capillari all’apice delle radici principali, segno che la pianta mal sopporta il trapianto. Questi capillari vanno tolti con estrema attenzione. La potatura vera e propria può essere effettuata all’inizio della primavera, prima che i fiori sboccino. I germogli apicali vanno cimati durante la stagione vegetativa. Si interviene quando hanno sei o sette foglie e se ne lasciano soltanto due o quattro. Per dare al bonsai la direzione di crescita desiderata, bisogna usare il filo metallico. Quest’ultimo va applicato da febbraio ad aprile. Il concime ideale per il bonsai melograno è ad alto contenuto di fosforo e potassio e a basso contenuto di azoto. La concimazione può essere effettuata con pastiglie a base di farina di ossa e pesce e semi di colza. Il fertilizzante va somministrato costantemente per tutto il periodo vegetativo, da marzo a giugno e da metà agosto a metà ottobre, evitando il momento della fioritura.

Stili

Il bonsai melograno si presta a diversi stili, cioè a diverse forme e portamento che possono essere create dal bonsaista. Gli stili più usati per questo bonsai sono il tronco inclinato, il tronco a cascata, il tronco a zattera, il multritronco e l’eretto casuale.

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Domande frequenti

  • Qual è il substrato ideale per il bonsai melograno?
    Il substrato deve essere altamente drenante e non acido. La composizione migliore prevede akadama (argilla rossa porosa) come componente principale, mista a sabbia e una piccola percentuale di terriccio universale filtrato o terra di foglie. È fondamentale inserire sul fondo del vaso materiale grossolano per garantire un ottimo deflusso dell'acqua e prevenire il marciume radicale.
  • Come e quando va annaffiato il bonsai melograno?
    Le annaffiature devono essere regolari e tempestive: somministra acqua ogni volta che il substrato risulta asciutto. In estate, specialmente in climi aridi, potrebbero essere necessarie due irrigazioni giornaliere (mattina presto o sera per ridurre l'evaporazione). In inverno, riduci le frequenze, innaffiando solo quando il terreno è asciutto, preferibilmente nella tarda mattinata.
  • Quando effettuare la potatura e la filatura?
    La potatura di formazione e mantenimento si esegue all'inizio della primavera, prima della fioritura. Durante la stagione vegetativa, cimenta i germogli apicali lasciando solo due-quattro foglie dopo il sesto-settimo nodo. La filatura con filo metallico è possibile da febbraio ad aprile, periodo in cui i rami sono ancora flessibili e facilitano il modellamento senza spezzarsi.
  • Quale concime è consigliato per il melograno bonsai?
    È indicato un fertilizzante con alto contenuto di fosforo e potassio e basso tenore di azoto, per favorire fiori e frutti rispetto alla sola crescita vegetativa. Si推荐使用 pastiglie organiche (farina di ossa, pesce, semi di colza). La concimazione va distribuita costantemente da marzo a giugno e da metà agosto a metà ottobre, evitando il periodo di piena fioritura.

Scheda Tecnica

Punica granatum

Nome scientificoPunica granatum
FamigliaLythraceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia e Mediterraneo
EsposizioneLuminosa, pieno sole, teme il gelo
TerrenoDrenante, alcalino/neutro, akadama e sabbia
IrrigazioneRegolare, evitare ristagni, aumentare in estate
FiorituraPrimavera-Estate (fiori rosso/arancio)
AltezzaVariabile (forma ridotta bonsai)
ConcimazioneAlto fosforo/potassio, basso azoto (marzo-giugno, ago-ott)
PotaturaPrimavera (prima dei fiori), cime verdi, filatura feb-apr
Difficoltà di coltivazioneMedia

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