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parassiti delle piante

Mosca dell'olivo

Approfondimento che descrive i meccanismi di azione della mosca dell'olivo e i metodi di lotta biologica e integrata per debellarla

di Redazione

22 gennaio 2013

Mosca dell’olivo

L’olivo è un albero da frutto che produce delle drupe, ovvero le olive usate per scopi alimentari ( olive da mensa) e per produrre olio. La pianta può essere attaccata da diversi parassiti, ma il più temibile è sicuramente una mosca chiamata “Bactrocera oleae” e comunemente conosciuta come “mosca dell’olivo”. L’insetto è diffuso nelle aree temperate dell’Europa, ma anche in Sudafrica e in California. I danni all’olivo derivano sia dalle larve, che scavano fori all’interno della polpa dei frutti, e sia dall’insetto adulto, che punge l’oliva per deporvi le uova. La mosca dell’olivo causa danni sia quantitativi che qualitativi e per evitare il crollo di intere produzioni bisogna intervenire tempestivamente con metodi di lotta integrata.

Caratteristiche

La mosca dell’olivo, come si sarà capito leggendo il precedente paragrafo, è il parassita più temibile dell’omonimo albero. I danni di questo insetto sono concentrati sui frutti dello stesso, ovvero sulle olive, drupe ampiamente usate a scopo alimentare e per la produzione di olio. Le infestazioni della mosca dell’olivo non hanno la stessa intensità in tutte le specie di olivo, ma solo in alcune. Sembra, infatti, che le varietà da mensa siano più suscettibili alla mosca rispetto a quelle da olio. La preferenza di una varietà di olivo rispetto a un’altra dipende dalla polpa del frutto. L’insetto predilige infatti olive con una polpa più abbondante, perché sarà proprio all’interno di questa che la femmina deporrà le uova. La mosca dell’olivo si presenta con una morfologia simile a quella delle mosce comuni, ma con colori differenti. In genere, ci si accorge di essere di fronte a una mosca dell’olivo per la presenza di due puntini scuri nella parte alta delle ali e per un prolungamento della zona anale su cu si erge una struttura stretta e allungata. Le femmine dell’insetto hanno il capo di colore giallo, ma esistono altre varietà di questa mosca che hanno tutto il corpo interamente colorato di giallo. L’insetto adulto è lungo al massimo sette millimetri, mentre le larve non superano il millimetro e mezzo. La mosca dell’olivo presenta uno stadio larvale composto da tre stadi. Il più dannoso, per l’olivo, è l’ultimo, ovvero il terzo stadio, quello in cui la larva, di dimensioni più grandi rispetto al primo e al secondo stadio, inizia a scavare gallerie nella polpa. La fase di escavazione prepara la formazione del “nido” dove la stessa si trasformerà in pupa, svernando poi nella forma di insetto adulto. La schiusa delle uova varia in base al clima dell’area in cui è coltivato l’olivo. In condizioni ottimali, le uova si schiudono in tre giorni, in quelle più difficili, anche dopo dieci giorni. Il passaggio dallo stadio giovanile a quello adulto avviene, invece, in un periodo compreso tra dieci giorni e quattro mesi.

Infestazione

L’infestazione della mosca dell’olivo si manifesta in estate e, precisamente, nel mese di luglio. Durante questa stagione, le femmine pungono le olive per deporvi le uova. Queste “punture” sono chiamate “fertili”. Esistono anche quelle “sterili”. Si tratta di punture che la femmina effettua per saggiare la qualità e la robustezza della polpa di olivo dove dovrà deporre le uova. L’infestazione della mosca dell’olivo è favorita da temperature miti e da eccessiva umidità. I climi caldi e secchi, invece, provocano la morte dell’insetto e delle sue larve. La temperatura che favorisce la diffusione della mosca dell’olivo è compresa tra ventidue e trenta gradi. Temperature superiori non solo provocano la morte dell’insetto, ma rendono anche sterili le femmine. Stessi effetti anche in caso di temperature rigide. I danni della mosca dell’olivo sono soprattutto qualitativi. L’oliva con le punture è, inoltre, soggetta caduta ( cascola precoce) e al deterioramento della polpa di cui si nutrono le larve. La compromissione della polpa danneggia anche la qualità dell’olio, che avrà un ph più acido e una minore tenuta. L’olio da olive punte dalla mosca, infatti, è ricco di perossidi che lo fanno irrancidire molto presto. Naturalmente, le olive danneggiate andranno eliminate dalla produzione determinando anche un danno quantitativo.

