senape fiore

aromatiche

Senape

La senape, chiamata anche con il nome scientifico di Sinapsis species o Brassica species, appartiene alla famiglia delle Crocifere.

di Redazione

10 marzo 2016

Caratteristiche

La senape, chiamata anche con il nome scientifico di Sinapsis species o Brassica species, appartiene alla famiglia delle Crocifere. Si tratta di una pianta erbacea annuale che presenta un fusto particolarmente eretto e può vantare anche dei gambi glabri, estremamente arrotondati e ben ramificati. Questa pianta erbacea può raggiungere anche un'altezza di oltre un metro e viene impiegata fin dai tempi antichi per usi culinari e medicinali. Le foglie si caratterizzano per trovarsi alla base dei cespi e per avere una forma lanceolata, con un margine estremamente dentato, mentre quelle superiori sono, nella maggior parte dei casi, dalla forma ovale e appuntite, ma presentano il margine liscio. Le foglie della senape sono estremamente aromatiche e, per tale ragione, quelle più tenere si possono facilmente inserire nelle insalate. I fiori sono piuttosto piccoli ed hanno la particolare caratteristica di sbocciare nel corso della stagione estiva e si aggregano all'interno di infiorescenze e presentano ben quattro petali di colore giallo, leggermente aromatici. I semi della senape si caratterizzano per avere una forma sferica, con una colorazione che varia dal marrone al crema; in ogni caso il loro aroma si diffonde solamente nel momento in cui vengono macinati e collocati in catini di acqua tiepida. I semi della varietà di senape hanno la caratteristica di essere quelli più piccanti.

Varietà

Esistono diversi tipi di senape, tra cui quella nera, indiana e bianca. La senape nera proviene probabilmente dal Medio Oriente, nonostante secondo alcuni teorie abbia avuto origine in Inghilterra. Fino alla seconda guerra mondiale, i semi della senape nera erano i componenti ideali per realizzazione di tutti i tipi di senape. La decadenza nell'utilizzo di questa varietà di senape deriva dalle sue dimensioni, visto che la senape nera oltrepassa i due metri di altezza, nonché dei semi che, una volta raggiunta la completa maturazione, cadono molto facilmente a terra. Al giorno d'oggi questa varietà di senape viene coltivata in paesi in cui il costo della manodopera è piuttosto basso e le fasi di raccolta e lavorazione vengono ancora eseguite a mano. La senape indiana è una pianta che proviene dall'India, ma anche dalla Cina e dalla Polonia. Nella maggior parte dei casi, il colore dei semi di questa pianta è molto più chiaro in confronto alla senape nera, anche se è molto meno piccante.

Esposizione

Si tratta di piante che devono essere considerate come orticole, dato che in caso in di attacchi di parassiti, devono essere trattate con degli antiparassitari per l'agricoltura. In precedenza dell'operazione di raccolta delle foglie delle piante che sono state tratte, è fondamentale aspettare che il prodotto spruzzato abbia esaurito la sua attività. La senape è una pianta che ha bisogno di diverse al giorno di contatto diretto con i raggi solari. Si tratta di piante che possono anche essere collocate all'interno di luoghi all'aperto, solamente nel caso in cui il pericolo di possibili gelate sia ormai scongiurato. Nella maggior parte dei casi, queste piante si devono collocare in giardini o sul terrazzo, già nel momento in cui arriva il mese di aprile o quello di maggio.

Annaffiatura

Il consiglio principale è quello di fare in modo di evitare delle annaffiature troppo frequenti, dato che la senape ha l'esigenza di avere un terreno completamente asciutto prima di ricevere una nuova annaffiatura. Una volta rispettata tale condizione, allora si potrà procedere a bagnare il substrato in profondità ogni 2-3 settimane con 2-3 bicchieri di acqua. E' importante tenere in considerazione anche il fatto che le piante aromatiche, come nel caso della senape, si possono far essiccare o congelare, in maniera tale da poterle conservare e poi usare anche nel corso dei mesi più freddi.

Propagazione

Nel momento in cui si ha intenzione di provvedere alla raccolta dei semi, di solito, si deve eseguire anche una semina in primavera; invece, quando si ha intenzione di consumare in insalata le foglie che risultano maggiormente tenere all'interno dei cespi, allora è fondamentale ripetere la semina circa ogni venti giorni. Le piante che vengono coltivate unicamente per eseguire la raccolta dei semi, devono essere sempre sfoltite, lasciando che si crei intorno a loro un determinato spazio. L'operazione di sfoltimento non è necessaria nel momento in cui si ha intenzione di raccogliere solo le foglie. Ad ogni modo, quest'ultima operazione si dimostra estremamente utile per fare in modo di favorire lo sviluppo dei cespi, effettuando delle sarchiature periodiche del terreno.

