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Parchi e Giardini

Parco Gran Sasso

Scopri insieme a noi le meraviglie del Parco nazionale del Gran Sasso. Accedi alla nostra pagina web per conoscere il pasesaggio,la flora e la fauna del Parco nazionale più esteso d'Italia

di Redazione

04 novembre 2013

Parco Gran Sasso

E’ il parco preferito dagli sciatori e dagli escursionisti, ma anche da coloro che amano immergersi in una terra ricca di fascino e di tradizioni. Da paesaggio montano deserto, questo parco nazionale è diventato uno dei paesaggi più suggestivi d’Italia. La sua bellezza si deve all’incrocio tra i resti di un ambiente millenario e le attività dell’uomo, le quali si sono perfettamente integrate alla struttura del territorio dando vita a centri ricettivi e turistici e alla valorizzazione di sentieri e borghi ricchi di storia e tradizione. La descrizione appena fatta si riferisce al Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, centro montano che abbraccia ben tre regioni. Visitare il Gran Sasso significa immergersi nel classico paesaggio di montagna e in un percorso fatto di sentieri boscosi che si alternano a cime deserte e a borghi ricchi di chiese e abbazie. Il clima e il paesaggio del Gran Sasso rappresentano anche l’habitat ideale per migliaia di specie florofaunistiche che completano e arricchiscono uno scenario davvero fantastico e certamente da ammirare.

Caratteristiche

Con una superficie di quasi 150 mila ettari, il Parco del Gran Sasso comprende ben tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche. La superficie maggiore comprende proprio l’Abruzzo e infatti, la sede dell’ente gestore si trova proprio in provincia dell’Aquila. Il Parco custodisce tre tra i più bei monti d’Italia: il Gran Sasso, i Monti della Laga e i Monti Gemelli. L’area al suo interno comprende anche cima più alta dell’Appennino, il Corno Grande, che con i suoi quasi tremila metri di altitudine ospita il ghiacciaio più meridionale d’Europa, il Calderone. Il Parco del Gran Sasso è anche un crocevia di collegamento tra l’Europa siberiana e quella mediterranea. Per le sue caratteristiche, il Parco viene anche definito “ monumento della biodiversità”. L’imponenza delle sue cime è davvero monumentale, ma anche la biodiversità in esso contenuta è notevole. Tra un versante e l’altro i paesaggi appaiono completamente differenti, da quelli desertici e montani del versante nord si passa ai boschi del versante sud. L’area, proprio per la sua ricchezza ambientale, è stata divisa in undici distretti che comprendono comuni, vallate, montagne, cascate, sorgenti, strade, sentieri, chiese e abbazie. Il territorio, situato nel cuore dell’Appennino, si estende su cinque province (L'Aquila, Teramo, Pescara, Rieti e Ascoli Piceno) e su quarantaquattro comuni ricchi di storia, cultura e tradizione. L’istituzione ufficiale del Parco si è avuta nel 1991. Con la sua superficie, il Parco del Gran Sasso rappresenta l’area protetta più estesa d’Italia.

Flora

La flora del Gran Sasso è estremamente variegata e al tempo stesso endemica, cioè tipica del territorio. La peculiarità della vegetazione è che si estende solo su determinati versanti montani, mentre altri sono quasi desertici o adibiti a pascolo. Nella zona più a sud si trovano boschi di pino nero e querce, mentre in quella a nord, abeti, betulle e immensi pascoli. Alle medie altitudini si possono trovare piante come meli selvatici, cornioli, cerri, ornelli, roverelli, genziana, quest’ultima usata per preparare il famoso liquore, e il ginepro. Nella parte più a nord si trovano esclusivamente boschi di faggi. Tra le specie arboree vi sono anche tasso, agrifoglio, acero di monte, abete bianco e sorbo. Altre specie protette e da ammirare sono il salice erbaceo, la stella alpina dell’Appennino, la primula orecchia d’orso, il papavero alpino, l’anemone dell’Appennino, l’astragalo aquilano e la soldanella alpina. Nei boschi abbondano anche i funghi, vera e propria passione dei cercatori. Il Parco del Gran Sasso, in autunno, ospita i prataioli, ma anche altri prelibati funghi commestibili, come i porcini e le morette.

