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Syringa

In questo articolo si parla della syringa. Si fa una descrizione generale per poi concentrarsi sulla tipologia "vulgaris", o lillà. Si informa quindi sulle sue caratteristiche e si danno consigli su tecniche di coltivazione, moltiplicazione, potatura, esposizione, terreno preferiti, e annaffiatura. Si descrivono infine gli utilizzi più comuni e le altre specie più diffuse.

di Redazione

12 ottobre 2010

La Syringa

Amatissima come esemplare arboreo da giardino la syringa, assai diffusa nella sua tipologia vulgaris, o più comunemente conosciuta come lillà, è una pianta particolarmente adatta per la creazione di siepi naturali. Appartiene alla famiglia delle Oleaceae e il suo nome deriva dal vocabolo greco “sirinx”, con il significato di flauto. Il suo legno, infatti, era sovente utilizzato, nel passato, per la creazione di questo strumento musicale. La syringa vulgaris è originaria di Cina Corea, Iran,ma anche dell'Europa Orientale, precisamente nella zona dei Balcani. Si presenta come un arbusto a foglie caduche, più lunghe che larghe, e fiori del tipico colore lillà dal gradevolissimo profumo, che sono il tratto più distintivo della pianta e quello che la rende molto amata come coltivazione da giardino. La fioritura, che avviene nel mese di giugno, produce infatti un'esplosione di gemme color lillà che donano vivacità e gioia ad ogni spazio in cui vengono coltivate. Non è un albero di grandi dimensioni, arrivando al massimo a 7 metri di altezza. Il suo legno è duro, di colore marrone chiaro, spesso screziato della stessa sfumatura lillà dei fiori. E' una specie particolarmente importante nel settore della floricoltura, per questo motivo esistono molteplici varietà di questa pianta. Gli ibridi coltivati oggi vantano una vastissima gamma di colori diversi e sono muniti di fiori sia doppi che semplici.

Foglie, fiori

Le foglie caduche si presentano ovali e aguzze, cordiformi alla loro base. Sono di un colore molto gradevole verde pallido, con una forma che ricorda quella di un cuore appuntito. I fiori sono del tipico colore lillà, molto vivaci, accesi e profumati, a formare delle pannocchie compatte e lunghe, munite di una corolla semplice o anche doppia. Il tempo della fioritura è sul finire della stagione primaverile, con l'apice quasi sempre nel mese di giugno, ma la sua durata è breve: lo splendore della pianta difficilmente dura più di un mese. I fiori, appunto semplici o doppi, variano di colore a seconda delle specie e degli ibridi: si passa così dal bianco al giallo, al rosa, al lillà o al carminio.

Moltiplicazione

Avviene in diversi modi: per cespi, per talea, ma anche con innesto su radici, con gemme su un fusto di innesto di tipologia comune oppure per propaggine. Il periodo delle operazioni è in autunno o sul finire della stagione invernale. La talea semilegnosa sarà da compiersi in estate.

Esposizione

In pieno sole o a mezzombra. La syringa sopporta molto bene il gelo ed è particolarmente adatta alla coltivazione in un centro urbano per la sua alta tolleranza nei confronti dell'inquinamento atmosferico.

Terreno

Il suo terreno privilegiato è fresco o normale da giardino, con un'ulteriore preferenza per il tipo argilloso e di media compattezza. E' assai consigliabile per il suo sviluppo un' importante concimazione in primavera, con comaticcio di letame diluito o concime solubile e una ricca pacciamatura.

Innaffiatura

Il consiglio è di innaffiare la pianta abbastanza frequentemente, cosicché il terreno in cui la siringa sta crescendo non risulti mai secco: la frequenza dell'innaffiatura dovrebbe essere di due o tre volte ogni settimana.

Potatura

La syringa è una pianta molto rustica che non richiede eccessive cure, pertanto non va né potata, né cimata. E' consigliabile però effettuare un'eliminazione delle infiorescenze appassite per migliorare lo sviluppo della pianta: meglio rimondare dopo la fioritura allo scopo di sollevare gli steli sfioriti piegati dal peso dei grappoli.

Utilizzi

La syringa, specie nella sua tipologia vulgarys, è utilizzata molto frequentemente per la formazione di boschetti, per creare una piccola siepe dalla tonalità suggestiva, ma è anche coltivata come esemplare isolato in virtù del suo notevole valore ornamentale. Si utilizzano le piante di syringa anche coltivate per i fiori recisi negli appartamenti in vaso. In giardino invece un consiglio è di far crescere la syringa vulgaris per creare una bordura mista. Per il fascino del contrasto dei colori si può inserire, per le sua tonalità primaverili, un piccolo melo selvatico come il malus purpurea, notevole per il suo color porpora e accostarlo a una syringa vulgaris, ancor meglio se questa sarà della tipologia a fiori bianchi: il risultato sarà ottimale per l'abbinamento dal verde del fogliame del melo e i fiori bianchi o anche lillà della syringa.