Concimazione

Per quanto riguarda questa importante operazione, è necessario ricordare come ogni 15-20 giorni è consigliabile mescolare all'acqua delle annaffiature del concime per piante verdi, che si caratterizza per essere estremamente ricco in azoto e in potassio.

Raccolta

Le foglie da inserire nelle insalate si possono già recidere dopo un periodo di almeno dieci giorni in seguito alla semina. I fiori, invece, devono essere colti nel momento in cui sbocciano, mentre le silique al cui interno si trovano i semi, devono esser recise ad autunno inoltrat

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Domande frequenti

  • Come si preparano i semi di senape per renderli piccanti?
    L'aroma pungente della senape non è presente nei semi interi, ma si sviluppa solo quando questi vengono macinati e mescolati con acqua tiepida. Questo processo attiva gli enzimi responsabili della formazione dell'isotiocianato, composto chimico che conferisce il tipico sapore forte e piccante. È fondamentale non preparare la senape troppo anticipatamente, poiché il sapore tende a svanire rapidamente dopo l'attivazione. Per ottenere il massimo della sapidità, utilizza semi di senape nera o indiana, ricordando che la varietà nera risulta generalmente più intensa rispetto alle altre.
  • Quando e come raccogliere le foglie di senape per l'orto?
    Le foglie più tenere, ideali per le insalate, possono essere raccolte già dieci giorni dopo la semina. Per garantire un approvvigionamento continuo, si consiglia di effettuare nuove semine ogni venti giorni. A differenza della coltivazione destinata alla produzione di semi, la raccolta delle foglie non richiede uno sfoltimento eccessivo delle piante, purché si eseguano periodiche sarchiature per favorire lo sviluppo dei cespi. È importante attendere che eventuali trattamenti antiparassitari abbiano esaurito la loro azione prima di prelevare il materiale vegetale destinato al consumo fresco.
  • Qual è la differenza tra senape nera e senape indiana?
    La senape nera, originaria del Medio Oriente, produce semi scuri e molto piccanti, storicamente utilizzati per tutte le tipologie di senape. Tuttavia, le piante raggiungono altezze superiori ai due metri e i semi maturi cadono facilmente, rendendo la raccolta laboriosa e costosa. La senape indiana, proveniente da India e Cina, offre semi di colore più chiaro e un sapore significativamente meno intenso. Oggi la senape indiana è spesso preferita per la facilità di gestione e la minore aggressività del gusto, adatta a chi cerca un aroma delicato.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare la senape?
    La senape richiede irrigazioni moderate e ben distanziate. Il substrato deve asciugarsi completamente tra un'annaffiatura e l'altra per evitare marciumi radicali. In genere, bagna il terreno in profondità ogni due-tre settimane utilizzando circa due-tre bicchieri d'acqua per pianta, adattando la frequenza alle condizioni climatiche locali. Evita annaffiature troppo frequenti o superficiali. Questa esigenza di suolo asciutto è cruciale per la salute della pianta, specialmente se coltivata in vaso o in terreni poco drenanti.
  • Come si conserva la senape raccolta?
    Una volta raccolte, le foglie di senape possono essere conservate in due modi principali per essere utilizzate durante i mesi invernali. Puoi farle essiccare accuratamente in un luogo aerato e ombreggiato, oppure congelarle fresche. Entrambe le metodologie permettono di mantenere le proprietà aromatiche della pianta. Assicurati che le foglie siano sane e prive di danni meccanici prima della conservazione. L'essiccazione riduce il volume, facilitando lo stoccaggio, mentre il congelamento preserva meglio la struttura cellulare, ideale per cucinare successivamente.

Scheda Tecnica

Brassica spp.

Nome scientificoBrassica spp.
FamigliaCrocifere (Brassicaceae)
Tipo di piantaErbacea annuale
OrigineMedio Oriente / Asia
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaSconosciuta (teme le gelate)
TerrenoBen drenato, asciutto tra un'annaffiatura e l'altra
IrrigazioneModerata, ogni 2-3 settimane, evitando ristagni
FiorituraEstiva
AltezzaFino a oltre 1 metro (alcune varietà >2m)
ConcimazioneRicca in azoto e potassio, ogni 15-20 giorni
PotaturaNessuna richiesta specifica
MoltiplicazioneSemina primaverile
Malattie e parassitiSusceptibile ad attacchi parassitari (richiede trattamenti specifici)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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