Fauna

La fauna del Gran Sasso è popolata da specie tipiche dell’Appennino. Il simbolo del Parco è il camoscio dell’Appennino, ungulato che fino al secolo scorso abitava le aree montane e boscose. Con la caccia indiscriminata, gli esemplari si ridussero fino a estinguersi del tutto. Tra il 1992 e il 1999, grazie all’attività di reintroduzione, il camoscio è tornato a vivere sul Gran Sasso. Attualmente si contano circa centodieci esemplari. Altri animali presenti sono il cervo nobile, il capriolo, il lupo appenninico e l’orso bianco morsicano. Non mancano la volpe, l’istrice, il cinghiale, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la puzzola e la martora. L’avifauna comprende invece l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il gheppio, l’astore, il lanario e il lodolaio. Presenti anche specie prettamente appenniniche, tra cui il fringuello alpino, lo spioncello, la pispola e il sordone. Avvistati anche esemplari di airone e altre specie tra le quali il gracchio alpino, la coturnice e il gracchio corallino. La aree coltivate adibite a pascolo ospitano specie come la cappellaccia, l’ortolano, l’averla piccola, la passera lagia e il calandro. Le praterie di alta montagna sono invece l’habitat ideale di rettili come la vipera dell’Orsini e il colubrio di Esculabio. Gli ambienti appenninici ospitano anche parecchi anfibi, tra cui la salamandrina con gli occhiali e il geotritone.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali attrazioni naturali e geografiche del Parco Nazionale del Gran Sasso?
    Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga è l'area protetta più estesa d'Italia, coprendo quasi 150.000 ettari su tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche. Ospita il Corno Grande, la vetta più alta dell'Appennino, e il Ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d'Europa. Il territorio è caratterizzato da una forte diversità paesaggistica, che va dai versanti nord aridi e desertici ai boschi rigogliosi del versante sud, includendo valli, cascate, sorgenti e borghi storici.
  • Che tipo di flora si può trovare nel Parco del Gran Sasso?
    La flora è estremamente variegata e include molte specie endemiche. Ai bassi livelli si trovano boschi di pino nero e querce, mentre a quote superiori predominano faggi, abeti, betulle e carpini. Sono presenti anche meli selvatici, cornioli e ginepri. Tra le specie protette più pregiate figurano la stella alpina dell'Appennino, la primula orecchia d'orso, il papavero alpino e la soldanella alpina. In autunno, i boschi offrono inoltre un'abbondante produzione di funghi commestibili come porcini e prataioli.
  • Quali animali caratterizzano la fauna del Parco Nazionale del Gran Sasso?
    Il simbolo del Parco è il camoscio d'Abruzzo, reintrodotto con successo tra il 1992 e il 1999 dopo essersi estinto localmente. Oltre al camoscio, sono presenti il lupo appenninico, l'orso bruno marsicano, il cervo nobile e il capriolo. Tra i predatori minori troviamo volpi, tassi e faine. L'avifauna è ricca di rapaci come l'aquila reale, il falco pellegrino e il gufo reale, oltre a specie alpine come il fringuello alpino. Nelle praterie vivono rettili come la vipera dell'Orsini e anfibi rari come la salamandrina dagli occhi rossi.
  • Come è organizzato il territorio del Parco del Gran Sasso?
    Il Parco si estende su cinque province: L'Aquila, Teramo, Pescara, Rieti e Ascoli Piceno, coinvolgendo quarantaquattro comuni. L'ente gestore ha sede in provincia dell'Aquila, dove si concentra la porzione maggiore del territorio. L'area è suddivisa in undici distretti che integrano elementi naturali (montagne, vallate, sorgenti) con infrastrutture umane (sentieri, strade, chiese, abbazie). Questa organizzazione riflette l'integrazione tra conservazione ambientale e attività turistiche, rendendo il Parco un crocevia culturale e naturale unico.
  • Perché il Parco del Gran Sasso è considerato importante per la biodiversità?
    Definito "monumento della biodiversità", il Parco funge da ponte ecologico tra l'Europa siberiana e quella mediterranea. Questa posizione strategica permette la coesistenza di specie con esigenze ambientali molto diverse, creando un mosaico di habitat unici. La presenza di vette elevate, ghiacciai residui, boschi misti e praterie alpine favorisce un'elevata ricchezza specifica, sia floreale che faunistica, rendendolo un laboratorio naturale fondamentale per lo studio e la tutela della natura appenninica.