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Manutenzione prato

In questa pagina, consigli, informazioni e suggerimenti sulla manutenzione di diversi tipi di prato: da quello naturale a quello sintetico

di Redazione

06 maggio 2013

Manutenzione prato

Il prato è probabilmente la parte più suggestiva di un giardino. La sua distesa di erba verde arricchisce la resa estetica dello spazio esterno integrandosi alla perfezione con le piante e gli arbusti eventualmente presenti. La resa estetica del giardino si mantiene alta se gli elementi che la compongono vengono curati e mantenuti in buone condizioni. Il prato, infatti, a causa del calpestio e degli agenti esterni, può accusare diverse problematiche, come la presenza di spazi vuoti, di erbe infestanti, l’ingiallimento dei fili d’erba. Tutte queste problematiche possono essere facilmente superate o risolte ricorrendo ad adeguate tecniche di manutenzione. Curare la manutenzione del prato significa, dunque, mettere in atto delle vere e proprie pratiche colturali che lo mantengono sempre sano, verde, resistente e rigoglioso. All’apparenza, ottenere un prato quasi perfetto potrebbe sembrare impossibile, mentre in realtà è più semplice di quello che si possa immaginare. In genere, quando si parla di manutenzione del prato, ci si riferisce al taglio dell’erba, alle irrigazioni, alle concimazioni, all’arieggiamento e al diserbo. Chi non vuole, o non ha tempo di occuparsi della manutenzione, può scegliere un prato in erba sintetica, ricordandosi che anche questo prodotto necessita di alcuni piccoli interventi di manutenzione.

Caratteristiche

La manutenzione del prato naturale è decisamente più impegnativa ed intensa di quella del prato sintetico. Non che sia più complicata, anzi, si tratta sempre di interventi abbastanza semplici da attuare, ma con una frequenza e una periodicità superiori a quelli dell’erba sintetica. Alcune pratiche di manutenzione non vanno effettuate sull’erba sintetica, ma solo su quella naturale. Gli interventi di cura sul prato vero comprendono, come già detto al precedente paragrafo, il taglio, le annaffiature, l’arieggiamento, le concimazioni e il diserbo, mentre quelli del prato sintetico sono limitati alla spazzolatura, al lavaggio, al controllo della tenuta del tessuto e alla disinfezione dello stesso.

Manutenzione prato vero

Il prato naturale richiede sicuramente interventi più specifici rispetto a quello sintetico. Dopo la comparsa dell’erba e quando questa ha raggiunto almeno i dieci centimetri, si procede al primo taglio, in modo da stimolare la resa vegetativa del prato e la sua uniformità. I tagli si effettuano periodicamente, usando appositi attrezzi, come lame elicoidali o tosaerba. Le lame elicoidali si usano per il primo taglio, mentre i tosaerba si possono usare per i tagli successivi. Il prato va anche irrigato abbondantemente, per favorire il rafforzamento delle radici e dell’erba. La prima annaffiatura va fatta dopo la semina, poi periodicamente e con frequenza nei periodi estivi. Il prato va anche arieggiato con appositi rastrelli o macchine arieggiatrici. Questi attrezzi rimuovono dal terreno le erbe secche e la crosta che si forma a causa del calpestamento o della pioggia. L’arieggiamento consente anche la circolazione dell’aria all’interno delle radici. Eventuali erbe infestanti vanno eliminate con appositi diserbanti ad azione selettiva e specifica. Il prato deve anche essere concimato, in modo da mantenerlo forte, resistente e con una colorazione uniforme. La concimazione va effettuata con fertilizzanti adatti al tipo di miscugli che compongono il prato. La concimazione ideale del prato è frequente e con basse dosi di concimi chimici contenenti azoto, fosforo, potassio e microelementi, come il ferro, che favorisce l’assorbimento delle sostanze nutritive del terreno. Il prato in buone condizioni non va concimato con letame o humus perché questi concimi organici potrebbero contenere resti di erbe infestanti o di funghi parassiti. In autunno bisogna anche ripulire il prato dalle foglie cadute e da altri resti vegetali secchi, i quali potrebbero togliere aria all’erba facendola ingiallire ed essere veicolo di trasmissione di malattie fungine.

