Comune immagine della Clematis Vitalba

Rampicanti

Clematis vitalba

Clematis Vitalba, sembra il nome di una nobile donna sicula, ma si parla della comune Clematide, una pianta ha oserei dire un aspetto altezzoso. Come i pensieri passionali delle donne descritte nei romanzi di Verga, ramifica velocemente, abbraccia qualsiasi cosa si trovi sul proprio cammino.

di Redazione

13 ottobre 2014

Clematis Vitalba, di chi parliamo?

Parliamo della clematis vitalba, clematide, barba di vecchio, erba dei pezzenti o semplicemente Vitalba; tanti sono i nomi per la pianta in questione. E' una pianta rampicante molto conosciuta perchè diffusa su tutto il territorio italiano; cresce nelle zone di bassa montagna fino alle crepe dei muri, non è quindi difficile ritrovarsela nel proprio giardino dove può crescere fino a 20 metri sugli alberi. Le sue foglie sono imparipennate formate ognuna da 3 a 5 segmenti di forma ovoidale-lanceolata; i suoi fiori visibili tra maggio e luglio sono di colore bianco crema mentre i suoi frutti sono acheni piumosi che raggruppati danno l'impressione di nuvolette che crescono tra le siepi nel periodo autunnale. La vitalba è una pianta velenosa, ma per molto tempo è stata utilizzata anche per rimedi medicinali, e ancora oggi in piccole dosi in cucina.

L'uso della Vitalba in cucina

Nonostante la sua tossicità, è possibile utilizzare parti della pianta anche in cucina; i germogli primaverili ad esempio, sono l'ingrediente principale per cucinare le "frittate di vitalbini".Lessare la pianta ne diminuisce la tossicità, anche se in alcuni tipi di cucina, vedi Regione Marche, dove i germogli di vitalba sottolio sono considerati prodotto tipico, viene utilizzata cotta o addirittura cruda; la lessatura ne riduce anche il sapore amaro.Per cucinare una buona frittata di vitalbini, bisogna procurarsi tre uova fresche, sale integrale, pepe bianco, olio extra vergine di oliva e naturalmente germogli di Clematis vitalba; i germogli raccolti, per evitare effetti rari ma indesiderati quali dissenteria, devono essere nuovi e teneri, ed è importante non eccedere nella quantità. Non è consigliato somministrarlo ai bambini e alle donne incinta.

L'uso medicinale della pianta

La clematis vitalba è sempre stata utilizzata nella medicina popolare come analgesico e diuretico, non considerando le potenzialità velenose della pianta; può inoltre provocare irritazioni cutanee, infatti uno degli appellativi, "erba dei cenciosi", deriva dall'uso che ne facevano i mendicanti, i quali si sfregavano le foglie sulla pelle al fine di procurarsi piaghe e ulcerazioni per provocare compassione nei passanti.Attualmente annoverata tra i fiori di Bach, la clematis è utilizzata in Omeopatia; indicata per le persone che hanno un carattere sognatore, che facilmente si distraggono e che vivono con la speranza di un futuro migliore; per preparare un rimedio curativo coi suoi fiori, è necessario utilizzare il metodo della solarizzazione, raccogliendo da sè i germogli nei campi o comprare le bottigliette in stock in erboristeria.

Raccogliere e combattere la clematis vitalba

La raccolta della vitalba avviene facilmente durante gite in campagna, presso case abbandonate, vecchi ruderi, habitat preferenziale per la pianta dove può crescere indisturbata. Per la raccolta non c'è bisogno di nessuno strumento, basta troncare i germogli più teneri e posarli ordinatamente in un cesto.La raccolta pùo avvenire dall'inizio della vegetazione della pianta in primavera, fino in inverno, anche se il periodo migliore è giugno e nelle giornate successive a periodi di pioggia, quando la vitalba idratandosi riprende a crescere a pieno regime.Essendo una pianta infestante è consigliabile combatterla fin da subito se dovesse iniziare a crescere nel nostro giardino, tagliandone i fusticini. La vitalba si associa spesso con i rovi e crea dei grovigli inestricabili a danno della vegetazione arborea.

