Asparago selvatico

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Asparago selvatico

In questo articolo si parla dell'asparago selvatico. Si descrivono le sue caratteristiche e si danno indicazioni su coltivazione, terreno, potatura, concimazione, associazioni consigliate e sulle tecniche di raccolta.

di Redazione

19 aprile 2016

Asparago selvatico

L'asparago selvatico, appartenente alla famiglia delle Liliacee, è una pianta molto diffusa, che cresce anche in modo spontaneo lungo litorali marini o le rive dei fiumi La sua coltivazione è finalizzata all'utilizzo dei “ turioni”, ossia i polloni della pianta che nascono e si sviluppano a partire dalla parte sotterranea, costituita da diverse zampe dalle quali comincia la coltivazione. L'asparago selvatico mantiene le caratteristiche di una pianta molto rustica, capace di crescere facilmente in diversi climi, ma amante tuttavia di quelle zone a clima temperato che possano per lo più vantare una temperatura calda sin dalla primavera e una notevole esposizione soleggiata durante il giorno. I sopra citati turioni saranno da raccogliersi tra il mese di maggio e quello di giugno. Se al contrario si lasceranno crescere daranno vita a una pianta dalla particolare forma cespugliosa, dotata di fusti più duri e ramificati e dei piccoli rami dal colore più verde chiamati “cladodi”. Lasciata crescere in questo modo la pianta potrà dare ulteriori semi che si potranno cogliere e utilizzare per una nuova coltivazione, traendoli da quei rami cresciuti dai turioni e limitando il loro uso di quelli contenuti all'interno delle bacche più grandi. Tali bacche si potranno spappolare dentro l'acqua e i semi ricavati dovranno essere asciugati all'ombra e seminati nel mese di marzo.

Terreno

Il terreno preferito dall'asparago selvatico è sciolto e sabbioso, fresco ma non eccessivamente umido, né troppo calcareo. E' importante inoltre che il terreno abbia una buona dotazione di calcio e che sia sprovvisto di sassi e ghiaia. Queste presenze infatti impediscono uno sviluppo ottimale dei turioni. La pianta non ha particolarmente timore di freddi intensi, per quanto, tuttavia, può subire danni causati dalle gelate.

Concimazione

L'asparago selvatico non necessità di grandi quantità di letame o di un terreno particolarmente fertile per crescere bene. Tre quintali circa di letame maturo o di composto ogni 100 metri quadrati di coltivazione garantiranno una buona crescita della pianta. Ma sarà utile, come detto, arricchire il terreno di calcio, poiché la pianta ne è molto esigente. Ad esempio un elemento utile po' essere la cenere di legno, caratterizzata da una notevole ricchezza di calcio, il cui utilizzo prevede che sia interrata e non distribuita lungo la superficie del terreno. In questo caso la sua presenza potrebbe causare dei danni, in particolare a quei terreni ricchi di argilla.

Avvicendamenti, consociazioni

E' sempre consigliabile attendere un lungo periodo di tempo tra la coltivazione dell'asparago selvatico e il successivo: anche 8 anni tra una pratica e l'altra. Inoltre al fine di evitare dannosi problemi di rizoctomia è utile anticipare la coltivazione dell'asparago con una di porro. Invece consociazioni favorevoli con la pianta di asparago selvatico, da associare nei primi due anni della crescita, sono colture di lattuga, prezzemolo, pomodoro e cetriolo.

Coltivazione

L'impianto per la coltivazione dell'asparago, per la composizione di una tipica asparagiaia, inizia dalle “zampe”, ottenute dal seme, da utilizzarsi dopo all'incirca 20 mesi dalla loro raccolta. Per ciò che riguarda l'impianto a dimora collocato in pieno campo si scaveranno trincee della profondità di 40 centimetri, larghezza di un metro circa, distanziate l'una all'altra almeno mezzo metro. Al fondo di queste trincee saranno da mettere ogni metro quadro una buona quantità di perfosfato, almeno 70 grammi, 25 grammi circa di solfato ammonico e ancora 25 grammi di cloruro potassico. Successivamente saranno da collocare a dimora quelle zampe più chiare e ricche di radici, posizionate a una distanza di circa mezzo metro da ricoprirsi con poca terra e 30 centimetri di letame ben maturo. Sopra il letame si metterà ancora poca terra. Nei due anni che seguiranno, l'asparagiaia sarà ancora improduttiva, ma in questo periodo le cure continueranno: sarà infatti necessario seguire la pianta difendendole da arrivi sgraditi di erbe infestanti e intervenire inoltre con opportuni arricchimenti di concime minerale, per la precisione ancora circa 20 grammi di solfato ammonico, un uguale quantità di cloruro potassico e ancora 60 grammi di perfosfato. Alla fine della stagione invernale, per tutti gli anni successivi, si arricchirà la coltivazione con letame maturo e terreno sabbioso al fine di migliorare la qualità dei turioni.