Lotta

La lotta alla mosca dell’olivo si effettua sia con metodi preventivi che con prodotti specifici. La prevenzione va attuata prima che le femmine depongano le uova, ovvero entro giugno. Esistono anche metodi colturali che possono prevenire o azzerare gli attacchi dell’insetto. In genere è preferibile scegliere cultivar resistenti all’azione della mosca, o raccogliere in anticipo quelle che mostrano maggiore suscettibilità al parassita. Una volta che la mosca si è manifestata, si potrà ricorrere alla lotta biologica, chimica o integrata. La prima si effettua con sostanze naturali a effetto repellente. Rientra in questa modalità di lotta anche l’utilizzo di insetti antagonisti della mosca, tra cui il Psytallia concolor e il Fopius Arisanus. Si tratta di insetti che si adattano bene alle stesse condizioni climatiche che favoriscono lo sviluppo della mosca. La lotta chimica prevede l’utilizzo di insetticidi e anticrittogamici specifici per la mosca dell’olivo, tra cui i dimetoato e la deltametrina. Per la loro tossicità, questi composti sono stati progressivamente sostituiti da insetticidi a basso impatto ambientale. Tra questi, è stato visto che il rame, dall’ottima azione fungicida, ha anche un effetto repellente sulla mosca dell’olivo. La lotta integrata prevede l’uso di trappole velenose da posizionare sull’albero di olivo entro giugno. Le trappole possono contenere ferormoni o sostanze azotate che attirano le mosche, permettendo così di ucciderle e di rimuoverle dall’albero.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi visibili dell'attacco della mosca dell'olivo sulle olive?
    I principali sintomi sono le punture praticate dalle femmine adulte sulla superficie delle olive, distinguibili in 'punture fertili' (dove vengono deposte le uova) e 'punture sterili' (saggi preliminari). All'interno della polpa si formano gallerie scavate dalle larve, specialmente nel terzo stadio di sviluppo. Esternamente, si nota spesso la cascola precoce delle olive danneggiate e il deterioramento della polpa. Questi segni indicano chiaramente la presenza del parassita Bactrocera oleae.
  • Come influisce la mosca dell'olivo sulla qualità dell'olio prodotto?
    L'attacco della mosca compromette gravemente la qualità dell'olio. La polpa danneggiata subisce un processo di degradazione che aumenta l'acidità dell'olio (pH più acido) e ne riduce la stabilità. Inoltre, l'olio ottenuto da olive colpite è ricco di perossidi, sostanze che accelerano notevolmente il processo di irrancidimento, rendendo il prodotto inadatto al consumo o alla vendita se non trattato tempestivamente.
  • In quali condizioni climatiche la mosca dell'olivo prospera maggiormente?
    La mosca dell'olivo thrive (prospera) in condizioni di temperature miti, idealmente comprese tra i 22°C e i 30°C, associate a un'eccessiva umidità. Al contrario, i climi caldi e secchi sono letali per l'insetto e le sue larve. Temperature estremamente alte sterilizzano le femmine e causano la morte degli adulti, mentre il freddo intenso blocca lo sviluppo e uccide l'insetto, limitando quindi la sua diffusione.
  • Quando è il momento giusto per iniziare la lotta contro la mosca dell'olivo?
    Le misure preventive devono essere attivate entro giugno, prima che le femmine inizino a deporre le uova. L'infestazione tipicamente si manifesta in estate, specialmente a luglio. È cruciale agire tempestivamente utilizzando trappole velenose con feromoni o sostanze azotate posizionate sugli alberi entro fine giugno. Interventi successivi richiedono metodi biologici o chimici specifici per controllare l'infestazione già in atto.
  • Quali sono i metodi di lotta biologica disponibili per la mosca dell'olivo?
    La lotta biologica impiega sostanze naturali repellenti e insetti antagonisti utili. Tra i nemici naturali della mosca figurano il Psylliastis concolor e il Fopius arisanus, parassitoidi che si adattano bene alle stesse condizioni climatiche del parassita. Inoltre, il rame, noto per la sua azione fungicida, ha dimostrato efficacia anche come repellente naturale contro la mosca dell'olivo, offrendo un'alternativa a basso impatto ambientale rispetto ai pesticidi chimici tradizionali.