Manutenzione prato sintetico

Il prato sintetico è composto da fili d’erba artificiale attaccati a un fondo in lattice o gomma. I fili d’erba possono avere diverse altezze, in base al tipo di prato vero a cui si ispirano, ma in genere sono fatti in tessuto di polipropilene. Il prato sintetico viene frequentemente usato per creare campi da gioco, sia pubblici che privati. La sua manutenzione non è eccessiva, anche perché non essendo composto di erba vera non ha bisogno del concime, del taglio o del diserbo. A lungo andare, gli agenti esterni e il calpestio intenso generato dalle attività sportive possono danneggiare anche il prato finto. Per mantenerlo sempre in buone condizioni è utile spazzolarlo periodicamente, lavarlo, magari ricorrendo a delle annaffiature( scarse) come per il prato naturale. Il prato finto va anche controllato per verificare che non ci siano scollamenti nelle giunture di collegamento tra un tessuto e l’altro. Visto che questo prato viene anche usato per attività ludiche o sportive, conviene disinfettarlo con appositi prodotti. La manutenzione del prato sintetico è praticamente simile a quella che si riserverebbe per la moquette.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze nella manutenzione tra prato naturale e sintetico?
    La manutenzione del prato naturale è più intensiva e richiede interventi regolari come il taglio periodico con tosaerba, irrigazioni frequenti (specialmente in estate), arieggiamento del suolo per rimuovere detriti e migliorare l'ossigenazione radicale, concimazione con fertilizzanti specifici a basso dosaggio e diserbo selettivo. Al contrario, il prato sintetico non necessita di taglio, acqua abbondante né concimi. La sua cura si limita a operazioni meccaniche leggere come la spazzolatura periodica per mantenere i fili dritti, il lavaggio occasionale e il controllo strutturale delle giunzioni. Inoltre, per aree sportive, il prato sintetico richiede disinfettanti, rendendo la sua gestione complessivamente meno onerosa in termini di tempo e risorse idriche.
  • Come e quando si effettua il primo taglio del prato naturale?
    Il primo taglio del prato naturale va eseguito esclusivamente dopo che l'erba ha germogliato e raggiunto un'altezza minima di dieci centimetri. Questo intervento iniziale è cruciale perché stimola la crescita laterale, favorendo una resa vegetativa più densa e un'uniformità visiva del manto erboso. Per questo primo passaggio, si consiglia l'uso di lame elicoidali, che offrono un taglio più pulito e preciso rispetto ai tosaerba tradizionali. Nei tagli successivi, invece, si possono utilizzare indifferentemente tosaerba o altre attrezzature specifiche, mantenendo sempre un livello di altezza che non stressi eccessivamente la pianta.
  • È corretto usare letame o humus per concimare il prato?
    No, generalmente non è consigliato. Il testo specifica chiaramente che un prato in buone condizioni non va concimato con letame o humus. La ragione principale è il rischio di introdurre nel terreno residui di semi di erbe infestanti o spore di funghi parassiti presenti in questi concimi organici non trattati, che potrebbero compromettere la salute del manto erboso esistente. La strategia ottimale prevede invece l'uso di fertilizzanti chimici bilanciati, somministrati frequentemente ma a basse dosi, ricchi di macroelementi (azoto, fosforo, potassio) e microelementi come il ferro, garantendo così nutrimento sicuro e uniforme senza rischi biologici.
  • Perché è importante arieggiare il prato e come si esegue?
    L'arieggiamento è fondamentale per contrastare gli effetti negativi del calpestio e delle piogge intense, che tendono a compattare il suolo formando una crosta superficiale. Questa compattazione impedisce la corretta circolazione dell'aria verso le radici e ostacola il drenaggio dell'acqua. Si esegue utilizzando appositi rastrelli o macchine arieggiatrici che rimuovono fisicamente l'erba secca e lo strato compatto. L'intervento migliora l'ossigenazione radicale, favorisce l'assorbimento di nutrienti e riduce il rischio di marciumi, mantenendo il prato sano, vigoroso e capace di resistere meglio agli stress ambientali.
  • Cosa comporta la manutenzione stagionale autunnale del prato naturale?
    In autunno, la priorità assoluta è la pulizia del prato dalle foglie cadute e da altri resti vegetali secchi. Lasciare accumulare materiale organico morto crea uno strato impermeabile che soffoca l'erba sottostante, impedendo la respirazione delle foglie e causando ingiallimento. Inoltre, tale accumulo umido costituisce un habitat ideale per la proliferazione di malattie fungine potenzialmente dannose. Oltre alla rimozione manuale o meccanica dei detriti, in questa stagione si continua con le cure minime necessarie, preparando il prato al riposo invernale e assicurando che il manto erboso sia libero da ostruzioni che ne comprometterebbero la vitalità durante i mesi freddi.

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