Nitrato ammonico

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Nitrato ammonico

Scoperto nel 1659 da Hans Rudolf Glauber, il nitrato ammonico viene utilizzato principalmente come fertilizzante azotato, ma ha anche un grande potere ossidante.

di Redazione

22 febbraio 2017

Cos'è il nitrato ammonico

Il nitrato ammonico è un sale di acido nitrico e ammoniaca. È uno dei più importanti composti azotati. La sua preparazione è molto semplice. Ha massa molecolare pari a 80, cristallizzato, una densità di 1,72 e punto di fusione a 169°C. Diventa instabile a una temperatura superiore a questa e si decompone in maniera esplosiva a 300°C, emettendo molto gas e calore. La soluzione in acqua è accompagnata da un elevato assorbimento di calore, che permette di utilizzarlo in miscele refrigeranti, dove la temperatura può raggiungere i -17°C. È un solido che cristallizza in diverse forme allotropie. È anche un sale molto igroscopico, solubile in ammoniaca anidra sotto pressione. La fabbricazione avviene secondo vari processi, che hanno in comune, tuttavia: la neutralizzazione dell'acido nitrico, la concentrazione di soluzioni di questo e la granulazione nitrato cristallina.

Il nitrato ammonico in agricoltura

Il nitrato ammonico viene utilizzato principalmente come fertilizzante azotato per le leguminose. Gli ammonio nitrati commercializzati devono contenere meno dello 0,02% di cloro e meno dello 0,2% di composti infiammabili. Viene aggiunta dell'argilla, della marna o della dolomite per ottenere un contenuto di azoto di circa il 33%. Il consumo, in Italia, è nell'ordine di 1 milione di tonnellate all'anno, ad un prezzo di circa 200€ per tonnellata. È un fertilizzante prezioso che contribuisce alla produzione di alimenti sicuri, ma deve essere gestito in modo responsabile. Al di là di una certa dose diviene tossico per le piante. Questa tossicità si esprime con una riduzione della crescita, con foglie più piccole e un ridotto sviluppo dell'apparato radicale. A dosi ancora maggiori può risultare letale per il vegetale. È dannoso per l'uomo. L'inalazione delle sue polveri irrita le vie respiratorie. L'esposizione prolungata provoca debolezza, mal di testa e il contatto, irritazione della pelle.

Come fertilizzare con il nitrato ammonico

Occorre evitare la somministrazione di fertilizzanti azotati in autunno e su suoli privi di vegetazione. Poiché tutti i sali azotati sono solubili in acqua, le piogge invernali li condurrebbero nella falda freatica prima di poter produrre gli effetti desiderati. Inoltre, questi fertilizzanti penetrano nel suolo per circa 20 centimetri all'anno, per effetto delle piogge, e questo li rende inaccessibili alle radici delle piante che dovrebbero nutrire. L'apporto di azoto deve essere effettuato in primavera. Il nitrato viene cosparso sulla coltura alla fine dell'inverno, quando lo stelo non si è ancora formato. Non verrà mai somministrato al momento della semina, come altri fertilizzanti potassici o fosfatici: il suolo verrebbe inquinato, senza alcun effetto benefico. L'azione del nitrato ammonico è comunque più efficace, se ben condotta, di altri fertilizzanti azotati, come il solfato d'ammonio, il nitrato di calcio o l'urea.

Un potenziale esplosivo

Il nitrato ammonico, insensibile agli urti e all'attrito, diventa esplosivo se mescolato con combustibili come gli idrocarburi o se viene fuso durante un violento incendio. Amalgamato con TNT, tritolo, o pentrite, viene utilizzato nel settore delle costruzioni, nelle miniere e nelle cave. Diverse catastrofi sono state provocate da questo composto a partire da quella del 1921, in Germania, nella fabbrica BASF. Altre sono avvenute negli Stati Uniti e in Francia. L'ultima, rilevante, ha coinvolto Tolosa, nel 2001, con 30 morti e più di 2500 feriti. Queste esplosioni accidentali hanno portato ad un rafforzamento della regolamentazione per lo stoccaggio, dello stato di purezza, della natura dei tensioattivi e dei protocolli di gestione per limitare i rischi. Nell'utilizzo in agricoltura si farà attenzione alla pulizia dei locali di deposito, alla corretta manutenzione degli apparati elettrici, al rispetto delle distanze di sicurezza, in definitiva alla prevenzione di ogni rischio di incendio.

Domande frequenti

  • Quali sono i rischi principali legati all'uso del nitrato ammonico?
    Il nitrato ammonico presenta rischi significativi sia per la salute umana che per l'ambiente. In agricoltura, dosi eccessive diventano tossiche per le piante, causando ridotta crescita, foglie piccole e danni radicali, fino alla morte del vegetale. Per l'uomo, l'inalazione delle polveri irrita le vie respiratorie, mentre il contatto prolungato causa debolezza, mal di testa e irritazioni cutanee. Inoltre, il composto è pericolosamente esplosivo se fuso ad alte temperature (sopra i 300°C) o miscelato con combustibili, richiedendo rigorosi protocolli di stoccaggio e prevenzione incendi.
  • Quando è il periodo corretto per applicare il nitrato ammonico?
    L'apporto di azoto tramite nitrato ammonico deve avvenire esclusivamente in primavera. È preferibile somministrarlo alla fine dell'inverno, prima che si formi lo stelo della coltura. È assolutamente sconsigliato l'uso in autunno o su suoli privi di vegetazione: le piogge invernali laverebbero il fertilizzante, facendolo penetrare nella falda acquifera senza beneficiare le radici. Inoltre, non va mai usato al momento della semina per evitare l'inquinamento del suolo senza effetti nutrizionali immediati.
  • Come si comporta il nitrato ammonico nel terreno?
    Essendo altamente solubile in acqua, il nitrato ammonico tende a migrare rapidamente nel suolo. Le piogge possono spingerlo verso il basso di circa 20 centimetri all'anno, rendendolo spesso inaccessibile alle radici superficiali delle piante se applicato troppo presto. Questa caratteristica richiede un timing preciso dell'applicazione (primavera) per massimizzare l'assorbimento. La sua efficacia è generalmente superiore ad altri azoti come il solfato d'ammonio o l'urea, se gestita correttamente per evitare perdite per dilavamento.
  • Perché il nitrato ammonico è considerato esplosivo?
    Il nitrato ammonico è un forte ossidante. Sebbene sia stabile a temperatura ambiente, diventa instabile sopra i 169°C e si decompone in modo esplosivo superando i 300°C. Diventa particolarmente pericoloso se fuso durante incendi violenti o se miscelato con materiali combustibili come idrocarburi, TNT o tritolo. Questo potere esplosivo ha causato gravi disastri industriali storici, imponendo severe normative sullo stoccaggio, la purezza e la gestione sicura nei magazzini agricoli e industriali.