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Domande frequenti

  • La Clematis vitalba è velenosa e può essere usata in cucina?
    Sì, la Clematis vitalba è una pianta velenosa se consumata cruda o in grandi quantità, ma alcune sue parti possono essere utilizzate in cucina dopo un'adeguata cottura. I germogli teneri primaverili, detti 'vitalbini', vengono lessati per ridurre la tossicità e l'amaro, diventando ingredienti tipici come nelle frittate marchigiane. È fondamentale raccogliere solo germogli giovani e teneri, evitando esemplari vecchi o legnosi. Il consumo deve essere moderato: non è assolutamente consigliato per bambini, donne in gravidanza o soggetti sensibili, poiché un eccesso può causare disturbi gastrointestinali come dissenteria.
  • Come riconoscere la Clematis vitalba nel giardino?
    La Clematis vitalba è facile da identificare grazie alla sua rapida crescita rampicante che può superare i 20 metri, avvolgendo alberi e muri. In primavera ed estate produce fiori bianchi crema riuniti in pannocchie. La caratteristica distintiva più evidente appare in autunno: i frutti diventano acheni piumosi bianchi, simili a nuvolette o barbe, da cui derivano i nomi comuni 'Barba di vecchio'. Le foglie sono imparipennate, composte da 3-5 segmenti di forma ovale-lanceolata. Tende a formare grovigli densi insieme a rovi, soffocando la vegetazione circostante.
  • Quali sono gli usi tradizionali e medicinali della vitalba?
    Storicamente, la vitalba ha avuto usi controversi. Nella medicina popolare era impiegata come analgesico e diuretico, sebbene la tossicità ne limiti l'efficacia e la sicurezza. Un uso antico e crudele prevedeva lo sfregamento delle foglie sulla pelle per provocare piaghe e ulcere, simulando malattie per ottenere elemosina (da qui il nome 'erba dei cenciosi'). Oggi, i fiori entrano nella preparazione dei Fiori di Bach in omeopatia, utilizzati principalmente per supportare emotivamente persone sognatrici, distrazioni mentali e tendenza a idealizzare il futuro, preparati tramite solarizzazione dei fiori freschi.
  • Quando e come raccogliere i germogli di vitalba?
    La raccolta ideale dei germogli teneri ('vitalbini') avviene in primavera, dal momento della ripresa vegetativa fino a giugno. Il periodo ottimale è immediatamente dopo le piogge, quando la pianta è idratata e i germogli ricrescono vigorosamente. Si possono trovare facilmente in campagne, ruderi o bordi stradali. Per la raccolta, basta tagliare i germogli più giovani e teneri con le mani o forbici pulite, riponendoli in un cestino. Evitare di raccogliere piante vecchie o legnose. Per uso culinario, assicurarsi che siano freschissimi e procedere sempre alla lessatura prima del consumo.
  • Come contrastare la Clematis vitalba se diventa infestante?
    Essendo una pianta infestante aggressiva, va combattuta tempestivamente per evitare che soffochi alberi e siepi formando grovigli inestricabili. Il metodo principale consiste nel taglio regolare dei fusti, specialmente quelli giovani ('fusticini'), impedendo così l'arrampicata e la produzione di semi. Poiché si associa spesso ai rovi, è necessario intervenire anche sulle specie companion. Non essendo facile da estirpare completamente una volta radicata, la prevenzione e il monitoraggio costante nel giardino sono essenziali. Tagliare periodicamente i tralci impedisce alla pianta di dominare lo spazio vitale delle altre colture ornamentali.

Scheda Tecnica

Clematis vitalba

Nome scientificoClematis vitalba
FamigliaRanunculaceae
Tipo di piantaRampicante erbacea perenne
OrigineEuropa, Asia, Nord Africa
EsposizioneSole o mezz'ombra
TerrenoQualsiasi, ben drenato
IrrigazioneModerata, tollera la siccità
FiorituraMaggio-Luglio
AltezzaFino a 20 metri
ConcimazioneLeggera, in primavera
PotaturaMinima, eliminare parti secche
MoltiplicazioneSemi, talea, margotta
Malattie e parassitiGeneralmente resistente, attenzione a lumache
Difficoltà di coltivazioneFacile

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