Bonsai faggio in primavera

Piante bonsai

Bonsai Faggio

L'albero bonsai faggio è molto apprezzato per le sue qualità di forza e leggerezza e per le spettacolari foglie che cambiano colore durante l'anno.

di Redazione

05 luglio 2016

Caratteristiche dell'albero di faggio

Il faggio è un albero elegante e robusto che cresce spontaneamente sulle montagne del nostro Paese e forma dense foreste, con alcuni esemplari che superano i 35 metri di altezza. Ha foglie verde scuro sulla faccia superiore e chiaro su quella inferiore. Durante la stagione invernale le foglie del faggio si seccano ma restano attaccate all'albero fino alla primavera, quando cadono per far posto a quelle nuove, che nascono da lunghe gemme a punta. Questa pianta è molto apprezzata nell'arte bonsai, per la sue caratteristiche di leggerezza e di forza e per il colore cangiante delle foglie, di colore verde chiaro in primavera, scuro in estate, gialle e poi rosse in autunno. Le specie di faggio usate per il bonsai sono il Fagus sylvatica, quello diffuso in Italia, ed il particolare Fagus crenata, proveniente dal Giappone.

Esposizione stagionale del bonsai faggio

Il bonsai faggio deve essere tenuto in condizioni simili a quelle dell'albero originale, che vive in ambiente montano, umido e fresco. Nella stagione primaverile il bonsai deve stare in luogo ben soleggiato. Il sole determina una rapida e compatta crescita nel bonsai, con rametti robusti e piccole foglie. L'estate può essere critica per questa essenza, a causa dell'umidità ridotta. L'alberello va esposto a nord, all'ombra ed in un punto fresco il più possibile. Inoltre occorre posizionarlo sopra un sottovaso pieno di ghiaia bagnata per contrastare l'aria secca. Anche in autunno l'albero dovrà stare al fresco finché non arriva il freddo, quando sarà rimesso al sole. Nella stagione invernale il bonsai faggio, che resiste benissimo al freddo, si potrà tenere all'aperto in qualunque punto. Può eventualmente essere utile coprire il vaso per proteggere le radici dal gelo.

Annaffiatura e potatura del bonsai

Il terriccio sarà annaffiato quando è asciutto, per 2-3 volte, aspettando alcuni minuti, per essere sicuri che sia ben inumidito. In estate, un'alternativa al sottovaso con ghiaia umida è la vaporizzazione di acqua sulle foglie. Il momento più indicato per la potatura è l'inverno, per due motivi: le foglie sono cadute e la struttura dei rami è evidente e l'albero, in stasi vegetativa, non rischia perdite di linfa dai tagli. Poiché il faggio produce cicatrici grandi e esteticamente sgradevoli, quando di tagliano rami grossi è bene medicare con mastice o pasta cicatrizzante. Le foglie sono alterne e quindi ,accorciando un ramo, è necessario decidere in quale direzione dovrà ricrescere e lasciare la gemma apicale che va in quel verso. Nella tarda primavera, quando le foglie prodotte dai nuovi germogli saranno almeno 6, per avere una bella chioma compatta andranno tagliati dopo la seconda foglia. In autunno si rimuovono le gemme che produrrebbero rami che non servono al bonsai.

Rinvaso e concimazione del bonsai

Questo tipo di albero ha una crescita lenta ed il rinvaso va effettuato un anno sì ed uno no, per i bonsai giovani, e ogni 3 o 4 anni per gli esemplari maturi. Il periodo migliore va da novembre, quando cadono le foglie, a marzo, quando si rigonfiano le gemme. Nel corso dell'operazione di rinvaso la pianta deve essere trattata come una sempreverde, benché sia una caducifoglia, quindi si ridurrà il pane delle radici della metà invece di scoprirle totalmente. Il terreno deve avere un buon drenaggio ma non asciugarsi molto rapidamente, quindi è bene utilizzare un substrato con sostanza organica come il terriccio pronto. Si rinvasano soltanto gli esemplari sani e, in caso di inverno gelido, i bonsai appena trapiantato va protetto in serra fredda. Per un mese o poco più è opportuno nebulizzare ed innaffiare, ogni settimana, con una soluzione di vitamine B. Il fertilizzante dovrà essere del tipo a lenta cessione.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come gestire l'esposizione del bonsai faggio durante l'estate?
    L'estate è la stagione critica per il faggio bonsai a causa della bassa umidità. È fondamentale spostare la pianta in una posizione fresca, preferibilmente a nord o all'ombra, lontano dal sole diretto che potrebbe stressarla. Un accorgimento essenziale è posizionare il vaso sopra un sottovaso riempito di ghiaia e mantenuto costantemente bagnato; questo crea un microclima umido attorno alle radici grazie all'evaporazione. In alternativa, è consigliabile nebulizzare frequentemente l'acqua sulle foglie per simulare l'ambiente montano fresco e umido tipico della sua origine.
  • Quando e come effettuare la potatura del faggio bonsai?
    La potatura strutturale principale va eseguita in inverno, quando la pianta è in dormienza e le foglie sono cadute, rendendo visibile la struttura dei rami senza rischio di perdita eccessiva di linfa. Tagliando rami spessi, applica sempre un mastice cicatrizzante, poiché il faggio tende a formare cicatrici ampie e antiestetiche. Per la definizione della chioma, interviene nella tarda primavera: quando i nuovi germogli hanno sviluppato almeno sei foglie, recidi dopo la seconda foglia per favorire una crescita compatta e armoniosa. Rimuovi anche le gemme indesiderate in autunno.
  • Qual è la frequenza corretta per il rinvaso del bonsai faggio?
    Il faggio ha una crescita lenta, quindi il rinvaso non deve essere frequente. Per i giovani esemplani, effettua il rinvaso ogni anno sì e uno no; per gli alberi maturi, dilata l'intervento a ogni 3-4 anni. Il periodo ideale va dalla caduta delle foglie in novembre fino a marzo, prima dello rigonfiamento delle gemme. Trattalo come una sempreverde durante l'operazione: riduci il pane radicale di circa la metà senza esporre completamente le radici. Usa un substrato drenante ma capace di trattenere umidità e proteggi la pianta appena rinvasa dal gelo intenso.
  • Quale tipo di irrigazione è necessaria per il bonsai faggio?
    Annaffia il bonsai faggio solo quando il terriccio risulta asciutto al tatto. È importante dare acqua per 2-3 volte consecutive, attendendo qualche minuto tra un'annaffiatura e l'altra per garantire che il pane di terra sia completamente imbevuto e non ci siano sacche d'aria. In estate, oltre a mantenere il sottovasa con ghiaia bagnata, integra l'irrigazione radicolare con frequenti nebulizzazioni sulle foglie per contrastare l'aria secca. Evita assolutamente i ristagni idrici nel sottovaso per prevenire marciumi radicali.

Scheda Tecnica

Fagus sylvatica / Fagus crenata

Nome scientificoFagus sylvatica / Fagus crenata
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa (sylvatica), Giappone (crenata)
EsposizioneSole in primavera/autunno, ombra/fresco in estate, resistente al freddo
TerrenoSubstrato drenante, ricco di sostanza organica
IrrigazioneAbbondante quando il terreno è asciutto, evitare ristagni
FiorituraNon significativa ai fini ornamentali (pianta da fogliame)
AltezzaVariabile (bonsai), nativo fino a 35m
ConcimazioneFertilizzante a lenta cessione
PotaturaInverno (struttura), tarda primavera (foglie)
Difficoltà di coltivazioneMedia-Alta (richiede controllo umidità estiva)

Potrebbe interessarti anche