Altre specie

Altre specie diffuse di syringa sono: la syringa reflexa e la syringa villosa: con pannocchie di fiori più aperte della vulgaris, hanno fiori con tonalità lillà rosato, porpora o anche rosa e bianchi al loro interno. La syringa josikaea, o lillà ungherese, un arbusto vigoroso con foglie grandi e di colore malva o viola intenso. La syringa persica, o lillà persiano, con fiori dal caratteristico profumo di lavanda. O infine la syringa yunnanensis, o lillà cinese, con fiori rosa dal gradevole profumo.

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Domande frequenti

  • Quando e come potare correttamente il lillà?
    Il lillà è una pianta rustica che non necessita di potature drastiche. L'intervento principale consiste nell'eliminare le infiorescenze appassite subito dopo la fioritura, rimuovendo gli steli piegati dal peso dei fiori. Questa pratica, detta 'rimonda', migliora l'estetica e favorisce uno sviluppo sano della pianta per l'anno successivo. Evita di tagliare rami legnosi grossi o di cimare la pianta, poiché il lillà fiorisce sui rami dell'anno precedente e interventi errati potrebbero compromettere la fioritura futura.
  • Qual è il periodo migliore per moltiplicare il lillà?
    La moltiplicazione del lillà può avvenire attraverso diverse tecniche a seconda del metodo scelto. Per talee semilegnose, il periodo ideale è l'estate. Altri metodi, come la divisione dei cespi, l'innesto, l'uso di gemme o le propaggini, vanno eseguiti generalmente in autunno o alla fine dell'inverno. Scegliere il momento giusto garantisce una maggiore percentuale di attecchimento e salute della nuova piantagione.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare il lillà?
    Il lillà richiede irrigazioni abbastanza frequenti per mantenere il terreno costantemente umido, ma non zuppo. Si consiglia di annaffiare due o tre volte a settimana, assicurandosi che il substrato non si secchi completamente. Una buona pacciamatura intorno alla base aiuta a trattenere l'umidità e a stabilizzare la temperatura del suolo, riducendo leggermente la frequenza necessaria durante i periodi più caldi.
  • Che tipo di terreno e concimazione preferisce il lillà?
    Il lillà prospera in terreni freschi, normali da giardino, prediligendo quelli di consistenza argillosa e media compattezza. Per favorire uno sviluppo vigoroso, è fondamentale apportare una concimazione abbondante in primavera. Si possono utilizzare letame ben maturo diluito o concimi solubili specifici. Abbinare la concimazione a una ricca pacciamatura organica migliora la struttura del suolo e la ritenzione idrica.
  • Come abbinare il lillà in giardino per un effetto estetico ottimale?
    Il lillà si presta bene a creare bordure miste, boschetti o siepi informali. Un abbinamento classico e suggestivo è con il melo selvatico Malus purpurea: il contrasto tra il verde del fogliame del melo e i fiori bianchi o lilla del lillà crea un effetto visivo eccellente grazie alle tonalità primaverili complementari. Può essere coltivato anche come esemplare isolato per il suo forte impatto ornamentale o per fiori recisi.
  • Il lillà tollera bene l'inquinamento urbano?
    Sì, il lillà (Syringa vulgaris) è particolarmente adatto alla coltivazione in ambienti urbani. Oltre a essere resistente al freddo, mostra un'elevata tolleranza verso l'inquinamento atmosferico, mantenendo sane le sue foglie e producendo abbondanti fiori profumati anche nelle città. Questa robustezza lo rende una scelta affidabile per giardini pubblici, viali e cortili privati in zone trafficate.

Scheda Tecnica

Syringa vulgaris

Nome scientificoSyringa vulgaris
FamigliaOleaceae
Tipo di piantaArbusto deciduo
OrigineCina, Corea, Iran, Europa Orientale (Balcani)
EsposizionePieno sole o mezzombra
Temperatura minimaResistente al gelo
TerrenoFresco, normale da giardino, preferito argilloso e medio-compatta
IrrigazioneAbbastanza frequente, 2-3 volte a settimana, terreno mai secco
FiorituraFine primavera/inizio estate (giugno), durata breve (< 1 mese)
AltezzaMax 7 metri
ConcimazionePrimavera: letame diluito o concime solubile + pacciamatura
PotaturaMinima, eliminare solo infiorescenze appassite post-fioritura
MoltiplicazioneCespi, talea (estate), innesto, gemme, propaggine (autunno/inverno)
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta rustica e tollerante all'inquinamento

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