Potatura

E' consigliabile fare un intervento di potatura durante la stagione autunnale. In questo periodo dell'anno sarà bene intervenire tagliando ogni fusto che si è sviluppato fuori dalla terra durante la stagione estiva. I fusti visibilmente secchi dovranno inoltre essere asportati, almeno per 4 o 5 anni dopo l'inizio della coltivazione, sempre durante la stagione autunnale.

Raccolta

La definitiva raccolta dei turioni sarà da farsi con particolari attrezzi chiamati sgorbie, un tipo di coltelli, con i quali si riuscirà più facilmente ad asportare la parte commestibile delle piante lasciando completamente intatte le zampe.

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Domande frequenti

  • Come e quando si raccolgono i turioni di asparago selvatico?
    La raccolta dei turioni, ovvero i polloni commestibili, avviene principalmente tra maggio e giugno. È fondamentale utilizzare strumenti specifici chiamati 'sgorbie', che sono particolari coltelli progettati per asportare delicatamente la parte sotterranea ed emersa del turione. Questo metodo permette di staccare la parte edule senza danneggiare le 'zampe' (la struttura radicale sotterranea), garantendo così la sopravvivenza della pianta e la possibilità di raccolti futuri. Una raccolta errata o troppo aggressiva potrebbe compromettere la vitalità della pianta per le stagioni successive.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per coltivare l'asparago?
    L'asparago selvatico richiede un terreno prevalentemente sciolto e sabbioso, che garantisca un buon drenaggio evitando ristagni idrici eccessivi. Il suolo deve essere fresco ma non zuppo, e soprattutto ricco di calcio. È assolutamente necessario che il terreno sia privo di sassi e ghiaia, poiché questi ostacoli fisici impediscono ai turioni di svilupparsi correttamente e dritti verso l'esterno. Un terreno troppo calcareo in senso negativo o povero di calcio va corretto, ad esempio utilizzando cenere di legno interrata, mai lasciata in superficie.
  • Come si effettua la moltiplicazione dell'asparago selvatico dai semi?
    La moltiplicazione tramite semi richiede pazienza e tempi lunghi. I semi si ottengono lasciando crescere la pianta oltre la fase di raccolta turionica: i turioni formeranno fusti ramificati (cladodi) e bacche contenenti i semi. Quando le bacche sono mature, vanno spappolate nell'acqua per separare i semi, che poi devono essere asciugati all'ombra. La semina vera e propria va effettuata nel mese di marzo. Bisogna sapere che le piantine ottenute da seme impiegano circa 20 mesi prima di essere pronte per essere trasferite a dimora come 'zampe' per formare l'asparagiaia.
  • Quali consociazioni sono consigliate per l'asparago selvatico?
    Le consociazioni giocano un ruolo importante nella salute dell'asparago, specialmente nei primi due anni di crescita. Sono considerate favorevoli l'accostamento con lattuga, prezzemolo, pomodoro e cetriolo, che possono coabitare nello stesso appezzamento senza creare competizione negativa. Inoltre, per prevenire malattie del suolo come la risoctonia, è altamente consigliato anticipare la coltivazione dell'asparago con quella del porro. Questa sequenza aiuta a disinfettare il terreno e ridurre i rischi patogeni specifici che potrebbero colpire le radici dell'asparago.

Scheda Tecnica

FamigliaLiliacee
Tipo di piantaPerenne rustica
OrigineSpontaneo, litorali marini e rive fluviali
EsposizionePieno sole, clima temperato caldo
Temperatura minimaSensibile alle gelate intense
TerrenoSciolto, sabbioso, fresco, ricco di calcio, privo di sassi
IrrigazioneFresca ma non eccessivamente umida
AltezzaCespugliosa, fusti ramificati e verdi (cladodi)
ConcimazioneLetame maturo/composto, cenere di legno (calcio), perfosfato, solfato ammonico, cloruro potassico
PotaturaAutunnale, taglio fusti secchi e sviluppati
MoltiplicazioneSemi (marzo) o zampe (radici)
Malattie e parassitiRisoctonia (evitabile con rotazione e consociazione porro)
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica

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