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ragnetto rosso lotta

In questo articolo, tutto quello che bisogna sapere sui metodi di lotta chimica e biologica al famigerato ragnetto rosso delle piante

di Redazione

11 aprile 2013

Ragnetto rosso lotta

Il ragnetto rosso è un acaro fitofago che infesta molte piante orticole e da giardino. Lo si ritrova spesso sulla soia, sui fagioli e sul pomodoro, ma anche negli agrumi, nelle piante erbacee, arbustive, in altre leguminose e nella vite. Complici i climi caldi e secchi, le infestazioni del ragnetto rosso stanno diventando una vera e propria calamità, per via degli ingenti danni qualitativi e produttivi che possono provocare alle piante. I luoghi preferiti degli attacchi sono i frutti e la pagina inferiore delle foglie, dove si annidano sia le forme mobili dell’insetto che le uova deposte dalle femmine. La lotta al ragnetto rosso prevede metodi chimici e metodi biologici o naturali. La prima usa anticrittogamici o insetticidi di natura sintetica, in questo caso si parla di acaricidi, mentre la seconda si avvale di insetti predatori dell’acaro.

Caratteristiche

Lottare contro il ragnetto rosso significa non solo eliminare gli insetti adulti, ma anche le uova e le larve. I metodi chimici o naturali cambiano in base all’entità dell’infestazione e del numero di parti vegetali attaccate. I sistemi di lotta cambiano anche in base alla specie di pianta colpita. Nella scelta dei predatori, ad esempio, bisognerà valutare proprio il tipo di pianta. I rimedi saranno diversi se la pianta colpita ad esempio è una leguminosa o una solanacea. La scelta dei rimedi incide anche sulla loro periodicità di somministrazione. Quelli chimici vanno usati solo una volta all’anno, mentre quelli naturali, anche una volta a settimana. Si ricorre ai metodi di lotta, sia chimici che naturali, quando su un campione di cento foglie sono presenti almeno 0,1 o 0,2 esemplari di ragnetto rosso.

Lotta chimica

Gli acaricidi di natura chimica vanno somministrati una volta all’anno e preferibilmente nel mese di luglio. Come detto al paragrafo precedente, si ricorre a questi prodotti quando su cento foglie sono presenti almeno 0,1 o 0,2 esemplari di ragnetto rosso, ovvero quando l’infestazione è presente in almeno il 50% della pianta. I rimedi chimici variano in base allo stadio dell’acaro. Per le uova e le forme giovanili si può usare in prodotto chiamato Esitazox, mentre per gli insetti adulti si possono usare il Propargite, il Tau-fluvalinate e l’ Endosulfan.

Lotta biologica

La lotta biologica contro il ragnetto rosso comprende la rimozione manuale dell’acaro e il ricorso a prodotti esistenti in natura o a insetti predatori. La rimozione manuale avviene in caso di infestazione limitata. In genere si procede ad effettuare copiose bagnature della pagina inferiore delle foglie. Le parti colpite possono anche essere trattate con sapone molle. Gli acaricidi predatori sono invece composti da coccinellidi, coleotteri, altri acari predatori del ragnetto rosso e funghi. Nella soia, ad esempio, si usa l’acaro antagonista Phytoseiulus persimilis, mente nel pomodoro, il fungo Beauveria bassiana. Gli interventi di lotta biologica vanno praticati con cadenza settimanale.

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Domande frequenti

  • Come si riconosce un'infestazione di ragnetto rosso sulle piante?
    Il ragnetto rosso attacca prevalentemente la pagina inferiore delle foglie e i frutti. Per confermare la presenza del parassita, è necessario ispezionare attentamente queste zone: si cercano piccoli esemplari mobili, uova e ragnatele sottili. Una soglia di intervento significativa si raggiunge quando su un campione di cento foglie sono presenti almeno 0,1 o 0,2 esemplari, indicando che l'infestazione ha colpito almeno il 50% della pianta. I climi caldi e secchi favoriscono notevolmente la proliferazione di questi acari fitofagi.
  • Quali sono i principali metodi chimici per combattere il ragnetto rosso?
    La lotta chimica utilizza specifici acaricidi sintetici, da applicare preferibilmente nel mese di luglio e limitatamente a una volta all'anno. La scelta del prodotto dipende dallo stadio di sviluppo dell'acaro: per le uova e le forme giovanili si consiglia l'Esitazox, mentre per gli adulti si possono utilizzare Propargite, Tau-fluvalinate o Endosulfan. È fondamentale rispettare le dosi e le tempistiche per evitare resistenze e danni ambientali, intervenendo solo quando la soglia di infestazione lo richiede.
  • In cosa consiste la lotta biologica contro il ragnetto rosso?
    La lotta biologica integra metodi meccanici e l'uso di agenti naturali. Per infestazioni lievi, si raccomanda la rimozione manuale tramite abbondanti bagnature della pagina inferiore delle foglie o trattamenti con sapone molle. Per un controllo più efficace, si impiegano insetti predatori e funghi entomopatogeni specifici. Ad esempio, nella soia si usa l'acaro predatore Phytoseiulus persimilis, mentre nel pomodoro è efficace il fungo Beauveria bassiana. Questi interventi richiedono una maggiore frequenza rispetto ai chimici.
  • Con quale frequenza vanno applicati i rimedi biologici?
    A differenza dei rimedi chimici, che si usano una sola volta l'anno, i metodi di lotta biologica e naturale richiedono una gestione più costante. Gli interventi, che includono l'impiego di insetti predatori, funghi benefici o lavaggi fogliari, devono essere praticati con cadenza settimanale. Questa regolarità è essenziale per mantenere sotto controllo la popolazione del parassita e prevenire nuovi cicli riproduttivi, specialmente durante i periodi caldi e secchi che ne favoriscono la rapida moltiplicazione.